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Assegni familiari e risparmio energetico: ecco cosa è cambiato


01/07/2019

A partire da questo mese di luglio ci sono novità in fatto di assegni familiari e nel campo del risparmio energetico. Vediamo quindi cosa è cambiato e come ci si deve regolare sia per ricevere quanto spettante in un caso sia per beneficiare delle agevolazioni nell’altro. Tenendo presente che la legge non ammette ignoranza e che pertanto, se non ci si attiene alle regole, si ha tutto da perdere e niente da guadagnare. 
Assegni familiari - La richiesta per ricevere gli assegni per il nucleo familiare non si consegnerà più al datore di lavoro, ma andrà inviata direttamente all’Inps via online. Con il suggerimento al seguito, per molti, di farsi assistere da un patronato, in quanto anche se tutto sembra semplice in realtà non lo è. 
La novità riguarda tutti i dipendenti privati, fatta eccezione per alcuni addetti al comparto agricolo. In realtà le nuove procedure erano scattate dallo scorso primo aprile, ma il rinnovo annuale delle richieste avviene formalmente il primo luglio di ogni anno. Quindi ci siamo… 
Detto questo ricordiamo che, per ricevere l’assegno nella busta paga di agosto, la domanda dovrà essere presentata entro il prossimo 30 luglio. E che, in caso di mancata richiesta, si può comunque beneficiare sino a cinque anni di arretrati. 
Risparmio energetico - Da questo mese, grazie al “Decreto Crescita”, è diventato più conveniente realizzare interventi che comportino un risparmio energetico. In altre parole, chi deciderà di acquistare climatizzatori e nuovi infissi, caldaie a condensazione, stufe a pellett e boliler a pompa di calore, o installare pannelli fotovoltaici, potrà usufruire di uno sconto immediato del 50 per cento invece della detrazione fiscale. 
Come si saprà, questi interventi beneficiavano già della detrazione Irpef del 65% attraverso il cosiddetto Ecobonus (che sarà comunque a disposizione fino al 31 dicembre 2019 in varie percentuali sulla base della tipologia di intervento), ma con il nuovo decreto si avrà il vantaggio di usufruirne immediatamente, a differenza della detrazione che sinora, campo cavallo, si recuperava in 10 anni. 
Più in particolare, si può effettuare la cessione del credito al venditore e a quel punto i prodotti si pagheranno a metà del prezzo. Rinunciando ovviamente, non è il caso di fare i furbi, alla possibilità di avere la detrazione fiscale per la somma rimanente. L’unico obbligo previsto sarà quello di comunicare all’Agenzia delle entrate la cessione del credito, perché soltanto così l’Agenzia renderà disponibile per il venditore questa somma sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in cinque anni.

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