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"Il clima che cambia": perché è nostro dovere fermare il riscaldamento globale

Luca Mercalli, noto ricercatore e divulgare scientifico, analizza la complessa fisica del tempo addentrandosi nei cambiamenti, disquisendo sul ritiro dei ghiacciai e domandandosi cosa ci aspetterà in futuro. Fermo restando un interrogativo: cosa possiamo fare per contrastare questa pericolosa deriva?


07/10/2019

di Valentina Zirpoli


Di tutto e di più: Luca Mercalli, nato a Torino il 24 febbraio 1966, si propone vincente come metereologo, climatologo, divulgatore scientifico, accademico (insegna Sostenibilità ambientale presso l’Università del capoluogo piemontese e Scienze gastronomiche a Pollenzo), collaboratore di diverse testate giornalistiche, accattivante uomo di televisione (Che tempo che fa, Scala Mercalli, Pillole di Mercalli…) nonché conferenziere in Italia e all’estero in oltre duemila eventi; lui che negli ultimi 35 anni si è dedicato all’analisi di antiche serie di dati meteo allargate al monitoraggio glaciale e alla storia climatica delle “sue” Alpi. 
E ancora: lui che presiede la Smi (Società meteorologica italiana), che dirige la rivista Nimbus oltre a proporsi come consigliere scientifico di Ispra; lui che del papillon al collo ha fatto bandiera; lui che a prima vista si propone accattivante, ma al tempo stesso barricadiero (non ha mancato di schierarsi, tempo addietro, contro l’impatto ecologico della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione); lui che abita in Val di Susa in una casa ad alta efficienza energetica; lui che si associa ad Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, che nel 2018 aveva ammonito: “Se non cambiamo strada entro il 2020 rischiamo di perdere la possibilità di evitare un cambiamento climatico  fuori controllo, con disastrose conseguenze per le persone e tutti i sistemi naturali che ci sostengono”. 
Insomma, un numero uno che - per ricordarci le nostre malefatte e la nostra indifferenza - ha dato ora alle stampe per i tipi della Bur-Rizzoli, ma sarebbe meglio dire ha rieditato, un lavoro di dieci anni fa adeguatamente aggiornato e “revisionato” e intitolato Il clima che cambia. Perché il riscaldamento globale è un problema vero, e come fare per fermarlo (pagg. 354, euro 14,00): lavoro scritto in collaborazione con lo staff scientifico della Smi, e più precisamente con Daniele Cat Berro (esperto nel monitorare e analizzare l’evoluzione del clima e dei ghiacciai alpini), Valentina Acordon (fisica dell’atmosfera e metereologa specializzata in ambiente montano) e Claudio Castellano (previsore senior con esperienza nell’analisi di eventi meteo estremi e in meteorologia forense). 
Un lavoro, complesso quando divulgativo, nel quale Mercalli analizza la fisica del tempo addentrandosi nei cambiamenti, disquisendo sul ritiro dei ghiacciai e domandandosi cosa ci aspetterà in futuro. Fermo restando un interrogativo: cosa possiamo fare per contrastare questa pericolosa deriva? Ma anche un libro per prepararci al futuro: in che mondo vivremo tra cinquant'anni? E che cosa possiamo fare per iniziare a cambiare le cose prima che sia troppo tardi? Sì, perché l’aumento della temperatura, il ritiro dei ghiacciai e l’innalzamento dei livelli del mare sono ormai fenomeni assodati. Ma perché tutto ciò accade? E che cosa succede al nostro clima, sempre più imprevedibile? 
Eppure, a detta di Mercalli, mai come oggi l’atmosfera terrestre, gli oceani e i continenti sono stati tanto sorvegliati dal punto di vista meteorologico e ambientale, e ogni anno la comunità scientifica internazionale produce migliaia di ricerche che confermano la portata epocale dei danni inflitti dalle attività umane al sistema-Terra. Purtroppo non conosciamo tutto di come funziona il clima terrestre, ma ormai da anni ne sappiamo abbastanza per comprendere la gravità della situazione, il rischio di collasso degli ecosistemi da cui dipendiamo e l’urgenza di intervenire con azioni efficaci. 
A cosa servirebbero, infatti, “secoli di avanzamento della conoscenza se poi restassimo impreparati di fronte alla più grande sfida della storia umana, pur avendola prevista con decenni di anticipo?”. 
In buona sostanza in questo elaborato, che affronta in maniera semplice una serie di tematiche complesse, Luca Mercalli aiuta il lettore - e speriamo anche i tanti uomini di buona volontà - a orientarsi e prendere coscienza di questo grosso problema. Facendosi carico dei molteplici aggiornamenti arrivati dal mondo della ricerca, elencando i disastri meteo-climatici avvenuti sino alla fine dello scorso mese di giugno ed estrapolando i contenuti dei negoziati internazionali che hanno tenuto banco dal 2009 a oggi. 
Peraltro addentrandosi - in questo lavoro riveduto, corretto e fresco di stampa che era già tornato sugli scaffali, a sottolinearne l’interesse, nel 2016 e quindi nel 2018 - nella storia di chi ha scoperto il riscaldamento globale. Disquisendo sulla fusione dei ghiacciai alpini e suggerendoci cosa possiamo fare nella vita quotidiana “per alleggerire il nostro contributo climalterante”. Fornendoci peraltro una giusta dose di informazioni, supportata da foto e grafici, “per costruire la consapevolezza necessaria a quel salto evolutivo” che (a patto che si riesca o si voglia fare) potrebbe permettere alle prossime generazioni di vivere ancora dignitosamente su questo bistrattato pianeta.

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