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"Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane" nella decima storia dedicata all'Alligatore

Il poliedrico Massimo Carlotto torna sugli scaffali con un canovaccio in bilico fra Bene e Male. Mettendo in scena una trama giocata sul filo dell’ironia, fra pallottole, colpi di scena, servizi segreti, traffico di droga, poliziotti corrotti e amori strani


30/10/2017

di Massimo Mistero


Un doppio gradito ritorno: sia quello di Massimo Carlotto - drammaturgo, giornalista, saggista, fumettista, sceneggiatore, ma soprattutto scrittore di graffianti noir - che del suo più riuscito personaggio. Ovvero quel Marco Buratti, detto l’Alligatore, un ex cantante di blues con la passione per il calvados che sinora aveva tenuto la scena in altri nove romanzi. “Un personaggio che si rifà - a detta dell’autore - all’esperienza hard boiled americana, ma trattato all’italiana e nato dopo una lunga riflessione. In quanto non volevo un protagonista legato alle istituzioni perché mi avrebbe vincolato a una verità istituzionale. Così mi sono inventato un ex galeotto che ha scontato ingiustamente sette anni di carcere prima di diventare un investigatore privato”.
Massimo Carlotto, si diceva, del quale si può raccontare di tutto e di più. A partite dal successo ottenuto non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, in quanto i suoi lavori sono stati tradotti, ad esempio, in Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Grecia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Romania e Stati Uniti. Lui che è nato a Padova il 22 luglio 1956 ed è sposato con Colomba Rossi, direttore editoriale della collana Sabot|Age delle Edizioni e|o, dalla quale ha avuto un figlio, Giovanni, che ha quattordici anni e mezzo e frequenta il liceo artistico. Lui che - scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi - aveva debuttato in libreria con Il fuggiasco, storia romanzata di un difficile periodo della sua vita, dal quale sarebbe stato tratto un film diretto da Andrea Manni e interpretato da Daniele Liotti.
Lui lettore accanito, appassionato di saggistica storica, che non sa resistere ai suggerimenti dei librai. Lui autore raffinato che, dopo il successo ottenuto con il suo primo romanzo, avrebbe pubblicato, fra gli altri, Le irregolari (romanzo autobiografico e di inchiesta ambientato in Argentina), Arrivederci amore ciao, Alla fine di un giorno noioso, L’oscura immensità della morte (un lavoro incentrato sul tema della vendetta e del possibile perdono, dal quale è stato tratto uno spettacolo teatrale) nonché la lunga serie di romanzi imbastita su Marco Buratti, a partire da La verità dell’Alligatore, a sua volta edito nel 1995. Un’esperienza che avrebbe portato l’autore a confrontarsi “con la fragilità degli ex detenuti e l’ossessione per la giustizia” in quanto lui stesso era stato protagonista di un noto quanto controverso caso giudiziario di cronaca nera.
Lui che, oltre ad avere dato molto anche per il teatro, per la saggistica, per la Graphic Novel e per i ragazzi, ha firmato a quattro mani Cocaina con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo, mentre con Marco Videtta ha dato alle stampe il ciclo di quattro romanzi intitolato Le vendicatrici (alias Ksenia, Eva, Sara e Luz). Lui che strada facendo si è dimostrato collezionista di premi: ad esempio ha vinto il Scerbanenco, il Grinzane Noir, ha sfiorato il podio in Francia al Grand prix de littérature policière, si è aggiudicato il Premio del libraio città di Padova, oltre a risultare finalista del Bancarella e degli Edgar Allan Poe Awards. 
Lui che a domanda risponde, senza mai tirarsi indietro (“Mi piace essere chiaro”), picchiando duro su quello che ritiene sbagliato (che si tratti di chiesa, politica, servizi segreti o scandali poco importa); lui personaggio fuori dalle righe che colleziona libri fotografici e che, in ambito narrativo, ama misurarsi sui più diversi campi; lui che era arrivato al thriller “invogliato, o meglio indirizzato, dal criminologo e psichiatra salernitano Corrado De Rosa”.
Lui che ora è tornato sugli scaffali con un titolo provocatorio che attinge dal passato, Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane (Edizioni e|o, pagg. 214, euro 16,00), dove l’Alligatore - un personaggio che ha contribuito a innovare la nostra narrativa di settore - se la deve vedere con l’imprevisto. Succede infatti che Marco Buratti e i suoi due soci, Max la Memoria e Beniamino Rossini (un bandito vecchio stampo), siano caduti nella pericolosa trappola ordita dal loro nemico più pericoloso, Giorgio Pellegrini. Il quale, braccato dalla polizia e per sfuggire alla vendetta di Rossini, decide di lavorare come infiltrato per conto della polizia. Ma qualcosa va storto e sua moglie e la sua amante vengono attirate in un tranello e trucidate da un gruppo di spietati killer arrivati dall’estero.
L’indagine per identificare i responsabili del duplice omicidio viene affidata, dall’ispettore Campagna della polizia di Padova, all’Alligatore e ai suoi amici. In realtà il nostro terzetto non vorrebbe avere a che fare con il caso, se non fosse per il minacciato ricatto della spietata Angela Marino, un alto funzionario del ministero dell’Interno, “la troia che li vuole fregare” se non si atterranno alle disposizioni. Per questo, da uomini tutt’altro che sprovveduti, si muoveranno come si conviene. Con Buratti che si innamora a prima vista di Edith, una puttana quarantenne segnata dalle umiliazioni. La qualcosa rappresenterà, per lui, un motivo in più per salvarla e salvarsi. Ma non sarà facile, visto che il Bene e il Male tendono a confondersi in un contesto dove si incrociano i maneggi dei servizi segreti, del traffico della droga, dei magnaccia e dei delinquenti, per non parlare di alcuni poliziotti senza scrupoli. Il tutto all’insegna di una ironia che non disturba, semmai addolcisce la crudezza della storia e del linguaggio con la quale è raccontata.
Che dire: la scrittura di Massimo Carlotto, già annoverato fra i migliori autori di noir italiani, fa a nostro giudizio un ulteriore salto di qualità. A fronte di un romanzo complesso, ben congegnato, che si nutre di personaggi in bilico. A partire da Marco, Max e Beniamino, pronti a giocare una partita senza regole pur di sopravvivere.

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