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Alle urne la brigata astensionistica può raggiungere la maggioranza assoluta

Due storie che evidenziano in quale abisso burocratico siamo caduti


12/02/2018

di Mario Pinzi


Vi riposto due fatti scritti dal collega Alessandro Sallustri nel suo editoriale di venerdì 9 febbraio 2018 che non possono essere dimenticati da chi ha deciso di votare. Una responsabilità sociale e morale che può fare la differenza. Le due storie sono accadute, una in Inghilterra e l’altra in Italia.

La prima. Un giovane manager della finanza italiana si trasferisce a Londra. Gli affari vanno bene e dopo qualche tempo decide, insieme a due amici, di aprire un piccolo pub. Per questo si reca negli uffici del comune di Londra per sapere quali pratiche deve fare per ottenere i permessi. L’impiegato lo ascolta stupito. «Pratiche? Nessuna pratica – risponde -  lei deve solo conoscere e rispettare le leggi del Paese e della municipalità e comportarsi di conseguenza, dovrà solo comunicare l’inizio dell’attività». L’italiano, meravigliato, prende un consulente e in poco tempo individua e apre il locale. Dopo due settimane riceve una telefonata dal Comune: «Ci dica in che giorno e a che ora possiamo venire a fare i controlli senza intralciare il suo lavoro». I funzionari che si presentano prima gli fanno i complimenti per aver investito a Londra, poi verificano, infine stimano un presunto gettito fiscale da costatare a fine anno. Seconda storia. Un imprenditore italiano compra e ristruttura casa in una nota località turistica. Per modificare il patio gli occorrono sette permessi da parte di sette diversi enti. Presenta il progetto e ottiene sei sì e un no. Modifica il progetto in base alle contestazioni dell’unico no e ricomincia la trafila. Risultato: quattro si e tre no. Rimodifica e ritenta, ma l’unanimità non c’è. Che fare, visto il tempo passato e i soldi spesi con gli architetti? Tira a sorte una delle soluzioni e procede ai lavori, ben sapendo che prima o poi andrà nei guai, cosa che si è puntualmente verificata.   

Questi due fatti ci fanno comprendere da dove derivano tutte le irregolarità che accadano nel nostro Paese. 
La gente non tollera più di essere presa in giro. 
A forza di tirare la corda è ovvio che questa, prima o poi, si spezzi e la fuga dalle urne è una logica conseguenza. Cari lettori, sarò monotono, ma desidero riportare quello che ho più volte scritto. 
Le notizie che arrivano dall’Eurostat dimostrano che tutti i Paesi che non hanno l’euro vanno molto meglio di chi l’ha voluto adottare. 
Dalla riduzione del debito pubblico, dall’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro per un sano ricambio generazionale finalizzato alla crescita economica, tutte le tabelle indicano che i parametri di coloro che sono fuori dall’euro sono in crescita. 
Ora l’interrogativo che resta è: come si può votare a favore di questa Europa che, attraverso le sue regole sbagliate, ci affama? Come ho più volte affermato, la Ue ci costa 25 milioni al giorno e dal 2000 ad oggi abbiamo versato circa 203 miliardi. 
Questa somma non considera quello che abbiamo già speso per gli Stati dell’Unione in crisi, che ha raggiunto la fantastica cifra di 65 miliardi. 
Di certo i due esempi del collega Sallustri vi avranno fatto comprendere le vere motivazioni della fuga dalle urne. 
In altre parole, questa unione va cancellata e lo possiamo fare in due modi: non votando, ma scendendo in piazza con l’intento di bloccare il Paese fino a quando questa classe politica non lascerà il suolo italico. Oppure votando un leader determinato a mettere in un angolo lasse franco-tedesco. 
Restare nell’euro guidato dal Gruppo Bilderberg è un atto contro natura, e ricordo che la fuga è l’unica speranza che ci resta. Traduco: votando chi è determinato ad una uscita senza ritorno abbiamo la certezza di una rinascita. 
Il nuovo condottiero dovrà muoversi con saggezza e costruire una sana alleanza con Londra e l’America di Trump. Cari lettori, quando sarete all’interno dell’urna non dimenticate quello che vi ho proposto. Sono certo che avete già capito che a questa tornata elettorale lasse franco-tedesco venduto alla finanza speculativa ha paura, e per cancellare la scelta vergognosa del passato che ci ha fatto piegare le gambe, serve la vostra responsabilità morale e politica…  

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