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Amori, seduttori e fuorilegge nella Las Vegas degli anni Quaranta-Cinquanta

Attingendo a piene mani dalla realtà, l’americana Adrienne Sharp dà voce a una storia corale che cattura il lettore


01/04/2019

di Valentina Zirpoli


All’elenco delle scrittrici che di cognome fanno Sharp, come l’inglese Margery o l’italiana Becky (nom de plume di Silvia Arzola), se ne è aggiunta un’altra di matrice americana: ovvero Adrienne Sharp, il cui passato risulta legato al mondo della danza (ha studiato all’Harkness Ballet di New York) mentre il presente, oltre a quello di donna di casa (vive infatti in California con il marito Todd e i figli Madeleine e Aaron), si rifà all’insegnamento presso il Centro delle Arti Creative dell’Università della Virginia. 
Adrienne Sharp, si diceva, autrice di diversi lavori, fra i quali segnaliamo White Swan, Black Swan, Sleeping Beauty nonché La ballerina dello zar, quest’ultimo proposto nelle nostre librerie da Neri Pozza con positivi riscontri. A fronte di una storia imbastita sulla figura di Mathilde Kschessinska - figlia del geniale Felix Kschessinsky, ballerino che danzò per i Romanov per quasi quarant’anni - l’ultima grande danzatrice dei Teatri imperiali russi che, a soli 17 anni, era diventata l’amante dello zareviç Niki Romanov. 
Neri Pozza che ora propone, a stretto giro di scaffali, l’ultimo frutto maturo della Sharp, ovvero La magnifica Esme Wells (pagg. 380, euro 18,00, traduzione di Raffaella Vitangeli), un romanzo nel quale l’autrice sa mescolare con sapienza sorrisi e drammi, amori e passioni, dando voce a personaggi ben tratteggiati e di robusto spessore. Ferma restando una rappresentazione unica di quella che era in divenire la città del divertimento, Las Vegas, che nel 1945 - l’epoca in cui è inizialmente ambientata la storia - si proponeva soltanto come “una minuscola oasi, un modesto reticolo di case” circondate da un nulla impregnato di sabbia. 
Una città che l’autrice ha seguìto con attenzione nel suo processo di crescita e che ha arricchito di molte verità. Tanto da farle dichiarare: “Molte delle imprese compiute dai personaggi di questo romanzo sono basate su fatti realmente accaduti tranne, ovviamente, nei casi in cui le esigenze narrative richiedevano altrimenti”. 
Risultato? Un imperdibile affresco legato alla corsa al lusso e al successo degli anni Quaranta e Cinquanta, che “rendeva indistinguibili gangster e magnati del cinema” all’insegna dell’amore e della sopravvivenza, intrufolandosi nelle “promesse e nelle disillusioni del sogno americano e di coloro che l'incarnarono nella straordinaria varietà delle loro esistenze”. 
Detto questo spazio alla sinossi di questo romanzo, potente e al tempo stesso profondo, come ha avuto modo di annotare Booklist
L’esistenza di Esme Silver, dodici anni, grandi occhi azzurri ai quali non sfugge nulla e gambe e braccia sottili come matite, si divide tra gli ippodromi di Santa Anita, Del Mar e Hollywood Park al seguito del padre, Ike Silver, un piccolo truffatore ossessionato dal gioco d'azzardo, e i teatri di posa della Warner Brothers e della Mgm con sua madre, Dina Wells, soubrette di incredibile bellezza. 
Entrambi i genitori hanno tentato di fare fortuna nella Hollywood degli anni Trenta, tra gangster fuggiaschi e magnati del cinema. Ma le cose non sono andate nel verso giusto. L’occasione della vita, per Ike, arriva grazie all'incontro con Bonny Siegel, affascinante seduttore e spietato fuorilegge. Nell'autunno del 1945, a bordo della piccola coupé cabrio rossa di Mr Siegel, Esme e Ike raggiungono per la prima volta Las Vegas, all’epoca nient’altro che uno sparuto gruppo di case. Ed è qui, tra acri di terra brulla e i resti di un vecchio motel, che il visionario Benny concepisce l’idea di costruire il Flamingo Club e l’albergo omonimo. 
La guerra è finita, il VJ Day, il giorno della vittoria contro il Giappone, è stato un tripudio di bandiere e automobili che sfrecciavano strombazzando lungo le strade di Los Angeles. La gente è in cerca di lusso, divertimento e avventura. Con il Flamingo, Mr Siegel non vuole costruire un semplice casinò, ma appunto un tempio del lusso. Dunque, niente pavimenti ricoperti di segature e slot machine in stile Far West, niente soubrette con sombrero e fazzoletti, ma personale con lo smoking e seducenti ragazze con piume, scarpe rosa con il tacco alto e gioielli di vetro.
Esme, che ha ereditato dalla madre talento e bellezza, ha iniziato da qualche tempo a prendere lezioni di tip tap e danza classica. Un giorno, però, su quel fazzoletto di terra sabbiosa dove sorgeranno il Flamingo e un’infinità di locali, Esme Wells sarà esattamente ciò che Mr Siegel e gli uomini della nuova Las Vegas desidereranno..

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