Share |

Con Carla De Santis la satira politica romanesca diventa poesia

Appunti e disappunti di una cittadina che ha messo in versi le birichinate della nostra “povera Itaglia”


29/07/2019

di Mario Pinzi


Chi segue il nostro giornale con attenzione e regolarità non potrà non ricordarsi di lei: Carla De Santis, di cui spesso abbiamo pubblicato poesie in dialetto romanesco. 
Carla De Santis ha raccolto i suoi lavori in un volume dal titolo Povera Itaglia. Appunti e disappunti di una cittadina informata (pagg. 123, euro 12,00, auto-pubblicato): una cinquantina di sonetti satirici che danno voce alle ingiustizie e al malcontento popolare a fronte delle “malefatte” del potere pubblico e privato e della classe politica. 
Il collega Carlo Enrico Bazzani, che ne cura la prefazione, scrive: “I versi di Carla De Santis, cittadina romana e mater familias, si collocano nel solco della tradizionale satira politica romanesca che nei secoli scorsi ha avuto in Giuseppe Gioacchino Belli e in Carlo Alberto Salustri, detto Trilussa, i suoi massimi esponenti ufficiali nonché in Pasquino e le celebri 'pasquinate', la voce occulta del malcontento popolare verso il Papa Re e, in generale, i potenti. Una satira mordace e dissacrante, quanto meno irriverente, puntata ieri come oggi contro il potere, pubblico o privato, allora papale, oggi dello Stato repubblicano, democratico e antifascista fondato sul lavoro”. 
Nei suoi brani, Carla De Santis, donna attenta ai soprusi del potere, mette alla berlina e senza veli tutto quello che nel nostro Paese non funziona: la politica, il Governo, i partiti, i parlamentari, l’economia e, in generale, i protagonisti del potere, strappando un sorriso amaro al lettore. 
Una fotografia pungente, la sua, dei fatti più salienti dal 2013 al 2017 che mettono in evidenza il teatrino della politica italiana. Con una filosofia salvifica di fondo: “volemose bene”. 
Vi consiglio di comprare questo libro, che vi farà capire quanto è “divertente” la nostra “povera Itaglia”.

(riproduzione riservata)