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Cinque ragazzi, un solo assassino, ma nessuno è davvero innocente

Dalla penna dell’inglese Natasha Preston un giallo per giovani adulti incentrato su un fine settimana in montagna con due morti al seguito


17/09/2018

di Valentina Zirpoli


“Il mio nome è Natasha, ma la maggior parte delle persone mi chiama Tash o Tasha. Nemmeno a me importa. Sono nata in Inghilterra e da allora ho vissuto in piccole città e villaggi di campagna.  Mio marito, Joseph (o Joe, fate voi), è la persona più importante della mia vita. Senza il suo amore, il suo aiuto e la sua pazienza, non sarei dove sono oggi. Inoltre sono una mamma orgogliosa di due ragazzini che si propongono come il mio mondo.  A scuola sono andata alla deriva, mai primeggiando. La qual cosa mi ha costretto a lavori tutt’altro che entusiasmanti, come la receptionist o l’impiegata amministrativa. Che altro potevo fare? Sin quando nel 2010 sono inciampata per caso nella scrittura”. 
Come è successo è presto detto. “Mentre navigavo in Internet mi sono imbattuta in Wattpad, un sito di scrittura amatoriale. Inizialmente mi sono limitata a leggere quello che proponevano gli altri, poi ho deciso di scrivere qualcosa di mio, sulla base di alcune idee che mi frullavano per la testa. E da allora in poi non sono più riuscita a smettere. In quanto la scrittura mi ha regalato una via di fuga alle mie insicurezze, facendomi diventare una… drogata di caffeina e di parole. E il successo dell’auto-pubblicazione, nel 2012, di Silence ha fatto il resto”. 
A tracciare questo suo profilo, scarno quanto accattivante, è l’inglese Natasha Preston, prolifica autrice di bestseller (una decina in una manciata di anni), della quale Piemme aveva pubblicato lo scorso anno Il Giardiniere, romanzo imbastito sulla scomparsa di una sedicenne, rapita e relegata, assieme ad altre tre ragazze, in una cantina allestita alla stregua di una vera abitazione. Piemme che ora ha dato alle stampe La casa (pagg. 298, euro 17,50, traduzione di Gloria Pastorino), un lavoro pubblicato per la prima volta nel 2016 nel Regno Unito come The Cabin e incentrato su spruzzate di suspense sorrette da oscuri segreti. 
Insomma, un altro canovaccio per young adult impregnato di mistery e imbastito su un fine settimana estivo trascorso in montagna da un gruppo di sette ragazzi: Mackenzie (voce narrante della storia), Aaron, Courtney, Megan, Kyle, Josh e suo fratello Blake. 
Diciamo subito - venendo alla trama - che Mackenzie non è particolarmente entusiasta di questo breve soggiorno in una casa bellissima in quanto la compagnia, per una serie di motivi, non la convince. “Dopo tutto quello che è successo con Josh”, non ha infatti voglia di rimanere chiusa con lui tra quattro mura. E la presenza di suo fratello Blake, un giovane affascinante ma non particolarmente simpatico, non migliora certo la situazione. Ma il peggio deve ancora arrivare. Siamo a fine estate e le loro vite, avendo terminato il liceo, prenderanno strade diverse verso il College. Quello che i ragazzi non sanno è che quel fine settimana cambierà per sempre le loro vite. 
Cosa succede è presto detto. Al risveglio, dopo la prima notte trascorsa insieme, la drammatica scoperta: la dolce e divertente Courtney e lo scorbutico Josh (con il quale tutti avevano avuto qualche problemino) vengono trovati in cucina in una pozza di sangue. Chi può averli uccisi? Un aggressore venuto da fuori (ma le porte e tutte le finestre risultano chiuse dall’interno, senza alcun segno di effrazione) oppure, più probabilmente, è stato qualcuno di loro? 
Mentre la polizia porta avanti l’inchiesta, la stessa Mackenzie - la più giovane e ingenua del gruppo, che nelle amicizie vede soltanto il lato buono, anche se i rapporti con Josh non erano idilliaci - si mette a indagare, aiutata da Blake, sul passato della comitiva per cercare eventuali legami e scoprire cosa sia davvero successo. Una cosa comunque è certa: l’assassino è ancora libero e ognuno di loro è un sospettato. E forse nessuno è veramente innocente... Sta di fatto che, in un crescendo di suspense, inizieranno a prendere forma i possibili moventi. Anche se le intuizioni del lettore, arrivato alla convinzione di aver scoperto il colpevole, finiranno spazzate via da un ben orchestrato colpo di scena. 
Che dire: a fronte di una scrittura di facile impatto e una trama ben gestita, sconcerta invece un tantino la maturità dei protagonisti. Un peccato veniale sul quale l’autrice dovrà lavorare per conquistarsi un’ulteriore fetta di credibilità.

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