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Chi ha mai avuto più potere del premier Giuseppe Conte dai tempi di Mussolini in poi?

E ancora: ci dobbiamo fidare di Sergio Mattarella che sponsorizza il Mes? Chi sono coloro che regolarmente scavalcano il Parlamento? Perché i comunisti sono diventati così europeisti e globalisti?


07/12/2020

di Sandro Vacchi


C'è un Comune, in provincia di Lecco, che si chiama Morterone. E' il più piccolo d'Italia, con appena trentatré abitanti. Da poco è nato un bambino, dopo otto anni di sterilità assoluta. Sempre sulle Alpi si trovano altri microscopici borghi, come Pedesina (Sondrio) o Moncenisio (Torino), che ospitano gli stessi abitanti di un medio condominio di città. La situazione non è diversa sugli Appennini, anzi. 
Il giorno di Natale, gli abitanti di Morterone avrebbero forse desiderato andare a Milano, che dista meno di ottanta chilometri e, a gente isolata come loro, deve sembrare New York. Invece non potranno andare neppure a Lecco, che è a un tiro di schioppo. E nemmeno in qualche comunello vicino, dove semmai hanno un figlio, o una mamma. 
Il rischio è di incontrare qualcuno dei settantamila poliziotti e carabinieri mobilitati dal ministro della Guerra Luciana Lamorgese per contrastare i pericolosi sovversivi che oseranno mangiare il panettone fuori casa. 
Sapete quanti sono carabinieri e poliziotti in servizio in Italia? Trecentomila. I gradi più alti dell'Arma e della Polizia di Stato non si metteranno certo ai posti di blocco, né faranno irruzione nelle abitazioni dei sospetti, semmai dietro delazione di qualche spia di condominio. Consideriamo poi gli agenti malati e quelli in ferie: le fanno anche loro. Dire che ci sarà in servizio sì e no la metà dell'organico mi sembra già troppo. Di questi 150 mila, la metà – cioè i settantamila - dovrebbero inseguire, braccare, pedinare, controllare, nonni, zie e bambini eversori dello Stato? E non conto i servitori dello Stato che saranno a loro volta attovagliati attorno al desco: potete anche non crederci, ma perfino i carabinieri hanno famiglia. 
Questa è la favola per i gonzi raccontata da un governo di zuzzurelloni, per non dire magliari… un governo fascio-stalinista privo di qualsiasi passaporto per amministrare il potere. La favola è per i gonzi anche per un altro motivo. L'Italia è disseminata di paesini più o meno come Morterone, chi viaggia lo sa bene, ma qui si intende approfittare dell'ignoranza dei più. Se questi paesi, poi, si trovano fuori dalle grandi direttrici, potranno accadere cose assurde ignorate dai nostri assurdi governanti. 
Sapete dove si trova l'isola di Alicudi? Nelle Eolie, è la più lontana. E anche mezza disabitata, pur avendo tre volte gli abitanti di Morterone. Non esistono strade. Scommettiamo che non ci sarà un solo alicudaro su novanta che passerà il Natale “recluso”? Già sono reclusi tutto l'anno, figuriamoci a Natale. Chi andrà a controllare gli “assembramenti” nelle case disseminate sul cono vulcanico dell'isola? Il maresciallo di Lipari? Col cavolo! Tra l'altro ci sarà un mare dell'inferno. Invece il mio amico Silvio Taranto, marinaio e pescatore, potrebbe solcare le onde e approdare al “Filippino”, rinomato ristorante di Lipari, che dista una quarantina di miglia marine. Sì, perché Alicudi fa parte del Comune di Lipari. E così tutte le altre Eolie, eccetto Salina che, da sola, conta tre Comuni. 
Bene, credete che qualcuno controllerà? Se un avvocato puntiglioso e rompiscatole mi leggesse, forse troverebbe gli estremi di una disparità costituzionale fra alicudari e milanesi, o romani, o napoletani, o abitanti di Morterone. Le isole minori italiane sono quasi tutte nelle condizioni di Alicudi. O il discrimine per controllare chi viola il decreto è solamente la presenza di una strada? Nel decreto non è scritto. 
Visto che sono sulle centinaia di situazioni non contemplate, o forse sconosciute, eccone un'altra che tutti invece conoscono. Si vedono spesso in televisione servizi semicomici su certe abitazioni che si trovano metà in un Comune e metà in un altro, a causa di quelle follie burocratiche che in Italia abbondano. I solerti e rispettosissimi occupanti di queste case, a rigor di logica il pranzo di Natale potranno farlo nel tinello, ma guai andare a fare pipì in bagno, perché si trova in un altro Comune e il maresciallo potrebbe appioppare una bella multa. 
