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Caso Woodcock-Finmeccanica: prosciolti tutti gli imputati

Dopo tre anni, archiviata la madre di tutte le inchieste per corruzione internazionale


02/02/2015

di Valentina Zirpoli


Il pm Henry John Woodcock

«La transazione per la quale vi furono promesse di tangenti non fu poi mai conclusa». Con questa motivazione, il gip del Tribunale di Napoli, Maria Gabriella Pepe, ha archiviato quella che è stata da più parti ribattezzata come la madre di tutte le inchieste per corruzione internazionale. I fatti risalgono al 2012, quando i pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock aprirono un procedimento penale a carico dell'ex ministro Claudio Scajola, del faccendiere Valter Lavitola, dell'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, dell'ex deputato Massimo Nicolucci, dell'ex presidente dell'Unione industriali del capoluogo campano Paolo Graziano e dell'ex direttore commerciale della holding di piazza Monte Grappa Paolo Pozzessere. L'accusa: un presunto giro di tangenti che Finmeccanica avrebbe pagato per chiudere una maxi commessa da 5 miliardi di euro per la fornitura di fregate lanciamissili destinate al Brasile. A far scattare l'inchiesta erano stati i verbali dell'ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, che aveva indicato Scajola come colui che avrebbe consentito a Fincantieri e all'imprenditore Graziano di concludere l'affare in cambio di mazzette. Ma a distanza di tre anni non risultano indizi né prove a carico degli imputati, nemmeno intercettazioni telefoniche. Risultato: a causa dell'interferenza della magistratura l'accordo saltò e altri colossi stranieri si accaparrarono l'affare con un duro colpo per l'industria manifatturiera Made in Italy. Alla notizia del ricevimento dell'avviso di garanzia, per il favore concesso a Fincantieri, Scajola aveva detto: «L'ho fatto con tutte le nostre imprese: grandi, medie, piccole. È stato il mio lavoro per due mandati, ne sono orgoglioso. L'export è quello che tiene in piedi la nostra industria. Dobbiamo tutelare e promuovere le nostre eccellenze, soprattutto all'estero. Il Brasile è un Paese in crescita, la concorrenza di USA e Germania è fortissima. Dimostrerò che ho ragione. Anche in questo caso». A quanto pare aveva ragione. Da questa vicenda si evince che qualcuno manovra contro l'Italia.

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