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A Natale gli alberi parlano e suonano per difendere il pianeta

In Umbria, la Foresta di Piegaro della famiglia Margaritelli presenta due innovativi progetti che uniscono tecnologia, sostenibilità e musica


07/12/2018

Durante le festività natalizie siamo abituati a immaginarli addobbati con luci e colori, ma quest’anno gli alberi fanno parte di un progetto che va oltre e che fonde tecnologia, scienza, musica e arte in qualcosa mai visto prima. È questa la chiave del duplice progetto che vede come protagonista, unico caso in Italia, la Foresta di Piegaro in Umbria. Un percorso iniziato un anno fa che mette la tecnologia al servizio del pianeta. Ma scopriamolo nel dettaglio. 
Il progetto scientifico: gli alberi raccontano la salute del pianeta -
Da un lato, il progetto scientifico Trace (Tree monitoring to support climate adaptation and mitigation through Pefc certification), ovvero lo studio internazionale che permette di conoscere lo stato di salute dei boschi monitorando i disastrosi effetti del cambiamento climatico. Gli alberi della Foresta di Piegaro - 146 ettari di proprietà della famiglia Margaritelli famosa da sempre, oltre che per il brand di design Listone Giordano, per le sue attività filantropiche, grazie a un sistema di ultima generazione Tree Talker basata sull’IoT (Internet of Things) - hanno iniziato a parlare fornendo dati sui diversi parametri eco-fisiologici. 
Come funziona esattamente Tree Talker? Ogni pianta ha sul tronco un dispositivo con dei sensori che trasmette informazioni su quanta acqua riesce a prendere dal suolo – indicatore importante per comprendere la sua condizione di salute - accrescimento del diametro, qualità e colore del fogliame con cui scoprire se la pianta sta crescendo bene oppure se è affetta da qualche malattia, respirazione, assorbimento del carbonio e dettagli specifici su salute e mortalità della pianta. 
Il progetto musicale: la Foresta di Piegaro, un palcoscenico naturale per il sound artist Federico Ortica - Numerosi studi rivelano che le piante cantano e le loro melodie sono la voce di un mondo lontano, nascosto. Sembra incredibile, eppure è così e nella foresta di Città della Pieve la famiglia Margaritelli ha concesso al Sound Artist Federico Ortica di trasformare il bosco in un originale palcoscenico per un’inedita installazione sonora multisensoriale. L’iniziativa rientra nel progetto “Natural Genius”, che punta a creare una connessione tra la prospettiva ecosostenibile e la potenzialità compositiva della foresta in sé. Sono tanti i professionisti provenienti da diversi campi artistici che hanno aderito a questo programma, accomunati dall’amore per il legno, importante risorsa naturale per l'uomo e per il pianeta. Primo capitolo di questo lungo racconto è la performance artistica di Federico Ortica intitolata “ResonaTrees”, frutto di un lavoro di ricerca durato sei mesi dove gli alberi della foresta di Piegaro sono diventati lo strumento di diffusione con cui produrre una forma di comunicazione bioacustica. 
Ma come funziona? Gli alberi sono delle grandi antenne, dei ricettori sensibilissimi che captano eventuali variazioni dell’ambiente circostante come, ad esempio, percentuale di umidità, acqua, temperatura, stagione dell’anno; tutti fattori che influiscono sul suono. L’artista è riuscito a catturare il suono della pianta attraverso dei trasduttori applicati sul tronco e sui rami. La foresta, per Federico Ortica, è diventata lo spazio sonoro con cui creare un touch experience dove le risonanze degli alberi, veri e propri generatori di onde acustiche, si diffondono creando fasce sonore nello spazio e affascinanti illusioni acustiche. 
Una volta registrato, il materiale sonoro primario è stato lavorato elettronicamente e integrato con suoni sintetici. L'approccio all'opera multisensoriale e multidimensionale crea un soundscape originale, perché permette non solo di ascoltare ma anche di “abbracciare” la sorgente sonora, entrando in contatto con la parte primordiale del suono: la vibrazione. Il video che restituisce con suoni e immagini questo affascinante progetto, 60 secondi di puro coinvolgimento emotivo, è diventato protagonista di una campagna che Listone Giordano ha portato avanti in centinaia di sale cinematografiche italiane per sottolineare il connubio tra creatività e sostenibilità. 
L’azienda, grazie anche alla sua Fondazione Guglielmo Giordano, è da sempre impegnata nella promozione delle arti in ogni forma e, a proposito di foresta, ne gestisce anche una in Francia, a Fontaines dove prosegue la propria filosofia di un’economia sostenibile. 

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