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Al lavoro per informarvi di più

Breve parentesi estiva per ristrutturare il giornale e riorganizzare la redazione. Vi aspettiamo il 28 agosto per darvi un’informazione più graffiante e fuori dal coro  


28/07/2017

di Mario Pinzi


Anche quest’anno ci si prepara a partire per le vacanze estive e noi di Economia Italiana ne approfittiamo per ristrutturare la redazione, che riaprirà il 28 agosto con un’informazione più puntuale e fuori dal coro.
Cari lettori, desidero farvi viaggiare con una buona notizia, per questo vi comunico che il nostro Paese, nel settore turistico, fattura 175 miliardi, il 10% del Pil nazionale. Secondo l’Organizzazione mondiale, l’Europa, con 650 milioni di arrivi, è la zona più gettonata per le ferie e il Belpaese, con i suoi 51 milioni di turisti, dà lavoro, compreso l'indotto, a circa 2,8 milioni di persone (nel 2017 la crescita supererà il 4%). L'Italia si posiziona quindi quinta in classifica alle spalle di Francia, Stati Uniti, Spagna e Cina. Purtroppo, non siamo sul podio ma se fossimo fuori dall’Europa saremmo sicuramente in vetta alla classifica e il nostro fatturato volerebbe oltre i 350 miliardi. Ma come sempre ci lamentiamo senza far nulla per riconquistare il posizionamento che ci spetta di diritto. La leadership dovrebbe essere nostra per tanti motivi: la bellezza paesaggistica, il patrimonio culturale che possediamo, i reperti romani ed etruschi, i testi e gli affreschi della Santa Sede, la pittura sacra, barocca, napoletana con autori come Raffaello Sanzio e tanti altri. Il nostro patrimonio culturale è il più importante del mondo e tutto sarebbe più facile se fossimo consapevoli di quello che possediamo.
Non voglio, però, fare polemiche perciò torno al tema delle vacanze, che col tempo hanno partorito un nuovo rapporto di coppia. Negli anni Sessanta, quando eravamo poveri e belli, la meta più ambita era Rimini, dove ritornare nella stessa spiaggia e nello stesso mare era un vanto che ci classificava fra i Vip. Erano vacanze allegre, fatte di cene e danze galeotte consumate nella pista da ballo del Paradiso, il locale notturno della costa romagnola dove nascevano nuovi amori che non mettevano in pericolo il rapporto matrimoniale. Al termine dell’allegra vacanza salutavamo l’albergatore e il bagnino ripetendo sempre la stessa frase: «Ci vediamo l’anno prossimo». Una tradizione di spensieratezza che rimase intatta fino agli anni Ottanta quando, con l’avvento del vero benessere, il concetto di vacanza cambiò radicalmente, posizionandosi verso l’esagerazione che ora ha partorito il poli-amore che permette più relazioni sessuali e affettive senza dire bugie al proprio partner. Sembra che sia un metodo vincente per sconfiggere la gelosia di coppia perché concede al proprio partner piena libertà di essere e amare. In sostanza, il metodo dovrebbe reggere sulla sincerità; per farvi capire meglio vi faccio un piccolo esempio: il vostro partner torna a casa dal lavoro e si precipita in bagno per una doccia ristoratrice, quando esce vi sfiora le labbra con un bacio e vi comunica che cenerà fuori perché ha conosciuto una persona fantastica che l’attira sessualmente; allo stesso tempo, per non farvi preoccupare, afferma che non tornerà tardi e si raccomanda che i bimbi vadano a letto all’ora stabilita. Questo assurdo rapporto che sta mandando in cantina i veri valori di coppia si declina in vari modi a seconda delle persone che hanno deciso di viverlo, ma credo che sia la cosa più stupida che si possa fare, perché questo è un sistema che non rafforza l’unione ma la distrugge e rovina la vita futura dei propri figli. Insomma, per fare una sana vacanza vi consiglio di guardare al passato, e fate di nascosto una sana scappatella che non distrugge il rapporto ma lo consolida.
A volte dovremmo essere più orgogliosi delle nostre tradizioni contadine fatte di veri valori. E sono proprio questi che mi stimolano a scrivere questa frase: “L’uomo e la donna sono stati creati per compensarsi come l’acqua e la sete. Soli non siamo niente, uniti siamo tutto”. Buone vacanze e state attenti agli incendi del cuore.

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