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Cervelli in fuga? Una nostra start up sbarca a Londra per far rientrare i talenti italiani

Sotto il Big Bang, nella sede dell'Ambasciata, una giornata ideata e pensata da Gabriele Lizzani, Ceo e Founder di Employerland, per il loro recupero


01/07/2019

Gabriele Lizzani

Tanti italiani, ogni anno, decidono di lasciare l'Italia per vivere nuove esperienze che siano di studio o di lavoro per arricchire il proprio bagaglio culturale e professionale, spendibile rientrando in Patria. Solo nell'ultimo anno gli Italiani che si sono trasferiti all'estero ammontano a 123.193, di cui il 30% laureati. Sono numerose le motivazioni che spingono i giovani italiani a trasferirsi in grandi città europee, come Londra che oggi accoglie circa 700 mila italiani. Tante storie di successo, competenze e sogni che magari non sono riusciti ad realizzarsi nel nostro Paese e che vengono invece resi concreti e reali in un altro. Ma il legame con le proprie radici è fortissimo e, maturata un’esperienza all’estero, in tanti vorrebbero un giorno rientrare in Italia e lavorare in una delle aziende di eccellenza del DNA Italiano. 
«E’ questo uno dei motivi per il quale è nato questo progetto – spiega Gabriele Lizzani, Ceo di Employerland, la start up che ha ideato il Recruiting Day #Melomerito targato Londra – stiamo perdendo delle competenze incredibili che possono essere utilizzate per produrre un reale cambiamento in Italia; dobbiamo andare a riprendere questi talenti, dobbiamo riscoprire il valore dell’eccellenza e del merito». 
Paola Boromei, Executive Vice President HR & Organization di Snam, afferma: «L’Italia è sempre stato un paese competitivo dal punto di vista dei talenti, sia per la preparazione dei nostri giovani sia per i loro soft skill, dalla creatività alla capacità di relazione. Sono numerosi i casi di italiani che hanno assunto negli anni posizioni di rilievo in grandi aziende internazionali. Al tempo stesso, i nostri giovani - specie se con esperienze internazionali - sono sempre più richiesti da aziende globali». 
È proprio questo ingegno, questa capacità tutta “italica” di riuscire ad andare avanti trovando soluzioni creative anche con pochissimi mezzi che all’estero viene valorizzata e che consente ai nostri ragazzi di raggiungere risultati di eccellenza in tantissimi comparti. 
«I talenti in Italia non mancano e rappresentano una risorsa eccellente su scala globale in diversi ambiti, per esempio quello tecnologico e digitale – ci spiega Claudio Bellinzona, Co-Founder & Chief Operating Officer di Musement, start up acquisita dal colosso tedesco TUI nel 2018. I nostri programmatori, per esempio, sono fra i più creativi e competitivi al mondo, anche nel rapporto qualità-costo». 
«E oggi siamo qui a Londra – prosegue Lizzani di Employerland – con 10 aziende coraggiose e pioniere che hanno messo sul piatto della bilancia più di 40 offerte di lavoro in diversi ambiti: finance – digital – marketing – fashion - vendite - ingegneria – consulenza. Abbiamo ricevuto oltre le 1500 candidature e incontreremo circa 100 candidati di eccellenza». 
«Solo Ferrari tra assunzioni (per operai, impiegati e quadri) e progetti sarà in grado di produrre circa 500 inserimenti per il 2019 (su tutti livelli) – ci racconta Dennis de Munck, Head of Employer Branding and University partnerships dell’azienda di Maranello –. Ferrari rappresenta – prosegue de Munck - il Made in Italy e vice-versa, una vera eccellenza e in questo scenario molto competitivo Londra indipendentemente da Brexit, rimarrà una referenza in Ingegneria, in Formula 1, in Innovazioni». 
Gli scenari di BREXIT sono tantissimi e le ricadute possono essere a più livelli: economici, politici, commerciali e anche legati ai temi del lavoro e delle possibilità occupazionali. 
«Sono informazioni che ci inducono a fare una profonda riflessione sul sistema Paese – spiega Tiziana Mennuti, Head of HR & Legal Affairs - Radio Dimensione Suono –. La Brexit può rappresentare certamente un'opportunità per noi solo se siamo bravi a porre in essere le condizioni necessarie a favorire il rientro di tanti nostri "cervelli in fuga". Le imprese italiane, per ripartire hanno bisogno dell'energia giusta, il nostro tessuto imprenditoriale è ricco di tante eccellenze e sarebbe un peccato non poterle valorizzare con le risorse giuste».

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