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Antonio Sciortino nominato, dal Gruppo editoriale San Paolo, “direttore generale dell’Apostolato nella Provincia Italia”


31/10/2019

Un posto di rilievo per una persona, don Antonio Sciortino, che ha dato molto al mondo del giornalismo e non solo: quello di “direttore generale dell’Apostolato nella Provincia Italia”. In altre parole quello di prima guida, a partire dal prossimo primo dicembre, dell’apparato comunicativo del Gruppo editoriale San Paolo (testate giornalistiche, televisione, librerie e via dicendo). Un giusto riconoscimento che arriva dopo una vita dedicata alla comunicazione e che lo ha visto ricoprire a lungo cariche importanti, come quello di prima guida di Famiglia Cristiana per poi, ultimamente, riportare agli antichi splendori il mensile Vita Pastorale
Per la cronaca Antonio Sciortino, nominato nel giugno 2005 Grand’ufficiale della Repubblica da Carlo Azeglio Ciampi nonché insignito dell’Ambrogino d’Oro dal Comune di Milano nel 2009, è nato a Delia (in provincia di Caltanissetta) il 28 luglio 1954. Ordinato sacerdote paolino il 20 settembre 1980, aveva compiuto studi teologici presso la Pontificia facoltà San Bonaventura, per poi “licenziarsi” in Teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana.  
Studi a parte, sarebbe stato ben presto attirato dal mondo del giornalismo, specializzandosi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e diventando professionista nel 1986. Lui che nel 1984 era entrato nella redazione di Famiglia Cristiana con il compito di seguire i viaggi apostolici di papa Giovanni Paolo II. Guadagnandosi, nel 1987, la responsabilità del mensile Famiglia Oggi, supplemento di Famiglia Cristiana dedicato alle tematiche familiari. 
E di Famiglia Cristiana, tempo un anno, sarebbe diventato condirettore. Testata che avrebbe peraltro cominciato a plasmare con successo, tanto da guadagnarsi nel 1999 la carica di direttore, succedendo alla storica presenza di don Leonardo Zega, con il quale avrebbe intessuto stretti e amichevoli rapporti. 
E una volta ricevuti i galloni di numero uno avrebbe impresso alla testata una linea politica di indipendenza dai partiti e a favore della famiglia. Incentivando “gli interventi nella scena sociale e politica del Paese, talvolta con editoriali dai toni duri, ma sempre rispettosi della dottrina sociale della Chiesa”. Sapendo interpretare parte degli orientamenti della congregazione paolina, un po’ meno, forse, quelli dell’ala più conservatrice e più distante dalla Chiesa dell’attuale di papa Francesco. Insomma, un ruolo portante quanto ascoltato il suo, che lo avrebbe visto in sella sino a tre anni fa, quando si era trasferito da Milano ad Alba, nella storica sede della San Paolo, per ridare slancio a una pubblicazione balbettante, quella appunto di Vita Pastorale
A questo punto ricordiamo il suo debutto sugli scaffali nel 2009 quando la Mondadori gli pubblicò il saggio La Famiglia cristiana. Una risorsa ignorata, un lavoro nel quale approfondiva il quadro della famiglia in Italia e le politiche ad essa riferite. Tempo un anno e per Laterza sarebbe uscito Anche voi foste stranieri. L'immigrazione, la Chiesa e la società italiana sulle tematiche relative appunto all’immigrazione. Peraltro trattate anche in alcuni articoli per la nostra testata, viaggiando in dura contrapposizione con la linea portata avanti da Economia Italiana.it, una testata nei fatti libera e indipendente. 
Che altro sui suoi libri? Andando a zig-zag nel tempo, La famiglia. Vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo (scritto a quattro mani con Vincenzo Paglia); Il grano e la pula. Valori nell’informazione; Il limite: Etica e politica nelle lettere di Famiglia Cristiana; Padri e figli. Guida a un rapporto che cambia e, infine, Cambiare noi, un lavoro frutto di una comunanza intensa con Luigi Ciotti e Antonio Mazzi.

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