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A marzo torna a crescere l'Indice di fiducia delle imprese sugli investimenti in innovazione tecnologica

Gli incentivi del Piano Industria 4.0 fanno da traino. Industria manifatturiera, avionica, farmaceutica, energetica e bancaria le più attive


09/03/2018

L’Indice di fiducia delle imprese sugli investimenti in innovazione tecnologica rialza la testa a marzo e sfiora 39 punti (Ifiit). La platea degli imprenditori italiani è motivata agli investimenti dalla dinamica del ciclo economico, che presenta diverse aree nel mondo e in Europa, dove la crescita appare robusta. Gli incentivi legati al Piano Industria 4.0 (che entra nel suo secondo anno di attività) spingono la meccanica e i distretti tecnologicamente più evoluti a perseguire una pervasiva logica di innovazione, soprattutto legata al processo. È quanto viene evidenziato dall’Ifiit Monthley Report curato dal giornalista Rai, Paolo Gila. 
A essere in prima fila - si legge tra l’altro nel rapporto - con realistici investimenti in progetti di innovazione, sono soprattutto le aziende internazionalizzate esposte alle richieste della clientela più sofisticata. La scarsa dinamicità dei consumi sul mercato interno tiene al momento compressa la propensione a investire degli imprenditori che vivono di domanda su territori locali e ristretti. A ciò si aggiunga che il fenomeno delle vendite online attraverso le piattaforme tecnologiche inibisce l’attività di alcuni comparti (logistica autonoma e distribuzione diretta), per i quali saranno necessarie ristrutturazioni che porteranno vantaggi per operatori indipendenti. 
Tra i settori più propensi agli investimenti in innovazione si confermano l’industria manifatturiera in genere, l’avionica, il farmaceutico, l’energia (risparmio energetico) e il bancario (ramo Fin-tech). Stabili, invece, i settori dell’agroalimentare, il tessile, l’arredo e il comparto turistico-alberghiero (che ha demandato a società esterne l’implementazione delle attività). Le debolezze si confermano nel piccolo commercio (vendite al dettaglio), nell’editoria tradizionale cartacea, e nelle attività professionali legate ai servizi.

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