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Caos migranti, l'Europa rischia di saltare

Veleni e attacchi al vetriolo hanno scandito la vigilia del vertice di Bruxelles


25/06/2018

di Artemisia


Tutti contro tutti al vertice sull’immigrazione, ma soprattutto tutti contro la politica di Salvini. Le decisioni del governo e le posizioni del ministro degli Interni nonché leader della Lega, stanno mandando in frantumi l’Europa scoprendo il volto nazionalista degli Stati membri. Al momento, con l’attuale clima incandescente, è difficile che possa maturare una strategia condivisa, un accordo con il timbro europeo per affrontare il tema dell’immigrazione. Veleni e attacchi al vetriolo hanno scandito la vigilia del vertice di Bruxelles mentre l’emergenza sbarchi continua. La nave Lifeline è in attesa di sapere dove sbarcare i 230 migranti che ha a bordo. 
Tra il presidente francese Macron e Salvini e Di Maio c’è stato un duro scambio di accuse, sulle quali il premier spagnolo Sanchez ha gettato altra benzina. Macron nega che in Italia ci sia una crisi migratoria e ha dato del bugiardo a Salvini. «Una crisi politica - ha detto l’inquilino dell’Eliseo - è provocata da estremisti che giocano sulle paure. Ma non bisogna cedere nulla allo spirito di manipolazione». Chiaro il riferimento al ministro dell’Interno che non ha atteso molto per reagire all’ “arrogante" francese. «Come si fa a dire che gli sbarchi non sono un problema quando in 4 anni c'è ne sono stati 650mila e sono state presentate 430mila domande presentate mentre 170mila presunti profughi sono ospitati a oggi in alberghi, caserme e appartamenti per una spesa superiore a 5 miliardi». Quindi Salvini ha invitato Macron a «dimostrare la generosità con i fatti aprendo i tanti porti francesi e smettendo di respingere donne, bambini e uomini a Ventimiglia». 
A rincarare la dose ci ha pensato Di Maio che ha attribuito alla Francia la responsabilità di «alimentare l'emergenza immigrazione in Italia con i continui respingimenti alla frontiera. In questo modo Macron sta candidando il suo Paese a diventare il nemico numero uno dell'Italia su questo tema mentre il popolo francese è sempre stato solidale e amico degli italiani». 
Va ricordato che dal 2015, alcuni paesi come la Francia, hanno cominciato a ripristinare i controlli alle frontiere interne dell’Unione europea, con la motivazione di voler sorvegliare i confini per evitare attentati. Così i migranti e i profughi che, una volta arrivati in Italia dalla rotta del Mediterraneo, avrebbero voluto spostarsi in altri Paesi europei, sono rimasti bloccati alla frontiera settentrionale. La Francia ha avviato una violenta politica di respingimento dei profughi alla frontiera al valico tra Ventimiglia e Mentone. 
Bordate all’Italia sono arrivate anche da Madrid. Il premier Sanchez vuole cavalcare la questione migranti per creare un asse con Parigi. In una intervista a El Pais, ha condiviso le posizioni di Macron: «Ci sono governi, come quello italiano, che fanno un discorso anti-europeo e dove l'egoismo nazionale è più diffuso». Poi dichiara: «Ciò ha anche a che fare con la precedente mancanza di solidarietà da parte dell'Ue con un Paese che ospita mezzo milione di esseri umani che provengono dalle coste della Libia», e sottolinea che «il modo migliore per combattere l'Eurofobia è una maggiore integrazione». 
Anche i Paesi di Visegrad che il ministro degli Interni, Matteo Salvini, considera alleati, in realtà lo sono soltanto sul rafforzamento dei confini esterni dell'Unione. Ma si rifiutano categoricamente di accettare la loro quota di rifugiati e chiedono all'Italia di riprendersi quelli che si sono spostati. È evidente che ogni Paese sta giocando la sua partita politica e il rischio è di far saltare l’Europa. Una frase del ministro francese dell'economia Bruno Le Maire, riassume bene la situazione: «L'Europa è in uno stato di decomposizione perché i suoi Paesi provano a trovare soluzioni nazionali a problemi che possono solo avere soluzioni europee».

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