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Bollette a 28 giorni, dopo il danno adesso anche la beffa

La presa in giro maggiore? Nell'esiguità dei rimborsi. Ma c'è anche dell'altro...


19/02/2018

di Artemisia


Dopo il danno anche la beffa. Stiamo parlando delle bollette telefoniche e di pay tv, che dopo un lungo tira e molla, entro il prossimo 4 aprile, dovranno tornare mensili, come ha stabilito il decreto fiscale collegato alla manovra economica. Innanzitutto, ed è qui la prima beffa per il consumatore, il ritorno alla fatturazione delle bollette ogni 28 giorni non riguarda luce e gas. I gestori hanno detto che noi paghiamo meno di tutta Europa, quindi dobbiamo soltanto stare zitti. 
Ma la presa in giro maggiore è nell’entità dei rimborsi che sono irrisori e arriveranno pure in ritardo. Ogni 10 euro pagati in più avremo indietro 57 centesimi. E bisognerà pure aspettare il 31 ottobre secondo la decisione del Tar del Lazio, laddove i rimborsi sarebbero dovuti scattare ad aprile. Quanto alla compagnie, Tim, WindTre, Vodafone, Sky e Fastweb, c’è al momento solo la diffida per “non aver rispettato le prescrizioni in materia di chiarezza, trasparenza e completezza delle informative", in particolare per quanto riguarda, "la precisa indicazione del prezzo di rinnovo delle offerte a fronte di modifiche contrattuali nella fase di ritorno alla cadenza mensile della fatturazione". Insomma un buffetto. E in prospettiva nuovi procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori recidivi che non si sono adeguati alla delibera che stabilisce la fatturazione mensile. Il braccio di ferro tra Agcom e operatori telefonici si trascina da circa un anno. L’Autorità per la concorrenza era già intervenuta nel marzo 2017 con una delibera che imponeva agli operatori della telefonia fissa e di quella ibrida (cioè fissa e mobile) di tornare alla modalità di fatturazione mensile. La prassi di addebito a 28 giorni era stata invece temporaneamente consentita solo alla telefonia mobile. Gli operatori telefonici hanno però disatteso il termine di 90 giorni concesso dal Garante per adeguarsi. E hanno scelto, insieme a Sky, di impugnare la delibera dell'Authority davanti al Tar del Lazio. 
Lo scorso dicembre, visto il perseverare delle fatturazioni a 28 giorni, l'Agcom era intervenuta di nuovo, applicando una sanzione di oltre un milione di euro a carico di Tim, Vodafone Italia, WindTre e Fastweb. Ritenendo che i consumatori non dovessero subire alcun pregiudizio a causa del ritardato adeguamento tariffario, il Garante ha inoltre intimato agli operatori di rimborsare le somme ingiustamente pagate dagli utenti a partire dal 23 giugno 2017, stornandole dalla prima fattura emessa con cadenza mensile. 
Il Tar del Lazio si è espresso con due ordinanze di accoglimento parziale delle richieste con le quali Wind Tre e Vodafone hanno contestato le delibere dello scorso dicembre con cui Agcom le sanzionava per non aver seguito le indicazioni dell'Autorità. Il tribunale ha quindi rinviato la questione dei rimborsi automatici alla discussione di merito con udienza già fissata per il 31 ottobre. Entro fine mese il Tar si esprimerà anche sui ricorsi di Telecom e Fastweb. 
Allo stesso tempo il Tar ha dato ragione all'Agcom sull'illegittimità della fatturazione a 28 giorni respingendo definitivamente l'impugnazione della delibera con cui l'Autorità a marzo aveva imposto il ritorno nella telefonia fissa alla fatturazione su base mensile.

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