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Andrea Cotti, Loriano Macchiavelli, Antonio Pennacchi, Ilaria Tuti e Valerio Varesi: parata di stelle alla quinta edizione del "Cantiere Zocca Noir"


11/07/2019

Antonio Pennacchi

Artisti, critici e soprattutto romanzieri di successo hanno dato voce a una intrigante edizione, giunta al suo quinto anno, del “Cantiere Zocca Noir”, il festival dell’Appennino che si tiene nel Comune modenese, coinvolgendo un pubblico interessato all’attualità vista attraverso la lente della narrazione d’indagine. Presenti autori di peso (come appunto Andrea Cotti, Loriano Macchiavelli, Antonio Pennacchi, Ilaria Tuti e Valerio Varesi) che, per la loro particolare sensibilità ed esperienza, hanno un contatto privilegiato con il mondo dei media, oltre che con la storia e l’immaginario collettivo. Qualità che consentono loro di esplorare come si conviene gli universi dell’arte e della scrittura, facendosi specchio e metafora dei tempi. 
Il tutto supportato dalla suggestiva cornice di “Sguardi noir”, una collettiva che raccoglieva le mostre fotografiche di Fabrizio Carollo e Roberto Ceré ospitate, accanto alle mostre di pittura e scultura già in corso, nel municipio del paese. 
Tornando al dunque, gli scrittori hanno dialogato con critici di livello, oltre che con un pubblico attento e partecipe. Così Loriano Macchiavelli, sollecitato da Paola di Stefano, ha spiegato come mai solo a distanza di anni abbia trovato una conclusione il suo recentissimo Delitti senza castigo. Un’indagine inedita di Sarti Antonio. A loro volta Ilaria Tuti e Andrea Cotti hanno traghettato i presenti in un affascinante viaggio dalle Alpi friulane alla Cina, raccontando i motivi che ispirano Fiori sopra l’inferno e Il cinese, accompagnati dalle riflessioni di Mauro Castelli sul ricco privato dei due scrittori. 
A sua volta Antonio Pennacchi, autore del recente Il delitto di Agora, ha raccontato il suo punto di vista su narrativa, storia e attualità dialogando con Sandro Toni. Lo scrittore ha condito di humour il discorso citando dal suo “filosofo preferito”, Vujadin Boškov, famoso allenatore di calcio: “Partita finisce quando arbitro fischia”, intendendo che non ci si può tirare indietro di fronte alle responsabilità storiche e sociali che ci chiamano, si deve giocare nella vita fino alla fine, che non sta a noi decidere. Valerio Varesi ha poi dialogato con Michele Righini su La paura nell'anima, lvoro in cui descrive questo sentimento come cartina di tornasole del clima attuale, adatto per il noir più nero, quello della realtà, dei regimi totalitari. 
A margine anche una serata da incorniciare. Roberto Menabò ha infatti inondato il Teatro di Zocca di energia ed entusiasmo con le sue Mesdames a 78 giri, ultimo libro dello scrittore musicista sul blues delle donne negli Usa degli anni ’30-’40. Infine, le vie di Zocca hanno risuonato di detection, con le narrazioni noir dell’associazione Legg’io in un’esperienza inedita di street reading
Insomma, se il binomio “Festa Cantiere” contiene l’idea di lavorare insieme con il piacere di farlo per costruire un sapere condiviso e aperto, allora l’obiettivo è stato raggiunto. In una piccola cittadina dell’Appennino si è così fatta cultura, si è riflettuto insieme, pubblico e ospiti, sulle dinamiche della storia e dell’attualità, lavorando convivialmente per dar vita a un punto di vista sul mondo che, mostrandoci quanto si nasconde nella parte oscura (noir, appunto) dei tempi che stiamo vivendo, ci può aiutare a trovare strade per costruire un’alternativa. 
L’iniziativa, come al solito, è stata ben organizzata dal “Giardino filosofico e inventificio poetico” e si è svolta sotto gli auspici del “Centro per il Libro e la Lettura” del ministero per i Beni culturali, le attività culturali e il turismo.

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