Share |

"I Caracciolo. Storie, misteri e figli segreti di una grande dinastia italiana"

Un saggio che si legge come un romanzo. Fra impensabili retroscena, voltafaccia e miserie, finti amici e fiumi di denaro scomparsi, interessati silenzi e ritratti inediti, conflitti ereditari e prove del Dna. Ce ne parla, con dovizia di particolari, lo stesso autore


10/10/2016

di Gigi Moncalvo


Un ritratto inedito e la storia vera del personaggio meno descritto (se non in maniera apologetica) della “royal family” torinese, o di quel poco che ne resta: donna Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. E molte notizie sorprendenti, spesso raccontate o scritte da lei stessa, e mai passate attraverso la strettissima “censura” (o autocensura) cui gran parte della stampa o delle TV si è sottomessa, in virtù di finanziamenti pubblicitari o auto date per mesi “in prova” ai giornalisti amici.
Le vere ragioni - verbalizzate dalla figlia Margherita davanti ai PM di Milano Fusco e Ruta - dello “scontro” con la madre sull’eredità di Gianni Agnelli, sul fatto che la vedova dell’Avvocato abbia regalato le sue azioni e gran parte del suo patrimonio privilegiando un solo nipote (John Elkann) rispetto agli altri sette, le rivelazioni ufficiali sui conti segreti e sulle ulteriori somme (sfuggite alla divisione tra le due legittime eredi) scoperte presso Morgan Stanley di Zurigo dalla Procura di Milano, dopo la testimonianza di un ex dirigente della banca. Con il non-intervento di John Elkann che non può non esserne stato ed esserne al corrente.
Il tutto in un contesto di lotte, comportamenti, movimenti finanziari, trasferimenti all’estero, indagini di investigatori privati che portano alla luce inediti retroscena. Anche nei rapporti tra John Elkann e suo cugino Andrea Agnelli. Il quale viene considerato “colpevole” (oltreché di chiamarsi… Agnelli) di aver ridato lustro, vittorie e bilanci in attivo alla Juventus, da lui presieduta, con la crescente gelosia manifestata dal cugino che, in quanto azionista di maggioranza attraverso Exor e Dicembre, cerca di imporre i suoi uomini, le sue scelte (rivelatesi fallimentari negli anni precedenti la gestione di Andrea), per cercare di evitare che la sua immagine venga “oscurata”, come nel caso di Sergio Marchionne in campo automobilistico e finanziario, e la sua “stella” non rifulga come egli ritiene sia doveroso.
Queste alcune delle curiosità raccontate nel nuovo libro di Gigi Moncalvo, I Caracciolo - Storie, misteri e figli segreti di una grande dinastia italiana (GiemmeCommunication/Amazon.eu, pagg. 537, euro 20,00). Nel libro, incastonati nella storia di una grande famiglia aristocratica, i principi Caracciolo di Castagneto e di Melito, e della loro dinasty tra Napoli, Firenze, Roma, svettano i ritratti inediti dei due esponenti più noti e contemporanei del casato: Carlo - l’editore del settimanale l’Espresso, uno degli artefici del successo del quotidiano la Repubblica e di un network di diffusi giornali locali - e Marella, la vedova di Gianni Agnelli, la cui bellezza è stata celebrata nel 1953 in un famoso ritratto fotografico di Richard Avedon che la definì “The Swan”, il Cigno.
Anche per la morte di Carlo Caracciolo, avvenuta il 15 dicembre del 2008, così come per quella dell’Avvocato Agnelli, è stato un conflitto di tipo ereditario a far emergere un gran numero di “segreti” o miserie del passato. Tutto questo, in notevole misura, come nel caso di Gianni, ha finito per offuscare molti altri aspetti, più rilevanti, della vita del principe-editore incrinandone il mito e annebbiandone l’immagine e il ricordo. Fino ad arrivare alla sua sorprendente e rapida cremazione, all’insaputa dei parenti stretti, e a una strana “lettera anonima” che poche settimane dopo ha determinato l’incenerimento di tutte le salme dei Caracciolo tumulate nella tomba di famiglia all’interno della tenuta di Garavicchio, probabilmente nella speranza di cancellare ogni traccia del loro Dna.
A cercare di spartirsi l’immenso patrimonio del Principe sono stati, da una parte, Giacaranda Falck, una figlia adottiva ma considerata naturale (stando alle dichiarazioni pubbliche sue e di sua madre), e quindi - secondo la legge - non adottabile dal proprio padre biologico (per questo ha sempre rifiutato la prova del codice genetico?); dall’altra, in una posizione più discreta e signorile, due figli “veri” - Carlo Edoardo e Margherita, sposata con un esponente della dinastia Rebecchini -, la cui esistenza è stata rivelata dalla loro madre, in accordo col loro padre, dopo quasi quarant’anni di silenzio, a pochi mesi dalla morte dell’editore. Due figli talmente somiglianti al Principe da renderli ancora più “scomodi” e quindi presi a bersaglio della malcelata avversione della “sorellastra” e del clan giornalistico-editoriale-bancario che la circonda. 
