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"Hai sempre pensato di essere la migliore. E se fossi tu, invece, la sorella sbagliata?"

Torna sui nostri scaffali Alafair Burke con una nuova storia che piacevolmente cattura e induce alla riflessione


01/07/2019

di Catone Assori


Non sembra sbagliare un colpo l’americana Alafair Burke, nata nell’ottobre 1969 a Fort Lauderdale, in Florida, ma cresciuta a Wichita, nel Kansas, dove sua madre, Pearl Pai Chu, lavorava come bibliotecaria scolastica mentre suo padre, James Lee Burke, insegnava Inglese oltre a proporsi come uno dei grandi della narrativa a stelle e strisce. Passione per la scrittura che avrebbe travasato nella figlia, la quale si sarebbe avvalsa - c’è da ritenere - anche dell’esperienza di una numero uno come Mary Higgins Clark (autrice da trecento milioni di copie), con la quale ha scritto cinque lavori. Arricchendo e affinando, in tal modo, la sua malizia narrativa. Oltre a sfruttare come si conviene, ci mancherebbe, le sue esperienze personali - si propone infatti come un avvocato penalista - per dare credibilità ai suoi lavori. 
In buona sostanza una mano calda di settore, dalla quale sono usciti diversi bestseller tradotti in una dozzina di Paesi (soltanto in Italia ha commercializzato 250mila libri) e benedetti da numeri uno del calibro di Michael Connelly (“Una stella del thriller che non finisce mai di sorprendermi”), Dennis Lehane (Una delle migliori autrici in circolazione”) e Gillian Flynn (“Con i suoi romanzi siete certamente in buone mani”). 
Laureata con lode alla Stanford Law School, Alafair ha collaborato come consulente nel campo della violenza domestica con il dipartimento della polizia di New York (città dove peraltro attualmente vive con la famiglia, in primis il marito Sean e senza dimenticarci di un adorato cane). In seguito ha fatto parte della Mystery Writers of America e ora insegna diritto presso la Hofstra University School of Law di New York. Per quanto riguarda invece la sua carriera di autrice, oltre ad aver pubblicato una lunga serie di saggi professionali, ha dato voce da solista a due short stories e una dozzina di romanzi (fra i quali La ragazza nel parco, Una perfetta sconosciuta, La ragazza che hai sposato dal quale Amazon Video trarrà una serie televisiva e L’ultima volta che ti ho visto). 
Sempre proponendosi autrice di piacevole lettura, in quanto è sua consuetudine puntare su frasi brevi e concise per rendere semplice la sua narrazione, regalando in questo modo il giusto ritmo a storie ben strutturate e giocate su personaggi credibili. 
Come nel caso di Sorelle sbagliate (Piemme, pagg. 302, euro 19,50, traduzione di Rachele Salerno), un lavoro che a suo dire completa una specie di trilogia iniziata con La ragazza del parco e proseguita con La ragazza che ho sposato, nei quali viene “esplorata la complessità delle relazioni femminili e i diversi ruoli che le donne svolgono nella nostra società”. Succede infatti, prosegue la Burke, che “mentre ci destreggiamo fra una miriade di impegni, spesso ci capiti di mostrare volti diversi ai nostri mariti e ai nostri figli, ma anche nei confronti dei genitori, dei fratelli e dei colleghi”. 
Sorelle sbagliate, in particolare, “parla dei legami, a volte conflittuali, tra fratelli e sorelle adulti”. Con la speranza “che possa stimolare qualche riflessione sulla natura spesso genderizzata delle minacce, degli abusi e della violenza nella nostra cultura. Fermo restando - ironizza - che non mi sono ispirata per questa storia nera alle mie amate sorelle Andree e Pamela”. 
Diverso invece è il rapporto fra le protagoniste del suo ultimo libro. “Chloe è la più giovane delle sorelle Taylor, ma è sempre stata la più amata, forse perché nella sua vita tutto è sempre apparso sotto controllo. Invece Nicky... Già, la scapestrata Nicky. Quella che ha sempre combinato guai; che ha sempre bevuto un po’ troppo; che ha sposato d’impulso il giovane avvocato Adam Macintosh dal quale ha avuto un bambino, non riuscendo tuttavia a essere né moglie né madre”. 
Sta di fatto, come succede quando le vite prendono strade diverse, che Chloe e Nicky finiscano per proporsi come due estranee. Nicky è rimasta a Cleveland, sola. Chloe lavora a New York in un importante giornale di moda. Ce l’ha fatta. Non solo: da furbetta qual è si è presa qualcosa che apparteneva a Nicky. Si è presa Adam, del quale - ricambiata - si è innamorata. “D’altra parte Nicky, quella volta, l’aveva fatta grossa, e quando Adam aveva visto il suo bambino in pericolo, aveva deciso che era troppo”. 
Adesso Chloe e Adam sono sposati e insieme stanno crescendo Ethan, il figlio che Nicky non ha saputo amare. “Ma quando Adam viene trovato morto sul pavimento della loro casa di vacanza negli Hamptons, una serie di dubbi comincia ad affacciarsi nella vita di Chloe. Dubbi sul marito, che ultimamente era sempre più reticente a parlare del proprio lavoro. Dubbi sul figlio, che l’adolescenza ha decisamente messo in crisi. E persino dubbi su se stessa. Perché la verità è molto più di quello che l’apparenza lascia credere. E la vita troppo spesso ci fa dimenticare le cose più vere”. Fermo restando il difficile tentativo di sfuggire alle ombre del passato…

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