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"Santero Vini" brinda ai cinquanta milioni di fatturato

Un successo dovuto a una produzione capace di coniugare al meglio tradizione e innovazione 


11/11/2019

di Laura Della Pasqua


In quell’angolo di Piemonte compreso tra le Langhe e il Monferrato, dove le colline sono coperte come un manto da filari di vigneti a perdita d’occhio, lì dove l’odore del mosto si fonde con la brina dell’autunno, nasce l’azienda Santero, nota in tutto il mondo per lo Spumante Asti e il Moscato Asti. L’origine risale al 1958 dalla passione di nonno Pietro, proveniente da un famiglia di viticoltori, che seppe dare una svolta industriale ad una attività agricola che fa parte della storia di questa terra. 
“Abbiamo 60 ettari di vigne e ne verifichiamo altri 500. La nostra è una produzione verticale, cioè seguiamo tutta la filiera, dal grappolo d’uva all’imbottigliamento con una cura quasi maniacale. Solo in questo modo si ha la garanzia dell’alta qualità”, spiega l’amministratore delegato Gian Franco Santero, terza generazione dell’azienda situata a Santo Stefano Belbo, nelle vicinanze della casa natale di Cesare Pavese. E proprio questa zona è presente negli scritti del protagonista della letteratura del Novecento. 
Questo è il regno delle bollicine, che con un fenomeno di mercato ancora inspiegabile, ha conquistato tutto il mondo, e del Moscato. 
Nell’azienda di Santero la tradizione vitivinicola dal passato illustre è stata coniugata con la moderna tecnologia. Il legame con il territorio è fortissimo. Nello stabilimento di Santo Stefano Belbo, vengono portate le uve che provengono dalle cinque aziende agricole di proprietà Santero e dalle vigne di oltre 300 viticoltori locali che hanno con l’azienda una collaborazione decennale. Una produzione a chilometro zero che valorizza il territorio. 
La cantina di vinificazione, maestosa e modernissima, occupa un'area di 18.000 mq con una capacità di stoccaggio di 120.000 ettolitri complessivi dei quali 70.000 termo-condizionati. 
La capacità produttiva supera i 20 milioni di bottiglie annue e colloca la Santero tra i leader del mercato vinicolo con un fatturato di circa 50 milioni di euro. 
“L’innovazione, oltre che nel processo produttivo, è stata realizzata anche nel packaging con la creazione di bottiglie personalizzate che connotano il prodotto per stile ed eleganza e lo rendono unico e distinguibile sul mercato” afferma Santero e sottolinea che c’è una particolare attenzione per l’ambiente. “La produzione è ecosostenibile non solo perché ci serviamo solo di bottiglie di vetro o recipienti in alluminio ma anche per l’uso di energie rinnovabili”. 
Da dieci anni Santero, sta portando avanti il progetto dello spumante a zero gradi, senza alcool, “per far brindare bambini e astemi”. 
Con il marchio top 958, lo spumante Santero ha conquistato mercati difficili come Stati Uniti, Regno Unito, Russia e Giappone. E’ un prodotto extra dry, ottenuto da vitigni a bacca bianca. Il processo di spumantizzazione prevede una fermentazione, una volta filtrato il mosto, a cui segue una spumantizzazione secondo il metodo charmat. 
“Non è stato facile creare un brand e imporci in un settore dove l concorrenza è spietata, ma abbiamo vinto la sfida e ne siamo orgogliosi”.

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