Prove del Dna, figli veri che non sgomitano e la figlia non adottabile che la fa da padrona come se fosse l’unica e vera “principessa”, impensabili retroscena, segreti tenuti nascosti a lungo, miserevoli bassezze di una sola parte contro l’altra: questi gli ingredienti raccontati con ritmo incalzante e continui colpi di scena. La storia si sviluppa attraverso inedite battaglie in cui nulla viene risparmiato col contorno di vistose manipolazioni della stampa, interessati silenzi, intrecci orditi da avvocati e “finti” amici o collaboratori, false dichiarazioni e sgangherate testimonianze rese da famosi banchieri, fiumi di denaro scomparsi tra l’Italia e il Lussemburgo, lo strano ruolo di Giuseppe Ciarrapico e l’evaporazione della holding romana Eurosanità di cui Carlo era socio, la vicenda delle azioni del quotidiano francese Libération di cui il Principe aveva il controllo, la sparizione di molti beni prima ancora che venisse aperto il testamento nel timore che tutto venisse bloccato dai due nuovi figli veri. Senza escludere i ricatti, le minacce, le scenate, ma anche i ritratti di donne affascinanti e dal grande nome che per anni si sono insinuate nelle contraddizioni, nei comportamenti, nelle indecisioni di un uomo bellissimo che amava molto le avventure con le signore sposate - rivaleggiando e talvolta battendo il cognato Gianni, almeno su questo terreno - ma che non si assumeva fino in fondo le proprie responsabilità. Al punto che sta emergendo l’esistenza di almeno un’altra figlia…
Ugualmente appassionanti e ricchi di inediti i capitoli dedicati a Donna Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli, col racconto di particolari della sua educazione, della sua adolescenza, dei rapporti col padre, la madre e i fratelli, fino alle vere e documentate ragioni, finora mai emerse, che hanno portato alla insanabile rottura con la figlia Margherita a causa della consistenza e della ripartizione dell’eredità, e alla diversa considerazione (non solo di tipo economico) nei confronti dei primi tre nipoti Elkann rispetto agli altri cinque De Pahlen.
Il libro comprende anche documenti di carattere giudiziario riguardanti le deposizioni di Margherita Agnelli rese ai procuratori di Milano, Eugenio Fusco e Gaetano Ruta, nell’ambito di un’importante inchiesta penale su cui i giornali hanno taciuto e che ha portato a scoprire altri conti segreti all’estero dell’Avvocato. C’è anche, soprattutto, la testimonianza sotto giuramento di un ex dirigente della banca Morgan Stanley di Zurigo, Paolo Revelli, il quale racconta ai magistrati che cosa avvenne al vertice dell’istituto finanziario svizzero dove erano custoditi i conti segreti di Gianni Agnelli nel periodo di poco successivo alla sua morte e lo strano fax che venne inviato a Torino dal dirigente dei “grandi patrimoni” della banca.
I Caracciolo è un racconto che per gran parte delle sue pagine si dipana come un vero romanzo storico che adotta una formula inconsueta, di gradevole lettura e grande coinvolgimento, che si svolge sullo sfondo di grandi famiglie e di tutti i loro rami: non solo i Caracciolo e gli Agnelli (con i Brandolini d’Adda, i Teodorani Fabbri, i Rattazzi, i Fürstenberg), ma anche i Visconti di Modrone, gli Arrivabene Valenti Gonzaga, i Pasolini dall’Onda, i Falck, i principi Borghese di Leonforte, i Bollati di Saint Pierre, gli eredi di Arnoldo Mondadori, col contorno di personaggi come Pamela Churchill e Raimondo Lanza di Trabia, Gianluigi Gabetti e John Elkann, Carlo e Mario d’Urso, Eugenio Scalfari e Carlo De Benedetti, Carlo e Marina Ripa di Meana, Cesare Geronzi e Carlo Passera, Urbano Cairo e la sua prima moglie, Anna Cataldi ex-Falck. Fino ad arrivare a Jean-Pierre Tarot, il controverso medico francese che praticò l’iniezione letale all’ex presidente francese François Mitterrand, e che venne misteriosamente chiamato a Roma negli ultimi giorni di Carlo Caracciolo: forse per “accompagnarlo” verso la morte?
Questo nuovo libro è una sorta di prosecuzione e completamento dei miei due volumi precedenti (ormai introvabili e fatti "scomparire") dedicati alla saga della Famiglia Agnelli: I Lupi e gli Agnelli e Agnelli Segreti - Peccati, passioni e verità nascoste dell'ultima “famiglia reale” italiana (edito da Vallecchi). Questi ultimi due trattano temi di grande attualità, anche futura, che mettono in luce molti aspetti degni di un approfondimento e di una riflessione: il declino dell'industria automobilistica nel nostro Paese, il ruolo della famiglia Agnelli (o di ciò che ne resta) dopo la morte di Giovanni e Umberto, la "fuga" negli Stati Uniti e il cambio del marchio da Fiat a Fca, la verità sulla Ferrari, il peso crescente e dominante di Sergio Marchionne negli attuali e nei futuri assetti, le ragioni per cui si è arrivati a questa situazione (anche alla luce delle vicende giudiziarie legate all'eredità di Gianni Agnelli), il ruolo degli "eredi" e delle nuove generazioni.

(riproduzione riservata)