Meglio scherzare su queste che, comunque, sono realtà. Ma chi ha un figlio all'estero, poniamo negli Stati Uniti, dove lavora in quanto bravo e fuggito da un Paese che premia soltanto gli incapaci. Si vedono solamente una volta all'anno, massimo due. E' plausibile che il figlio prenda un aereo a New York, atterri alla Malpensa e vada... No, non a casa, ma in quarantena. Prima di NON poter andare a casa dei genitori? Sì, questa è l'Italia contiana, dove a un lockdown (arresti domiciliari) ne segue un altro, e poi un altro... E la colpa è sempre nostra, anche se da mesi giriamo mascherati, con le mani disinfettate e non entriamo più in un bar se non per un caffè da bere in macchina, Come dei profughi. 
La colpa non è mai, invece, dei falsi profughi. Quelli che secondo la Boldrini fuggono dalle guerre (quali, di grazia?) e che sarebbero la nostra assicurazione sulle pensioni... Scusate, quando ci racconta un'altra favola? La Libia e la Tunisia sono note per il rispetto delle norme, vero? Gli spacciatori sbarcati a Lampedusa e approdati nelle città sono tutti sani, vero? Le migliaia di tifosi del Napoli che hanno fatto la festa-funerale a Maradona erano tutti distanziati e con mascherina, vero? 
La cialtronaggine e l'improntitudine di chi ci governa a colpi di decreti è da Romania di Ceausescu. Presunzione, prosopopea, patacche spacciate per verità assolute: questo è il modo di governare di costoro. In nome di che cosa, per favore? Chi vi ha messi lì? Che cosa pretendete da chi non vi ha mai votati? E' strabiliante, tutto questo, soprattutto in un'Italia che settant'anni fa si diede una Costituzione che, terrorizzata dall'esperienza del fascismo, è tutta tesa a limitare i poteri del capo del governo, al punto di rendere pressoché ingovernabile il Paese, fra passaggi delle leggi nelle due Camere, commissioni ed emendamenti. 
Bene: chi ha mai avuto più potere di Giuseppe Conte, dai tempi di Mussolini in qua? Chi regolarmente scavalca il Parlamento? Chi è più indecorosamente omaggiato dai giornali di regime, primi i telegiornali Rai che sono ormai peggio dell'Istituto Luce? Megafoni di regime pagati da noi tutti, interviste-zerbino, dichiarazioni autoesaltanti del premier che lavora di notte, appoggiato dal suo portavoce ex concorrente del Grande Fratello ed esperto di depilazione ascellare, come ha rilevato qualcuno. 
L'Italia è finita perché infinita è stata la sua pazienza. Cosa facciamo adesso? Ci fidiamo di Sergio Mattarella, il quale minaccia che se il Mes (Meccanismo europeo di sostegno) sarà bocciato si andrà alle elezioni? Ma poco più di un anno fa, quando cadde il governo Conte primo, quello di centro-destra, non ci raccontavano che solo il Parlamento è sovrano? 
Questi qua, cari lettori, hanno la stessa credibilità di una mignotta che giura eterno amore e stragiura di non essere interessata al denaro. Crederle è impossibile. Graziano Delrio, capogruppo piddino alla Camera, ha detto che non avrebbe senso andare avanti nell'alleanza con i grillini se facessero questa mossa anti europea: strano, vero, come i comunisti (o ex, chissà) siano diventati i più europeisti e globalisti di tutti? Insomma, o il Mes o cade il governo. Vorrei proprio vedere. Ma non succederà: tranquilli, questi, pur di rimanere in sella si venderebbero la madre, la moglie e la sorella più carina. I pentastellati senz'arte né parte devono, ma proprio devono, rimanere a Roma almeno un altro anno e mezzo, fino a un Mattarella bis. Odiatori a parole del Mes, lo approveranno, facendo finta di niente. E Bruxelles avrà tutto il diritto di mettere il naso nei nostri conti, di farci le pulci e di prenderci per il collo. 
Chi se ne frega! Troppo bello continuare a governare alla faccia dei sudditi, i fessi che non hanno votato Di Maio, Di Battista, Crimi, Zingaretti, Franceschini, Azzolina, Speranza e compagnia bella. Troppo bello restare in sella quando tre quarti dei governati vorrebbero disarcionarti e prenderti a calcioni, soprattutto quelli che stanno perdendo il lavoro: artigiani, commercianti, partite Iva. 
L'economia reale e produttiva, che tradizionalmente tiene in piedi il Paese, è alla canna del gas. Nel contempo, le principali Borse del mondo fanno la gioia degli azionisti. La finanza prospera, l'economia di carta vola, mentre chi produce mendica la cassa integrazione a una banda di dilettanti col pelo sullo stomaco che stanno per vendere tutto. Noi compresi.

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