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Bollette a 28 giorni: stangata da centinaia di milioni di euro per le compagnie telefoniche

Gli utenti possono finalmente tirare un sospiro di sollievo dopo una battaglia durata due anni


15/07/2019

di Artemisia


Ivo Tarantino

Gli utenti telefonici possono tirare un sospiro di sollievo. Dopo una battaglia durata due anni, alla fine l’hanno spuntata. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Wind 3, Vodafone e Fastweb. Le compagnie hanno perso e dovranno quindi rimborsare i giorni erosi con le tariffe 28 giorni agli utenti. La sentenza riguarda oltre 10 milioni di utenti. A breve seguirà un pronunciamento per Tim. 
Gli operatori chiedevano di abolire i rimborsi stabiliti da Agicom. 
“Finalmente è arrivato il giorno che i consumatori aspettavano da due anni. – dichiara Ivo Tarantino, Responsabile delle relazioni esterne Altroconsumo – Il Consiglio di Stato mette fine ai rinvii e ai giochi delle telco: niente più proposte di ristoro al ribasso. È dal 2017 che siamo in prima linea per difendere i consumatori in questa battaglia e la giustizia ha confermato quello che avevamo chiesto e cioè che i rimborsi dei giorni erosi arrivino nella prima bolletta utile”. 
A questo punto le compagnie dovranno dare una risposta all’interrogativo che riguarda quanti hanno cambiato operatore e che quindi non riceveranno automaticamente il rimborso. 
I giorni erosi arrivano in certi casi, in base all’anzianità dell’abbonamento anche ad oltre un mese di canone gratuito. I gestori telefonici potranno chiedere agli utenti di accettare misure compensative ai rimborsi ma non possono in alcun modo obbligarli. Chi non accetta queste formule avrà diritto ai giorni gratis. Siccome il pagamento dell’utenza scattava ogni 28 giorni anziché ogni mese, ora si tratta di recuperare 2-3 giorni per ogni mensilità. La scadenza del canone verrà spostata in avanti per un numero di giorni corrispondenti a quelli sottratti. 
Gli operatori hanno già lanciato una serie di offerte per allettare gli utenti a rinunciare ai rimborsi. In genere si tratta di GB in più o servizi gratuiti, non certo sconti sul canone. Alcuni offrono buoni sconto per acquisti vari e non solo per i telefonini. 
Ma il Codacons, l’associazione dei consumatori, mette in guardia dal rischio di specchietti per allodole, di soluzioni cioè che apparentemente sono vantaggiose ma in realtà sono un escamotage per le compagnie per sottrarsi ai rimborsi. Quindi occhio alle offerte prima di accettare. Inoltre si tratta di offerte che non incidono sui bilanci dei gestori e per loro sono a costo zero. 
Nei prossimi giorni i tre operatori saranno costretti a comunicare i rimborsi agli utenti che non hanno accettato le misure compensative. 
La sentenza del Consiglio di Stato cade come una mannaia sulle compagnie telefoniche. I rimborsi valgono centinaia di milioni di euro in meno nelle loro tasche. 
Un duro colpo in una fase di estrema debolezza del settore, che dopo anni di grande espansione hanno visto progressivamente un calo dei prezzi e quindi del fatturato. Inoltre la partecipazione all’asta delle frequenze 5G richiede ingenti investimenti.

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