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Cala il sipario su Quota 100?

Bocciata dall’ala Pd, la sperimentazione dovrebbe esaurirsi nel 2021 per poi essere rivisti al rialzo i requisiti pensionistici


07/10/2019

di Damiano Pignalosa

Ve lo ricordate il famosissimo film anni 80 “Ritorno al futuro”? Il protagonista rimaneva intrappolato nel passato per poi, attraverso mille vicissitudini, riuscire a tornare nel presente. Ecco, quando un governo cade e se ne forma un altro più o meno accadono le stesse cose. Il più delle volte si torna al passato, eliminando il prima possibile manovre effettuate dai propri concorrenti politici, mantenendo sempre uno sguardo al futuro dei cittadini o di questo glorioso Paese, o almeno è quello che sentiamo ripetere in ogni talk show.
L’argomento della discordia per i neo sposini 5 Stelle e Pd si chiama Quota 100 e dà un preciso messaggio a tutte quelle persone che si trovano proprio in dirittura di arrivo per conquistare la propria pensione dopo tanti anni di duro lavoro: la finestra di questa sperimentazione si chiuderà come preannunciato nel 2021 per poi essere abolita per sempre.
Si stacca la spina e solo per il biennio 2020/21 si potrà sfruttare la finestra pensionistica che dà la possibilità di uscire dal mondo del lavoro con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi versati. In merito si è già espresso il neo ministro dell’economia Roberto Gualtieri: “Quota 100 fortunatamente andrà ad esaurimento e noi certo non la rinnoveremo. Magari faremmo qualche manutenzione. Comunque non l'avrei mai fatta”. Questo, spiega, "non vuol dire che non ci sia un problema pensionistico: la Fornero era tutt'altro che perfetta come riforma ma concentrare una massa così alta di risorse in una misura che riguarda un bacino relativamente ridotto di persone rispetto ad un Paese che non ha risorse illimitate sicuramente non è stata una scelta felice". 
L’idea da parte del Partito Democratico sarebbe quella di riutilizzare una “Ape social” rivista, corretta, ampliata: con risorse 10 volte maggiori del 2017. Il punto di incontro tra le due fazioni che attualmente guidano il governo si sarebbe trovato attraverso l’esaurimento di Quota 100 come previsto per i prossimi due anni per poi tornare ad una via di mezzo tra la legge Fornero e nuove proposte da mettere in cantiere con una certezza da parte di tutti: l’età pensionistica sarà quasi sicuramente spostata più in là.
Questa presa di posizione potrebbe anche ribaltare l’attuale adesione a Quota 100. Se fino ad oggi ha aderito circa il 50% degli aventi diritto, la sensazione è che in questi ultimi due anni i numeri possano cambiare, con un tasso di conversione ben più alto proprio sul rush finale.
Come al solito il vero problema è che la coperta risulta essere sempre troppo corta, se investiamo da una parte dobbiamo tagliare dall’altra, in un eterno effetto yo-yo che non sposta l’ago della bilancia da nessuna parte. In questo marasma di proposte paventate come utili al nostro Paese siamo riusciti ad individuare tre incredibili certezze: le difficoltà di trovare un lavoro stabile sono in aumento, i consumi interni del Paese sono al palo perché le tasse sono troppo alte e gli stipendi troppo bassi, l’italiano è diventato l’esempio di manodopera altamente qualificata a bassissimo costo. Per tutte queste ragioni sono convinto che, potendo possedere la famosa Delorean del film cult sopracitato, in molti si sposterebbero nel passato o nel futuro, perché in verità quello che più spaventa è continuare a vivere questo presente…

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