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"Periferie della Mente. Universi noir tra finzione e realtà": sulla rampa di lancio il terzo appuntamento con il festival del noir in Appennino

Zocca, paese della musica, dei borghi storici e delle specialità gastronomiche d’Appennino, dà nuovamente voce a tre giornate di dialogo fra pubblico, artisti, critici e romanzieri sulla letteratura del crimine e d’indagine. Con un’anteprima da non perdere


28/08/2017

Sin dalla sua prima edizione la chiave della “Festa Cantiere ZoccaNoir” è stata mostrare come una lettura noir del mondo ci metta in grado di esplorare i diversi campi della conoscenza e le tematiche dell’attualità, e come il genere, facendosi specchio e metafora dei tempi, possa indicare la via a un pensiero differente. Anche quest’anno il dialogo si snoderà intorno a letteratura, arti, politica e società: dal romanzo alla saggistica, dai mass media al teatro, dalla pittura al fumetto, con la partecipazione di autori e studiosi che, per la loro particolare sensibilità ed esperienza, hanno un contatto privilegiato con l'attualità, la storia e l'immaginario collettivo.
Di particolare rilevanza il Cantiere sulla violenza alle donne, per interrogarsi sotto il profilo letterario e sociologico sui motivi e le azioni possibili per uscirne, e lo spazio riservato alle scritture giovani ed esordienti, con la partecipazione degli studenti delle elementari e medie del Comune di Zocca, che presenteranno in un incontro-spettacolo le loro opere, esito di un laboratorio sull’audio documentario, e gli allievi della scuola di scrittura Bottega Finzioni di Bologna, fondata da Carlo Lucarelli, che rifletteranno sulla scrittura come mestiere fra istanze creative ed esigenze professionali. Al noir per immagini è invece dedicato un incontro d’eccezione con due dei più grandi fumettisti italiani, mentre nei consueti Cantieri con le autrici e gli autori parleremo dei tanti linguaggi per narrare i misteri e gli aspetti oscuri dell'Italia, nella storia e nella contemporaneità.
Ad arricchire il quadro degli eventi ci sarà una emozionante anteprima il 9 settembre che toccherà un altro Comune (Valsamoggia) e un'altra provincia, il Bolognese. Percorsi d’arte, lettura e teatro, con un omaggio speciale al maestro del genere, Edgar Allan Poe, racconteranno gli stili, gli approcci e il senso di un pensare comune in una realtà sempre più complessa, contraddittoria e faticosa.
Ma cos’è una “Festa Cantiere”? “Festa Cantiere” (in calendario per il 9, 15, 16 e 17 settembre) è più di un nome scelto per la manifestazione, è anzitutto un concetto: l’idea di lavorare insieme con il piacere di farlo per costruire un sapere condiviso e aperto, un punto di vista sul mondo che, mostrandoci quanto si nasconde nella parte oscura (noir, appunto) dei tempi che stiamo vivendo, ci aiuti a trovare strade per costruire un'alternativa. Lo faremo fra le colline dell’Appennino, dentro rinfrescanti cornici naturali e al riparo dal cemento e dal caos della città. La riflessione non si fermerà al termine degli incontri. Proprio perché non c’è lavoro senza festa, i lettori e tutto il pubblico avranno l’occasione di degustare, assieme agli ospiti del festival, le specialità tipiche in ristoranti attenti al patrimonio enogastronomico della zona. E insieme continuare il dialogo.
I partecipanti? Tutti di livello. Ovvero gli scrittori Barbara Baraldi, Carlo Lucarelli, Loriano Macchiavelli, Sergio Manghi, Antonio Manzini, Marilù Oliva, Giampiero Rigosi, Giampaolo Simi, Marcello Simoni, Valerio Varesi; i critici e giornalisti Daniele Barbieri, Marco Bertozzi, Mauro Castelli, Camilla Ghedini; gli attori, musicisti e registi Roberto Benatti, Andrea Lupo, Marinella Manicardi, Simone Maretti, Teresio Testa; gli artisti Eleonora Busi, Otto Gabos, Vittorio Giardino, Angelo Rambaldi, Giorgio Tomba.
E, inoltre, gli studenti dell'Istituto Comprensivo Martiri della Libertà di Zocca e gli allievi della Bottega di Narrazione Finzioni di Bologna.
E se l’appuntamento risulta quindi di robusto interesse culturale, anche la location non sarà da meno. Il territorio di Zocca, a 759 metri sul livello del mare, si trova a cavallo della cresta che divide la valle del Panaro da quelle di Reno e Samoggia. Il toponimo “zòca”, termine dialettale derivante dal latino “soccus” (ceppaia), risulta già esistente nel 1337. La piazza del paese, che si affaccia sul panorama suggestivo della valle del Cimone, è di recente costruzione; nei dintorni, invece, le frazioni di Ciano, Missano, Montalbano, Montecorone, Montetortore, Montombraro e Rosola recano tracce più antiche e racchiudono nuclei abitativi di particolare pregio, sia architettonico che naturalistico.
Un aspetto da segnalare è la salvaguardia della castagna, da cui la fama di Zocca come “Terra del Castagno”, con un Museo dedicato al prodotto, l’importante sagra che si svolge nel mese di ottobre e, naturalmente, diversi piatti a base di questo versatile e gustoso frutto. E fra le specialità culinarie, note in tutta Italia, troviamo, oltre ai piatti tipici della cucina modenese e bolognese, le crescentine (più note come tigelle), i borlenghi e lo gnocco fritto.
Accanto a ZoccaNoir, fra le iniziative culturali promosse dal Comune ricordiamo in particolare il progetto “Zocca paese della musica” e l’annuale “Premio di narrativa Zocca Giovani”.
Ricordiamo infine che l’iniziativa si svolge sotto gli auspici del “Centro per il Libro e la Lettura” del Ministero per i Beni Culturali, le Attività Culturali e il Turismo.

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