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Cellule “spia” nel sangue per combattere il Coronavirus

La Fondazione Menarini in prima linea nel promuovere la cultura della prevenzione e l’educazione scientifica sul Covid-19


23/11/2020

Un semplice test del sangue potrebbe identificare precocemente quali siano i pazienti più a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19. Questo è l’obiettivo di uno studio sperimentale in corso all’ospedale Sacco-Università Statale di Milano e all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) del capoluogo lombardo. L’endotelio, il tessuto, che riveste i nostri vasi sanguigni, è un bersaglio del coronavirus; il danno endoteliale che ne deriva induce un rilascio di cellule endoteliali nel circolo sanguigno. Più grave è il danno più cellule endoteliali si trovano nel sangue. La misura di queste quindi può essere un importante strumento per valutare la gravità e l’evoluzione del Covid-19. 
I risultati preliminari dello studio ottenuti sui primi 17 pazienti sono stati comunicati durante il congresso online “Real-Time Monitoring of Endothelial damage during Covid-19. Why is it needed?”, organizzato dalla Fondazione Internazionale Menarini
I dati suggeriscono che l’identificazione e la conta delle cellule endoteliali circolanti (CEC) durante l’infezione del virus Sars-CoV-2 con metodi standardizzati e riproducibili, potrebbe costituire un prezioso parametro di valutazione della gravità e l’evoluzione della malattia. Un incremento significativo del numero di CECs potrebbe precedere la progressione clinica e quindi guidare la scelta di strategie terapeutiche più efficaci, in grado di ridurre l’insorgenza di complicanze severe e/o addirittura fatali quali quelle vascolare e trombotiche. 
Come afferma Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive all’ospedale Sacco e co-presidente del convegno digitale, la Covid-19 non può essere definita solo come una patologia polmonare e “le complicanze vascolari e trombotiche sono una delle cause più importanti della mortalità da Covid, fino a ora difficilmente prevedibili”. 
Sempre secondo Galli, poter misurare il danno endoteliale è un atto strategico nella sfida del trattamento della Covid-19 in stadio avanzato perché, se non trattato, è uno dei più importanti ostacoli per ottenere una remissione della malattia. 
Tuttavia il valore predittivo di gravità della malattia deve essere ancora pienamente chiarito e confermato. Agostino Riva, infettivologo del Sacco e coordinatore dello studio, afferma che “la possibilità di misurare le cellule endoteliali circolanti grazie a un semplice test del sangue si candida a diventare un bio-marcatore per la scelta delle terapie più appropriate e per ridurne le complicanze fatali”. Tuttavia sottolinea che “il suo valore predittivo di gravità della malattia deve essere ancora pienamente chiarito e confermato”. Il passaggio successivo - ha spiegato Riva - sarà “studiare queste ipotesi, misurando queste cellule in tutte le fasi della malattia e durante la guarigione per capire come si correlano alla sua gravità e al successo della terapia in studi clinici più estesi”. 
Con l’organizzazione di questo congresso, la Fondazione Internazionale Menarini conferma ancora una volta il grande impegno nel voler garantire strumenti autorevoli per l’aggiornamento e la formazione online a tutti i professionisti sanitari del mondo. Dopo la creazione della Coronavirus Library, biblioteca virtuale gratuita con pubblicazioni autorevoli sempre aggiornate sul nuovo Coronavirus - e supervisionata dal Nobel Louis J. Ignarro - prosegue il cammino della Fondazione Menarini nel promuovere la cultura della prevenzione e l’educazione scientifica sul nuovo Sars-CoV-2 causa della Pandemia di Covid-19 in Italia e nel mondo.

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