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Casamassima: la "città blu" di Puglia


27/08/2018

di Valentina Zirpoli


Quando sentiamo parlare di “città blu” ci vengono alla mente le celeberrime Chefchaouen in Marocco, Jodhpur in India e Juzcar in Andalusia. In pochi forse sanno che anche in Italia vantiamo una città o, per meglio dire, un “paese azzurro”, appellativo coniato dal pittore Vittorio Viviani. Stiamo parlando di Casamassima, un antico borgo in provincia di Bari, caratterizzato da abitazioni, chiese e monumenti di colore azzurro. 
Ma a cosa si deve il colore azzurro dei palazzi ottocenteschi, delle abbazie, delle masserie fortificate e del borgo antico, che ha origini medievali? 
Nel 1658 sbarcarono a Bari alcuni marinai affetti dalla peste, che contagiarono oltre 20 mila abitanti del capoluogo di regione, portandoli alla morte. Nel XVII secolo Odoardo Vaaz, signorotto locale, con l'intenzione di voler allontanare la peste dal paese e per fare un voto alla Maria Santissima di Costantinopoli, ordinò, tramite un'ordinanza, la tinteggiatura del caseggiato, dei monumenti e delle chiese aggiungendo il colore azzurro alla calce viva, probabilmente solfato di rame. La peste fu così allontanata dal paese e venne edificata una chiesetta, dedicata appunto alla Maria Santissima di Costantinopoli. 
Negli anni 60 il pittore milanese Vittorio Viviani, passando da Casamassima, rimase incantato da questa caratteristica unica nello scenario pugliese e immortalò scene di vita quotidiana nel borgo in alcune sue tele, definendo Casamassima "Il Paese Azzurro". 
Passeggiando tra i vicoli del borgo antico è frequente incontrare stratificazioni e tracce di calce azzurra su antichi stabili, testimonianza del passato casamassimese, della storia e dell'unicità di tale centro che, a differenza dei classici borghi bianchi pugliesi, presenta varie tonalità cromatiche di azzurro. 
Il progetto "Paese Azzurro" è un elemento su cui da alcuni anni sempre più esperti studiano la realizzazione di un brand turistico, accompagnati dalla Pro Loco, associazioni locali, cittadini ed enti come il GAL SEB, l'Associazione "Borghi Autentici d'Italia", la Regione Puglia con gli enti turistici regionali e provinciali.

 


La Chiesa del Purgatorio 

Per entrare nel borgo antico bisogna attraversare la Porta su cui sorge la Torre dell’orologio, a cui si accede dalla piazza principale. 
Nella stessa piazza si trovano anche la chiesa del Purgatorio, una delle chiese più importanti del paese insieme alla chiesa madre. 
Di stile barocco, la chiesa del Purgatorio, edificata a metà del 1700, ospita la Confraternita del Purgatorio e la statua della Madonna del Carmine, la santa patrona della città. Secondo la leggenda, la stessa Madonna del Carmine, nelle vesti di una contadina, il 5 aprile 1799 si fece trovare seduta sulla Pietra Tonda, un grosso monolite ancora visibile alla periferia di Casamassima, per indicare ai francesi, giunti alle porte del paese per saccheggiarlo, una via sbagliata per entrare nel centro. Salvò così Casamassima e da allora, nel mese di luglio, viene celebrata una grande festa in onore della Madonna del Carmine durante la quale il sindaco di Casamassima, in segno di rispetto e riconoscenza per quel gesto, le dona simbolicamente le chiavi della città.


Il Monastero di Santa Chiara

Il monastero di Santa Chiara è il più imponente edificio del centro storico di Casamassima e fu fondato nel 1573 da Antonio Acquaviva d'Aragona con denaro della sorella Donna Dorotea. Costruito come orfanotrofio, un secolo dopo (1600) divenne Monastero delle Clarisse. 
Nel corso degli anni ha subito varie modifiche e trasformazioni: dopo l'Unità d'Italia fu soppresso e adibito, nel tempo, a carcere, scuola, cine-teatro e abitazione. 
Il prospetto su via Scesciola presenta un bugnato a piano terra, un lungo belvedere di coronamento con le grate in ferro. All'interno del chiostro si possono osservare due lati con archi su pilastri a bugne e al centro una cisterna sopraelevata. 
Attualmente è interessato da un ambizioso progetto di riqualificazione finalizzato a farne un museo e un luogo a misura di studente.


La Chiesa Matrice di Santa Croce

La chiesa Matrice di Santa Chiara, in stile romanico, edificata su di un'altra chiesa del sec. XII - XIII, ha una struttura muraria a conci levigati e regolari, e risale al 1321. 
Degno di nota è anche il campanile di stile romanico pugliese addossato alla chiesa, di due piani, diviso da cornici ornate. Il primo piano ha bifore con archetti girati sui capitelli, inclusi in un arco superiore posato su mensole. Al secondo piano vi è un loggiato con parapetto forato a scacchiera. 
È costituita internamente da tre ampie navate con cappelle, in cui, tra le tante opere di notevole interesse, vi sono una fonte battesimale del 1200 e la statua di San Rocco, protettore della città.


Il complesso delle Monacelle

Il complesso delle Monacelle è frutto di un adattamento di un ex-palazzo appartenente ad un'importante famiglia del luogo: la famiglia De Bellis. L'ultimo proprietario, Don Domenico Console, acquistò il palazzo e lo fece diventare un orfanotrofio dove fu data educazione civile e religiosa a giovani fanciulle. 
All'interno dell'orfanotrofio fu istituito un Conservatorio musicale femminile, uno dei più importanti della provincia e molto apprezzato dal Regno di Napoli. Dopo l'Unità d'Italia, fu adibito a caserma di Carabinieri, albergo e a scuola elementare, compromettendo l'originale tessuto dell'immobile. 
Attualmente è sede di alcuni uffici comunali e di una ricca biblioteca.


L’Arco delle Ombre

L’Arco delle Ombre, nel cuore del borgo di Camamassima, secondo un’antica leggenda, era popolato dai fantasmi, che continuamente transitavano al di sotto. 
In realtà la fantasiosa versione deriva dal fatto che quando non vi era la pubblica illuminazione i cittadini erano obbligati ad andare in giro di sera muniti di lanterne a petrolio. 
Osservando dunque l’arco da una certa distanza, e vedendo le ombre delle sagome dei passanti riflesse sui muri, si aveva l’impressione di vedere dei fantasmi. 
L'arco delle ombre è oggi uno dei monumenti ancora interamente ricoperti d'azzurro.


Il “paese azzurro” nel cinema

Il “paese azzurro” di Casamassima è piaciuto anche a molti registi, tanto che tra i suoi vicoli e i palazzi nobiliari sono stati girati diversi film. 
Il primo fra tutti, negli Anni ’60, è “Il segno di Zorro”. 
Nel 2015 è stata la volta della fiction TV “Pietro Mennea – La freccia del Sud”.


Fonti: 
www.borghimagazine.it 
http://comune.casamassima.ba.it/

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