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Amori e vendette, faide e duelli nel settimo episodio della saga di Ross Poldark

Torna sui nostri scaffali il capitano indomito e coraggioso uscito dalla penna di Winston Graham, un autore tradotto in una quarantina di Paesi


25/11/2019

di Catone Assori


Per i supporter della saga dedicata a Ross Poldark, le avventurose storie firmate dal rimpianto inglese Winston Graham che si propongono come altrettanti classici della narrativa mondiale, è arrivato sugli scaffali il settimo episodio intitolato La furia della marea (Sonzogno, pagg. 572, euro 18,00, traduzione di Mauro Parolini e Matteo Curtoni). La qual cosa non sorprende viste le raffinate qualità narrative di Graham, nato a Manchester il 30 giugno 1908 (figlio di un importatore di tè) e morto a Londra il 10 luglio 2003 dopo aver vissuto a lungo in Cornovaglia. 
Ovvero proprio nei luoghi dove aveva ambientato la sua storica sequenza narrativa (dodici volumi venduti a suon di milioni di copie in una quarantina di Paesi e approdati anche sul piccolo schermo grazie a due adattamenti prodotti dalla Bbc: il primo nel 1975, il secondo nel 2015). 
Come accennato, questa serie è incentrata sulla figura di un gentiluomo, ma al tempo stesso un ribelle (appunto Ross Poldark), che si trova impelagato in chissà quante incredibili vicende nel periodo che va dal 1783 al 1820. Un uomo che aveva saputo anticipare i tempi, capace di sorprendere per la sua lungimiranza nonché per il suo modo di rapportarsi con le persone. Certamente anomalo per i suoi tempi. 
Storie - repetita iuvant - edite con successo in Inghilterra a partire dal 1945 e ora riproposte in versione integrale in Italia. Partendo da Ross Poldark nel 2016 e Demelza all’inizio del 2017, per poi proseguire con la pubblicazione, uno dietro l’altro (il ferro va battuto sin che è caldo), di Jeremy Poldark, Warleggan, La luna nera, I quattro cigni e ora La furia della marea. 
Che dire se non ripeterci? Che la scrittura di Graham è un toccasana per la mente. Capace cioè di distrarci dal nostro quotidiano per riportarci nei tempi andati grazie ai romanzi della sua fortunata serie storica. Serie che ancora oggi non manca di catturare l’affetto e l’attenzione degli amanti di vicende in bilico fra sentimenti e lotte sociali, antiche ruggini e pericolose faide; storie imbastite come meglio non si potrebbe sulla figura di un intrigante capitano gentiluomo. Romanzi che possono essere letti singolarmente, anche se la curiosità porterà il lettore a farsi carico degli episodi non letti. Dove in sequenza si potranno seguire gli alti e bassi del protagonista, un momento sull’orlo del fallimento, un altro alle prese con il prosperare degli affari quando la sua miniera Wheal Grace riprende slancio. Fermo restando il suo amore per Demelza, a sua volta passato attraverso prove difficili, che sembra aver ritrovato la serenità dopo che lei aveva vagheggiato di separarsi dall’uomo che aveva tanto amato e che l’aveva elevata dalla polvere agli agi del benessere e del lignaggio. Lui che a sua volta aveva amato Elizabeth, in seguito andata in sposa a George Warleggan, quel suo acerrimo nemico che amava collezionare gonnelle. 
Un lavoro, tornando al dunque, che anche in questo caso si legge che è un piacere, grazie all’abilità dell’autore nel tratteggiare personaggi credibili e ben costruiti, a fronte di ambientazioni che non mancano di sorprendere il lettore, riportandolo indietro nel tempo. La qual cosa non deve sorprendere visto che Graham si è rapportato con una penna di raffinata caratura. Come ebbe modo di dimostrare nel famoso thriller Marnie, portato sul grande schermo nel 1964 da Alfred Hitchcock. Un film che a sua volta ha lasciato il segno nella storia della cinematografia. 
Abbiamo accennato alla ripresa finanziaria di Ross Poldark, tanto è vero che in questo nuovo episodio, ambientato sul finire del Diciottesimo secolo, lo ritroviamo membro del Parlamento, eletto nel distretto di Truro in competizione proprio con il suo antico rivale, George Warleggan.  Per questo sarà costretto a dividere il proprio tempo tra Londra e la Cornovaglia, mentre il suo cuore è turbato dai sentimenti che prova per la moglie Demelza: le crisi passate hanno lasciato ferite amare, eppure il desiderio di riconciliarsi è ancora vivo in entrambi. Purtroppo il loro complicato amore sarà messo a dura prova da un nuovo corteggiatore della donna, un libertino senza scrupoli che Ross non esiterà a sfidare a duello. 
Intorno a loro, comunque, non saranno rose e fiori nemmeno per altri personaggi dell’avventura. Ad esempio l’infelice matrimonio di Morwenna con il turpe reverendo Osborne e la sua relazione adulterina con Drake subiranno improvvisamente una svolta. Mentre alcune tragiche novità riguarderanno Elizabeth, tormentata dalla gelosia di George, convinto che il loro figlio sia in realtà di Ross. Intanto - mentre le passioni umane, nel piccolo paesino di Nampara, si agitano come il mare tempestoso della Manica - nuove generazioni si affacceranno alla vita e nuovi intrecci contribuiranno ad arricchire, con forze fresche, la saga di Poldark.  
Mirino nuovamente puntato, in chiusura, sull’autore. Per la cronaca - come abbiamo già avuto modo di ricordare - da giovane Winston Graham, in seguito alla morte del padre a causa di un ictus, aveva dovuto superare non poche difficoltà finanziarie lavorando in campo editoriale, oltre che pubblicando racconti sul Windsor Magazine, un mensile di narrativa. E proprio la scrittura, strada facendo, lo avrebbe fatto diventare ricco e gli avrebbe spalancato le porte della presidenza dell’associazione Society of Authors d’Inghilterra e di quelle di membro della Royal Society of Literature. Oltre a essere insignito nel 1983 del titolo di Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico. 
Un’ultima curiosità: nel 1926 Graham aveva incontrato una ragazzina di 13 anni, di nome Jean Williamson, della quale si era perdutamente innamorato e che aveva sposato tredici anni dopo. A quel che si raccontava sarebbe stata proprio lei, notizia peraltro mai smentita, a suggerirgli l’intrigante personaggio di Demelza.

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