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"Storie di persone di una terra coraggiosa": l'Umbria un anno dopo il terremoto

Un libro, non in vendita, testimonia il coraggio di tanti eroi che non si sono fatti piegare dalla forza della natura


30/10/2017

A un anno dall’imponente sequenza sismica che ha raggiunto il suo apice alle 7.40 del 30 ottobre con un terremoto di magnitudo 6.5, la Regione Umbria ha scelto di ricordare l’evento italiano più forte dopo quello dell’Irpinia nel 1980, attraverso una pubblicazione  (non in vendita) di  testimonianze  e  racconti  inediti,  dal  titolo Samuel ha un anno. E una casa. Storie di persone di una terra coraggiosa.
L’introduzione del libro è stata affidata alle parole di Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria. Parole che anche solo a leggerle trapelano di emozione: “Dedico questo intervento alla mia Umbria e a una Regione che ha saputo rimboccarsi le maniche per superare il dolore e le difficoltà, guardando tenacemente avanti. In questo  anno  - continua  la  Marini - le istituzioni  e i cittadini  hanno   lavorato intensamente,   insieme,   per   chiudere   la   fase   dell’emergenza   e   avviare   la ricostruzione materiale e sociale delle comunità coinvolte, seguendo un percorso comune e condiviso che ha avuto come principale obiettivo quello di non recidere il  legame  con  i  luoghi  di  origine,  luoghi  in  cui  si  vive  e  si   lavora,  luoghi straordinari che costituiscono il patrimonio di questa terra e che ne testimoniano l’identità”.
E così nelle pagine si raccontano le storie: dal deposito del Santo Chiodo, a Spoleto, dove si custodiscono e rinascono i 5.400 bancali affinché non sia persa l’identità culturale del luogo ai giovanissimi volontari europei che sono arrivati a Norcia per ricostruirla. Dai racconti di alcuni inarrestabili allevatori locali al   lavoro   incessante   degli   insegnanti   nelle   scuole   terremotate   fino all’incredibile storia di Pamela, Massimiliano, e Samuel, nato il 24 agosto del 2016 a mezzanotte e cinquanta mentre la loro casa veniva distrutta dal sisma.
Oggi, grazie ai tempi record per le sistemazioni di urgenza, ne hanno una nuova. «E infatti - sottolinea il presidente - la cornice in cui ci siamo mossi è stata chiara sin da subito: garantire nella fase dell’emergenza un alloggio, vicino al luogo di residenza, a chi non poteva rientrare nella propria casa, ripristinare i centri di aggregazione, a cominciare dalle scuole e dai luoghi di culto, dare ricovero agli animali, sostenere le attività produttive, ricettive, turistiche, agricole per aiutare la ripresa economica del territorio, mettere in salvo ed in sicurezza, accanto agli edifici, anche quei beni culturali, mobili ed immobili, che rappresentano la straordinaria ricchezza di questa terra. Un cammino che è durato dodici mesi, da cui non abbiamo mai derogato, e che abbiamo compiuto con la ferma volontà di mantenere salde le radici comuni per poter ripartire come prima e meglio di prima”.

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