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"Rivoluzioni e restaurazioni": il 7 e l'8 luglio quarto appuntamento con il festival del Noir in Appennino

Per il quarto anno Zocca, paese della musica e dei borghi storici sulle colline modenesi, si tinge di nero. Due giorni di dialogo fra pubblico, artisti, critici e romanzieri sulla letteratura del crimine e d’indagine


28/06/2018

La chiave del festival del Noir in Appennino, fin dalla sua prima edizione è stata mostrare come una lettura in nero del mondo ci mette in grado di esplorare i diversi campi della conoscenza e le tematiche dell’attualità, e come il genere, facendosi specchio e metafora dei tempi, può indicare la via a un pensiero differente. Ancora una volta, nel corso della manifestazione, verranno esplorati gli intrecci fra il poliziesco nelle sue varie forme e l’attualità. Da un lato la narrativa e l’arte con il loro sguardo critico e penetrante sul mondo, dall’altro la riflessione sulle dinamiche culturali e politiche, dall’apparente normalità del nostro quotidiano agli eventi nazionali, fra la cronaca e la grande Storia. 
Quest’anno, a cinquant’anni dai rivolgimenti politico-culturali del Sessantotto, ci si interrogherà sui percorsi che l’Italia ha preso a partire dai primi momenti della contestazione studentesca, attraverso gli anni di piombo e la strategia della tensione, fino al tragico epilogo della strage di Bologna. E si rifletterà sulle conquiste sociali e politiche di quegli anni nonché sulle reazioni per un ritorno allo status quo. Ma è vero che la storia può essere letta per contrapposizione di termini? Le cose sono proprio così semplici? A queste e altre domande si cercherà insieme una risposta in un dialogo aperto e condiviso fra pubblico, autori, critici e artisti. 
La discussione letteraria vedrà protagonisti nomi d’eccellenza del noir italiano. Rosella Postorino e Loriano Macchiavelli ci aiuteranno a capire come, facendosi creazione narrativa, il racconto degli eventi passati diventi racconto di tutti noi e della nostra attualità. Marco Malvaldi, uno dei più poliedrici scrittori italiani, ci parlerà della ‘combriccola’ del BarLume, mostrandoci come, in una sapiente fusione di suspense e umorismo, il romanzo d’indagine sappia mostrare, attraverso la levità, il lato oscuro del mondo in cui viviamo. Tommaso De Lorenzis e Sandrone Dazieri si confronteranno su un’epoca, dal ’68 alla strategia della tensione, e racconteranno gli eventi così come li hanno vissuti e come li hanno narrati nei loro romanzi. 
Lo spazio dell’arte vedrà l’importante mostra fotografica “È successo quel '68. Appunti fotografici, coordinata da Luca Molinari per l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Attraverso lo sguardo di testimoni del tempo come Luciano Nadalini, che sarà presente alla manifestazione, Enrico Pasquali, Oriano Zanarini e altri fotografi di Ufo (Unione fotografi bolognesi) ripercorreremo quei mesi che aprirono ai fermenti culturali degli anni ’70 e alle lotte per i diritti dei cittadini e dei lavoratori. 
Coroneranno la manifestazione l’incontro con la poesia e con il teatro. Sopra al Cimitero dell’antico borgo di Montecorone, accompagnati dall’Associazione Risorgimonte, una suggestiva collinetta accoglierà gli intervenuti per leggere le poesie che ciascuno di noi sceglie, guidati dalle suggestioni pavesiane di "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi". A chiudere la Festa Cantiere arriverà sul palcoscenico del teatro di Zocca il progetto, coordinato dall'Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Cantiere 2 Agosto. 85 storie per 85 palcoscenici”. Il 2 agosto 2017 ottantacinque narratori avevano raccontato nel corso dell'intera giornata le ottantacinque storie delle vittime della strage di Bologna in diversi luoghi della città. A ZoccaNoir alcuni dei narratori ripeteranno il loro racconto per incontrare ancora una volta il pubblico in un comune atto di coraggio e di memoria. Saranno presenti la storica Cinzia Venturoli e il regista Matteo Belli. 
Ci piace concludere con una frase di Paolo Flores D’Arcais: “L’indifferenza verso il passato (…), di generazione in generazione, sembra ormai diventata sempre più la normalità”. Proveremo dunque a testimoniare il passato attraverso le immagini, la scrittura e il teatro, strumenti che ancora ci restano per ricordare. Forse scopriremo come il noir si nasconda anche dove non avremmo mai sospettato si nascondesse e come la consapevolezza degli eventi aiuti a costruire uno sguardo più giusto sul mondo. 
Ma cos’è una “Festa Cantiere”? “Festa Cantiere” è più di un nome scelto per la manifestazione, è anzitutto un concetto: l’idea di lavorare insieme con il piacere di farlo per costruire un sapere condiviso e aperto: un punto di vista sul mondo che, mostrandoci quanto si nasconde nella parte oscura (noir, appunto) dei tempi che stiamo vivendo, ci aiuti a trovare strade per costruire un'alternativa. 
Lo faremo fra le colline dell’Appennino, dentro rinfrescanti cornici naturali e al riparo dal cemento e dal caos della città. La riflessione non si fermerà al termine degli incontri. Proprio perché non c’è lavoro senza festa, i lettori e tutto il pubblico avranno l’occasione di degustare, assieme agli ospiti del festival, le specialità tipiche in ristoranti attenti al patrimonio enogastronomico della zona. E insieme continuare il dialogo. 
Ultime note, infine, sul paese del Festival. Il territorio di Zocca, a 759 metri sul livello del mare, si trova a cavallo della cresta che divide la valle del Panaro da quelle di Reno e Samoggia. Il toponimo “zòca”, termine dialettale derivante dal latino “soccus” (ceppaia), risulta già esistente nel 1337. La piazza del paese, che si affaccia sul panorama suggestivo della valle del Cimone, è di recente costruzione; nei dintorni, invece, le frazioni di Ciano, Missano, Montalbano, Montecorone, Montetortore, Montombraro e Rosola recano tracce più antiche e racchiudono nuclei abitativi di particolare pregio, sia architettonico che naturalistico. 
Un aspetto da segnalare è la salvaguardia della castagna, da cui la fama di Zocca come “Terra del Castagno”, con un Museo dedicato al prodotto, l’importante sagra che si svolge nel mese di ottobre e, naturalmente, diversi piatti a base di questo versatile e gustoso frutto. E fra le specialità culinarie, note in tutta Italia, troviamo, oltre ai piatti tipici della cucina modenese e bolognese, le crescentine (più note come tigelle), i borlenghi e lo gnocco fritto. 
Accanto a Zocca Noir, fra le iniziative culturali promosse dal Comune ricordiamo in particolare il progetto “Zocca paese della musica” e l’annuale “Premio di narrativa Zocca Giovani”. 
Ricordiamo infine che la Festa Cantiere si svolge sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura” del ministero per i Beni Culturali, le Attività Culturali e il Turismo.

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