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"Se uno studente ha la febbre, ma non sa di averla, non deve... salire sugli autobus"

Parola di Lucia Azzolina, ministro della pubblica Istruzione, nel pieno rispetto della logica aristotelica. Ma allora, viene da chiedersi, in che mani ci siamo messi?


02/11/2020

di Sandro Vacchi


Ministro della pubblica Istruzione della Repubblica democratica italiana fondata sul lavoro: «Uno studente che ha la febbre e non sa di averla non deve salire sull'autobus». 
Proprio così, nel pieno rispetto della logica aristotelica, Lucia Azzolina dalle scarlatte labbra, che con quella bocca può dire ciò che vuole. Il video gira sul Web fra le risate nazionali e, soprattutto, testimonia in quali mani siamo. 
Sono questi cabarettisti al Governo che stabiliscono a che ora possiamo uscire di casa e a che ora dobbiamo rientrare; che dobbiamo indossare la mascherina, naturalmente se non siamo clandestini sbarcati nel Paese dei balocchi; che non possiamo più fare sport, nemmeno in piscine stracolme di cloro, però possiamo ammassarci sugli autobus e in metropolitana con perfetti sconosciuti, a dispetto delle obbligatorie distanze. 
Sono questi i fenomeni che scaricano sulle Regioni la responsabilità dei lockdown, elegante definizione degli arresti domiciliari, per settimane fermamente negati da Giuseppe Conte. Quando, mesi fa, le Regioni sembravano un po' tenere, lo Stato diceva però: “Obbedite! Qui comando io”. Lo scaricabarile è lo sport nazionale, non ci batte nessuno. 
Questo è il governo che ha lanciato la app Immuni (sì, buonanotte!) da installare sui telefonini, ovviamente con l'assicurazione della privacy. Tradotto: se ammazzate vostra moglie, state tranquilli: la polizia non verrà a controllarvi il cellulare. Non ci credete? Il problema, però, non è questo, ma è che la app(licazione) non funziona se non su alcuni cellulari. Di grazia: esiste l'obbligo di possedere un cellulare? Sancito da quale legge? 
Facciamoci coraggio, comunque: in dicembre ci sarà il vaccino, ha assicurato l'Avvocato degli italiani. Vi fidate? Ursula von der Leyen, la simpatica damina tedesca che tiene tutti noi dalla carotide, evidentemente no, visto che dice che prima della primavera non se ne parlerà. 
In una situazione come quella che sta vivendo il mondo intero servirebbero governi veri, non importa se di destra o di sinistra, ma di professionisti con la testa sulle spalle, e non col sedere imbullonato alla poltrona. Invece ci troviamo degli zuzzurelloni che si occupano di monopattini, di redditi di cittadinanza e di matrimoni gay. Tutta roba imprescindibile. 
Il bello è che questi scappati di casa nessuno li rimanda a casa. Anzi. Mattarella, inquilino del Quirinale, col solito piglio della mummia di Tutankamon, predica la coesione nazionale, bacchetta gli sconsiderati che osano protestare e ricorda agli italiani che hanno tanti bei soldini in banca: <Le risorse private possono contribuire a sostenere una rapida ripresa. > Prego? Non sarà che lo Stato sciupone, incapace e schiavizzato da Bruxelles, stia chiedendoci un obolo? Non si chiamerà patrimoniale? Non ci avevano giurato e stragiurato che mai e poi mai si sarebbe arrivati a tanto? 
Non ci ha mai creduto nessuno. I motivi principali sono due. 1) Migliaia e migliaia di bar, ristoranti, esercizi commerciali, impianti sportivi, dovranno rimanere chiusi fino a cavallo di Natale. Per ora. Incasseranno molti soldi in meno, se non si guadagna non si pagano tasse, lo Stato perde un mucchio di soldi. 2) Dobbiamo mantenere non soltanto noi stessi, ma un bel numero (provate a domandare quanti) di clandestini, coloro che secondo Laura Boldrini ci pagheranno le pensioni, ma per ora li manteniamo noi. 1 + 2 fa 3. Tre esercizi su dieci alla fine (ma ci sarà una fine?) chiuderanno i battenti per sempre. 
Qualcuno fa la moraletta agli incazzati che buttano per aria Roma, Napoli e Firenze? Qualche impiegato statale a stipendio ultrablindato come i giornalisti Rai ha la faccia tosta di bacchettare gente che lavora il triplo di loro e guadagna un quarto? Qualcuno tira schiaffoni a chi sta finendo sottoterra anche perché ha dovuto pagare per decenni tasse da strozzinaggio? 
Qui siamo in galera, ma visto che siamo italiani evadiamo. San Marino è piena zeppa di gente che va a farsi l'aperitivo e la cenetta al ristorante senza doversene andare alle sei di sera: ma s'è mai visto? L'Italia ha chiesto al Titano di far rispettare le disposizioni tricolori. Prego? Lo sanno, a Roma, che la repubblica di San Marino ha molti più anni di quella italiana? Questa non si chiama intromissione, vero? 
E non è sottomissione quella di un popolo svirilizzato che accoglie cani, porci e tagliagole, a loro si inchina, se li fa scappare e li ritrova in Francia a tagliare teste a delle povere donne in chiesa? Non è senza attributi un governo che accoglie, salva in mare, mantiene, tutti quelli che capitano, ma si guarda bene dal recuperare otto pescatori siciliani da due mesi prigionieri in Tunisia? Poi salta su una ministra di questo governo e dà la colpa al suo predecessore e ai suoi decreti-sicurezza. 
Salvini, mettiti il cuore in pace: chiedere le dimissioni a questi qua è come chiedere il diploma di laurea a Valeria Fedeli, o il certificato di illibatezza a Ilona Staller, in arte Cicciolina. 
Cancellati i ristoranti, lo sport, gli orari liberi, diteci: non è quasi meglio stare in galera? Non si spende niente, si è mantenuti, non si fallisce. Un'Italia simile è destinata all'estinzione, ma se lo dici sei sovranista (secondo loro è un insulto), nazionalista (altro insulto) e xenofobo. 
Signori, xenofobi e razzisti siete voi. Ci avete messo le pezze al culo, avete rovinato il Paese più bello del mondo e adesso, pur non potendo permettervelo, ci mettete in casa gente che non potete mantenere e che scaricate su di noi. 
«Quello del popolo è più onesto fine che quello de' grandi volendo questi opprimere e quello non essere oppresso». Lo diceva Niccolò Machiavelli nel “Principe”. Domandate chi era alla ministra dell'Istruzione. E vergognatevi.

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