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Alberghi vuoti e il bonus vacanze è (purtroppo) un flop

Di fatto sarà un'estate da dimenticare. E dire che sino allo scorso anno eravamo al top delle mete turistiche più desiderate al mondo


13/07/2020

di Artemisia


Bernabò Bocca

Sarà un’estate da dimenticare. Alberghi vuoti, crollo delle prenotazioni. 
Fino allo scorso anno l’Italia era al top delle mete per il turismo estero e fin da giugno si registrava il tutto esaurito. Con il Covid-19 il settore si è paralizzato. Il blocco di mercati strategici come Usa, Russia, Cina, Australia e Brasile si sta facendo sentire in modo pesante. 
Come ha rilevato Federalberghi, a giugno c’è stato un calo di presenze negli hotel italiani dell’80,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Per il presidente Bernabò Bocca “la burrasca del Covid-19 è ancora in corso e continua a flagellare il sistema dell’ospitalità italiana”. 
I flussi dall’estero sono ancora paralizzati (-93,2%) e anche il mercato italiano è ben oltre la soglia di allarme (meno 67,2%). Per gli stranieri, l’apertura delle frontiere interne all’area Schengen, a metà giugno, ha fatto sentire i suoi effetti solo in minima parte. Molti hanno dovuto consumare le ferie durante il periodo di lockdown, tanti hanno visto il proprio reddito ridotto a causa della cassa integrazione, della contrazione dei consumi e per il blocco delle attività, tanti altri rinunciano a partire per recuperare parte del tempo perduto e lavorare, qualcuno ha ancora paura di spostarsi. 
Incidono anche la riduzione della capacità dei mezzi di trasporto e la cancellazione di numerosi eventi di richiamo per i turisti. Il settore è in grave sofferenza: solo a giugno, secondo Federalberghi sono andati persi 110mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-58,4%). E per i mesi estivi sono a rischio 140mila posti di lavoro temporanei. 
Anche il settore del turismo termale è paralizzato e soffre soprattutto l’assenza degli stranieri. Secondo gli operatori il mercato è anche danneggiato da una campagna mediatica negativa. Non ci sono evidenze scientifiche che indichino le saune come luoghi in cui il contagio da Covid-19 potrebbe essere facilitato eppure permane la diffidenza anche perché solo di recente il governo ne ha consentito l’apertura. Ma le terme sono penalizzate anche dalla chiusura di numerosi alberghi che hanno preferito saltare la stagione piuttosto che affrontare le spese della ridefinizione degli spazi e della sicurezza con l’incognita delle presenze. Ad Ischia il grande parco termale di Giardini Poseidon riaprirà nel 2021. Nella struttura spiegano che il lockdown ha bloccato i lavori di ristrutturazione dovuti a una violenta mareggiata e non sarebbe stato possibile ultimarli per aprire a metà estate. 
Molti italiani si stanno riorganizzando optando per le seconde case, o ospiti di amici o con il camper. Saranno vacanze più brevi, più sobrie, più green e all’insegna della sicurezza e della sostenibilità. Mascherine, disinfettanti ed eventuali passaporti sanitari non sono infatti dei grandi incentivi che rendono facili le partenze. 
Il bonus vacanze non decolla. Un albergo su due dice no al voucher, segno che la complessità della procedura convince poco in primis gli albergatori. Inoltre, secondo un'indagine sull'impatto dell'emergenza Covid-19 realizzato da Unioncamere e Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche), il 15% delle strutture alberghiere ed extralberghiere non ha ancora riaperto i battenti per la stagione estiva. Dall'indagine, svolta su un campione rappresentativo di oltre duemila imprese ricettive, interpellate attraverso le Camere di Commercio, emerge anche la modesta adesione al bonus vacanze, con il 30,8% delle strutture che afferma di non accettarlo e il 57,6% che dichiara di non avere ricevuto prenotazioni con questa modalità. Ad aderire sono soprattutto le regioni del Centro Nord mentre al Sud le strutture sono meno propense a dare una risposta positiva.

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