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Biochimica: una storia tutta italiana nel segno della pulizia e del rispetto per l'ambiente


26/10/2020

Paola Scapoli

La chimica può essere bio e aiutare a tutelare l’ambiente. E’ questa la sfida di Biochimica, azienda dell’Emilia-Romagna che da 50 anni si occupa della pulizia e dell’igiene della casa con detersivi liquidi e in polvere ecocompatibili, sicuri per la salute delle persone e attenti anche al portafoglio. Una realtà tutta italiana, molto combattiva che con i suoi 50 milioni di fatturato riesce comunque a stare al passo della concorrenza delle multinazionali. 
La sede storica è a Zola Predosa (BO), dove vengono prodotti e confezionati i detersivi liquidi, mentre quelli in polvere nascono in un altro stabilimento a Savigno. Entrambi le strutture sono dotate di sofisticati impianti tecnologici. 
Innovazione e attenzione all’ambiente sono i due pilastri della strategia
industriale di Biochimica. Negli stabilimenti viene effettuato il trattamento delle acque di scarico, ci sono aree per la raccolta differenziata e l’energia è acquisita solo da fonte rinnovabile. Per due anni consecutivi ha vinto il premio CONAI per la sostenibilità usando plastica riciclata anche al 100%. 
Altro punto di forza è l’innovazione. I brand quali Soft, Bioform, Limonello, Mangiacalcare, Scansafatiche e Lucentiere rispondono alle esigenze di coniugare pulizia e sicurezza per la salute. Per il bucato oltre ai detersivi ci sono 12 profanazioni di ammorbidente mentre per la casa i detergenti sono per superfici piccole e grandi, dalle stoviglie, ai pavimenti e ai vetri. I prodotti per la pulizia dei pavimenti sono a prova di bambino, cioè testati per non creare reazioni allergiche ai piccoli. Ed è proprio su questo tema che si è focalizzata la ricerca. Al Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale, Biochimica ha
presentato la nuova linea BIOPHURA, che mette al centro la pelle e la difesa del corpo da sostanze allergizzanti, mantenendo immutata la sua efficacia contro macchie e sporco. E’ un prodotto innovativo, “non ne esistono altri sul mercato - spiega l’amministratore delegato Paola Scapoli figlia del fondatore - aiuta a proteggere l’epidermide e l’inalazione”. I dati di mercato indicano un aumento delle allergie da prodotti detergenti che sono tra le prime cause di numerose malattie professionali. Molti prodotti provengono da Paesi che hanno protocolli
diversi da quelli europei e risultano dannosi alla pelle. “Abbiamo messo a punto una gamma per arginare questo fenomeno” afferma la manager. 
“Dal 2015 abbiamo allargato il segmento dei disinfettanti e igienizzante andando a rispondere a nuove esigenze per quei consumatori che hanno bambini, animali, anziani e hanno bisogno di una pulizia rassicurante. Il Covid ha premiato che come noi produce disinfettanti e igienizzanti anche se il marchio Bioform stava già performando molto bene e diventando sempre più una garanzia per i consumatori” afferma Paola Scapoli e sottolinea che “i mercati in espansione nel settore detergenza sono i drugstore, mentre altri segnano da anni un leggero calo”. 
Questa azienda romagnola nasce nel 1969 su iniziativa di Gianni Scapoli e si sviluppa rapidamente macinando riconoscimenti per la sua capacità innovativa. Nel 1970 debutta il primo prodotto Scansafatiche e nel 1990 acquisisce Propack, azienda di soffiaggio dei flaconi che viene ampliata. 
Nel 2015 vince il Premio Conai per il packaging in plastica riciclata e nel 2017 Bioform Plus, la linea di igienizzanti e disinfettanti a presidio medico chirurgico, vince il Premio Prodotto dell’anno. (L.D.P.)

(riproduzione riservata)