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Ad Alberto Giacomelli


15/10/2018

di Fabio Strinati

Hanno contaminato il tuo addome 
avvelenato il tuo dabbene sguardo 
sottratto la tua anima alla vita 
usando il megafono della violenza 
il microfono dell’arroganza, 
il sotterfugio putrido vile dell’ignoranza; 
hanno calpestato il tuo onore 
pestato il tuo cognome da galantuomo 
scucito al mondo il tuo sorriso 
delicato che sapeva come corteggiare la speranza; 
hanno usato la peggior vergogna 
per ammorbare il tuo esile corpo 
attraverso un colorante colmo, strapieno di sangue... 
e ti hanno tolto l’esistenza 
perché figli di un frutto acerbo 
di un albero avverso nutrito dal morbo 
fradicio della menzogna 
la più cattiva rogna che sembra uno sciame, 
intinto, in un volume abnorme di peccato.

(riproduzione riservata)