Share |

Al via il 37° Cersaie, un Salone ricco di numeri: l'85% dei nostri prodotti viene esportato. Ma gravano sulle imprese…


23/09/2019

La ceramica italiana detiene la leadership mondiale delle esportazioni in valore, realizzando all’estero l'85% delle vendite a fronte di un fatturato di oltre 4 miliardi di euro. Cifra che rappresenta oltre l'1% dell'export nazionale. La capacità delle nostre aziende di competere sui mercati internazionali permette un’occupazione di oltre 25.000 addetti diretti e altrettanti nell'indotto concentrati soprattutto nel distretto emiliano-romagnolo. 
Dati che hanno fatto da corollario all’inaugurazione a Bologna della trentasettesima edizione del Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno. A segnarne i primi passi il convegno “Ceramica: salubrità degli ambienti, tra crescita sostenibile e guerre commerciali”, che - introdotto dal presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari -  ha visto la partecipazione del ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola de Micheli. 
A parlare del comparto anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, l’editorialista Federico Rampini e il presidente di Confindustria ceramica Giovanni Savorani. 
Riassumendo: dai diversi interventi è emerso che l’impegno del settore per la sostenibilità ha portato le nostre produzioni a raggiungere i livelli più avanzati delle migliori tecniche disponibili (Best Avaialble Technique - Bat) riconosciute a livello internazionale. Fondamentali in questa direzione sono stati gli investimenti, che in un’ottica di Industria 4.0 sono stati di oltre 2 miliardi euro negli ultimi quattro anni e hanno permesso. Con la conseguente innovazione tecnologica, di rendere disponibili per i clienti di tutto il mondo prodotti sempre più performanti e in grado di garantire una migliore salubrità degli ambienti, superiore rispetto ai materiali alternativi. 
I risultati raggiunti sono stati riconosciuti dalle Autorità di controllo regionali con le quali, nel rispetto dei ruoli, continua una stretta collaborazione sul territorio, che è elemento centrale del nostro Made in Italy
Ma non è tutto oro quello che luccica. Le nostre aziende si devono confrontare con un contesto di crescente competitività dei mercati internazionali, ricco di ombre recessive sulle economie di molti importanti Paesi. La qual cosa richiede alle Istituzioni risposte affidabili per le sfide che si devono affrontare. Apporto che da decenni non è certamente avvenuto in materia di infrastrutture, con colossali ritardi nella realizzazione di necessari collegamenti viari, ferroviari e portuali. Indispensabile, quindi, avviare i cantieri. 
Anche il costo dell’energia rappresenta per le nostre imprese un palla al piede, già gravate come sono da oneri impropri e crescenti, non certo allineati a quelli dei concorrenti internazionali. Inoltre le guerre commerciali in atto tra i maggiori player mondiali creano inevitabili incertezze sui mercati e fanno proliferare barriere tariffarie e non tariffarie, sulle quali è necessaria una forte presa di posizione europea.

(riproduzione riservata)