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Chi non si accontenta gode. Accontentarsi della mediocrità è un "crimine"

Come scoprire le proprie capacità secondo Giorgio Nadali


13/11/2018

Ben Herbster diceva: «Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare», e Martin Luther King: «Il potere è la capacità di raggiungere degli scopi. Il potere è la capacità di effettuare dei cambiamenti». 
In questo tredicesimo libro, Chi non si accontenta gode (Lampi di Stampa, Milano 2018), Giorgio Nadali raccoglie i pensieri di performance coaching e articoli che ha scritto per importanti testate giornalistiche nazionali, con molti spunti di riflessione per migliorare se stessi. Il tema è la crescita personale con esempi di chi, partendo da zero, ha raggiunto risultati umani, professionali ed economici altissimi. Come hanno fatto? Non si sono accontentati. 
Il progresso nasce sempre dal non accontentarsi. Non significa avidità o ingratitudine, ma desiderio di sfidare se stessi per realizzare i propri sogni. E’ possibile. Molti ci sono riusciti perché non si sono accontentati di quello che erano e di ciò che avevano. Con la loro scelta coraggiosa hanno fatto un grande servizio a loro stessi e alla società. Basta volerlo veramente. 
«Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell’egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità» (Oscar Wilde). 
Accontentarsi è facile. Non richiede sforzi. La cultura minimalista e una visione religiosa distorta ci hanno insegnato a volare basso e che l’ambizione è qualcosa di diabolico, carica di superbia e arroganza. Lo zoccolo duro della nostra società è convinto che per vivere felici, o meglio per sopravvivere, è essenziale accontentarsi di quello che si ha e di ciò che si è. Perché aspirare ad altro? La zona di comfort è diventata così comoda che uscirne vorrebbe dire esporsi alle intemperie di un mondo competitivo. E allora ben venga una tranquilla e comoda mediocrità infarcita di convinzioni limitanti che la sostengono ogni giorno. “Non posso”, “non so”, “non conosco”, “ormai”, “sono fatto così”, “chi ha successo e soldi è disonesto”, “i soldi sono lo sterco del diavolo”, “non toccare i soldi che sono sporchi”, “non ho studiato”, “ho una famiglia da mantenere”, “sono contento così”, “ho tutto quello che voglio”. 
Essere mediocri è un “crimine”, se si hanno le capacità per essere (e avere) di più per il bene di tutti. La maggioranza ha queste capacità, ma non ne è affatto convinta. Eppure il vero peccato sta nel nascondere e non fare fruttare il proprio talento. 
«La battaglia del successo è mezza vinta quando uno acquista l’abitudine di porsi degli obiettivi e di raggiungerli. Anche i compiti più tediosi diventeranno duraturi quando trascorri ciascuna giornata con la convinzione che ogni compito, non importa quanto banale o noioso, ti avvicina alla realizzazione dei tuoi sogni… I tuoi unici limiti sono quelli che crei nella mente o che ti lasci imporre dagli altri. Non diventare mai troppo grande per fare domande. Non diventare mai troppo sapiente per conoscere qualcosa di nuovo… I tuoi unici limiti sono quelli che crei nella mente o che ti lasci imporre dagli altri» (Og Mandino). 
La crescita personale è un dovere che abbiamo verso noi stessi. Non accontentarsi è il primo passo per essere e avere di più, perché l’animo umano è fatto per raggiungere grandi vette. Il massimo di ciò che veramente possiamo ottenere, per il nostro bene e di quello della società. 
In questo libro non mancherà qualche dritta per lasciare la comoda zona di comfort e spiccare il volo verso cieli più alti e limpidi. Una piccola scuola di volo, insomma. Non sarà facile combattere contro la tua granitica convinzione che stai bene così e che tutto sommato non puoi farci niente. Nadali in questo libro concorda e sviluppa il pensiero di Andrew Carnegie: «La gente che non è in grado di motivare se stessa deve accontentarsi della mediocrità, non importa quanto impressionanti siano le loro capacità». 
Giorgio Nadali nasce a Milano nel 1962. Giornalista, scrittore, performance coach, è docente di “Comunicazione & Successo” e di “Temi e problemi di Storia delle Religioni” all’Università UniTre di Milano. Scrive per diverse testate giornalistiche tra cui Forbes, Fortune, GQ, Vanity Fair e Economia Italiana.

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