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Affonda il Conte-ter e il capo dello Stato chiama Draghi per un Governo di alto profilo

Una scelta, quella di Mattarella, dettata in primis dall’emergenza (il Paese non si può permettere mesi di stallo per andare a votare). Le risposte dai primi incontri del presidente incaricato? Crescono i consensi e i mercati finanziari ne beneficiano, con lo spread, il rapporto tra i BTp e i Bund, a quota 100


01/02/2021

di Tancredi Re


Il Conte-ter è naufragato in mezzo a un mare di veti e il presidente della Repubblica ha convocato al Quirinale un nome di lusso della Repubblica, quello di Mario Draghi. E all’ex presidente della Bce ha affidato il compito di dare vita a un nuovo Esecutivo di “alto profilo” che, nella pienezza dei propri poteri, possa combattere il virus, fronteggiare la crisi sociale ed economica e gestire i 209 miliardi di euro del Recovery Plan. 
“Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia che mi ha voluto accordare. È un momento difficile”, ha detto Draghi subito dopo l’incontro.  Spiegando che occorre debellare “la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani, rilanciare il Paese sono le sfide”. E ancora: “Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell’Ue, abbiamo la possibilità” di operare “con uno sguardo attento alle future generazioni e alla coesione sociale”. 
“La consapevolezza dell’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione ed è con questa speranza che rispondo all'appello di Mattarella. Fiducioso che dal confronto con i partiti, con i gruppi parlamentari e le forze sociali emerga unità e capacità di dare una risposta responsabile”. 
Un passo indietro. Dopo aver ricevuto il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico che ha dovuto prendere atto del fallimento del proprio mandato di esploratore, il capo dello Stato ha subito deciso di guardare avanti. E non potendo varare un Governo politico, l’unica ipotesi praticabile sarebbe stata quella di un Esecutivo istituzionale di alto profilo. 
L’alternativa sarebbero state le elezioni, ma Mattarella ritiene che il Paese non possa permetterselo. Pertanto ha lanciato un appello alle forze in campo “perché conferiscano la fiducia a un Governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica”.
È un breve discorso quello che ha tenuto il capo dello Stato per spiegare le ragioni della sua scelta. Il ragionamento ruota intorno alla necessità che a Palazzo Chigi sieda una squadra con la capacità di assumere decisioni incisive, che possa prendersi le responsabilità di gestire la fine del blocco dei licenziamenti così come la campagna vaccinale o il rapporto con l’Europa al tavolo del Recovery. La macchina dovrà poi girare a pieno regime una volta che i fondi dovranno essere spesi. 
“Tempestività” è una delle parole chiave usate più volte nel corso della dichiarazione dal capo dello Stato. Le urne per contro non garantirebbero tutto ciò ed esporrebbero la popolazione al rischio di vedere aumentare a dismisura i contagi.
Il Partito democratico e Liberi e Uguali sono favorevoli al Governo istituzionale. Contrario il Movimento 5 Stelle, che si è spaccato. Si muove invece in ordine sparso il Centrodestra. 
Matteo Salvini, leader della Lega. e Giorgia Meloni, a capo dei Fratelli d’Italia, restano fermi sulla necessità del voto anticipato, anche dopo che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha annunciato un Governo di alto profilo senza ”formula politica”' e convocato al Colle Mario Draghi. 
Più in particolare la leader Fdi ha rilanciato con forze la via delle urne: “Noi pensiamo che sia decisamente meglio dare la possibilità agli italiani di votare, per avere una maggioranza coesa e forte che possa governare cinque anni e dare all'Italia le risposte coraggiose di cui ha bisogno”.  
A sua volta il numero uno di via Bellerio è stato meno diretto della sua alleata, ma la sostanza non cambia, e - almeno per ora - resta per le elezioni citando la Carta: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al Popolo…. Articolo 1 della Costituzione Italiana”. 
Manca all’appello Silvio Berlusconi, che sino a qualche giorno fa si era detto disponibile a un Esecutivo di unità nazionale. Fonti azzurre riferiscono che il Cavaliere si riserva di confrontarsi con gli alleati. Raccontano, però, che l’ex premier abbia riservato parole di stima a Draghi, ricordando di aver sponsorizzato la sua candidatura alla presidenza della Bce. Del resto, riecheggiano ancora le sue recenti aperture a un governo dei migliori. 
E chi, se non Draghi, corrisponde all’identikit tracciato dal leader azzurro? Ho sempre espresso su Draghi un giudizio positivo, avrebbe detto Berlusconi a chi ha avuto modo di sentirlo nelle ultime ore. In passato più volte il leader azzurro ha fatto il nome di Draghi, anche come premier. Forse per questo, fanno notare alcuni azzurri, il Cavaliere preferisce non commentare, evitando così di alimentare polemiche con Lega e Fdi nel nome dello spirito di coalizione. 
E per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle? Già durante le consultazioni aveva sostenuto che l’unico Governo possibile sarebbe stato quello politico. Pertanto non voterà per la nascita di un Esecutivo tecnico presieduto da Mario Draghi. Lo ha messo in chiaro, su Facebook, Vito Crimi, sostenendo: “Ringrazio il presidente Mattarella per aver cercato di consentire la nascita di un Governo politico, concedendo gli spazi e gli strumenti opportuni affinché ogni forza parlamentare potesse agire nell'interesse del Paese, con senso di responsabilità. Purtroppo non è stato possibile. Qualcuno ha deciso di anteporre i propri interessi, la ricerca delle poltrone, a quelli dei cittadini. Il Capo dello Stato ha dovuto dunque prendere atto della situazione e intraprendere la strada più impervia, quella di un governo tecnico. Una tale tipologia di esecutivi è già stata adottata in passato, con conseguenze estremamente negative per i cittadini italiani”.  
“Noi - ha spiegato Crimi - siamo un movimento fatto di cittadini volenterosi e onesti entrati nelle istituzioni per far sentire la voce della gente dentro i palazzi del potere. Non siamo l’establishment e non possiamo votare per l’establishment. Meglio andare al voto o stare all’opposizione per bloccare ogni porcheria eventuale a danno della gente. Per me è così e penso lo sarà per tutta la famiglia del Movimento. Ci riuniremo e decideremo. Tutti assieme”.

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