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Assunzione statali: il piano del ministro Giulia Bongiorno

Per svecchiare gli organici dovrebbero essere formalizzati 450mila nuovi ingressi. Sulla carta una buona notizia, ma fra il dire e il fare…


27/08/2018

Continuano, almeno sulla carta, le buone notizie da parte dei membri dell’Esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Questa volta è il turno del ministro della Pubblica amministrazione, la leghista Giulia Bongiorno. Quella che in molti ricorderanno quando, in qualità di legale di Giulio Andreotti (accusato di gravi reati) sotto la guida di Franco Coppi, aveva contribuito a vincere il processo di Palermo (era il 15 ottobre 2004). La quale, al momento del verdetto, si era lasciata andare a un euforico “Evviva”, poi ribadito per telefono all’interessato con tanto di squittii al seguito. E nel suo studio di avvocato, appesa alla parete, da allora c’è la prima pagina del Times, con una sua foto gigante a ricordare l’evento. 
Lei che del sette volte premier era rimasta amica sino alla morte e da lui - quando nel 2006 decise di entrare in politica a fianco di Gianfranco Fini e di Alleanza Nazionale, aveva chiesto - ottenendolo - il suo benestare. Poi l’approdo nella Lega e la sua nomina a ministro. 
Ed è appunto con questo ruolo che ha annunciato un piano per l’assunzione di 450mila impiegati statali per svecchiare gli organici. “Un piano - ha tenuto a precisare - al quale penso da diversi anni. Così, avendo l’occasione di farlo, ho deciso di anticipare al 2019 quello che era già previsto. E anche se le assunzioni del triennio 2019-2021 hanno un problema di cassa, io le voglio subito. C’è una legge che prevede il turnover, che ogni interessa 150.000 persone, ma in passato è stata bloccata. E questo non è ammissibile. Inoltre, una volta fatte le assunzioni, riformerò coloro che dovranno formare il personale”. 
Una operazione, sia chiaro, che ha costi elevati. C’è chi ipotizza addirittura una trentina e passa di miliardi di euro. Ma per la Bongiorno anche questa spesa non sembra rappresentare un problema e minimizza. “Si tratta di numeri non ipotizzabili. In ogni caso sto aspettando i fabbisogni dei vari ministeri”. E poi via a sottolineare la sacrosanta lotta all’assenteismo in modo da “tutelare anche gli altri dipendenti”, al pari della riforma della dirigenza che rappresenta “una priorità e sarà oggetto di attenzione”. Fermo restando che l’autentificazione con l’iride o l’impronta digitale “non vìola la privacy”.

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