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Collegio di Milano: merito, inglese e soft-skills per far crescere i talenti

Al via le selezioni per 30 posti. Dal prossimo semestre i corsi "conteranno" anche per gli atenei


03/06/2013

Dal grafene, nanoparticella che è valsa ai suoi scopritori un Nobel nel 2010, alla governance europea, dagli incontri con imprenditori, manager, artisti, al corso di degustazione dei distillati e all'orto biologico: chi riesce a superare le selezioni per entrare al Collegio di Milano studia molto ma, certamente, acquisisce una formazione che potrà portarlo lontano.
Sono aperte fino al 30 giugno, sul sito www.collegiodimilano.it, le iscrizioni a questo collegio di merito, riconosciuto dal ministero dell'Università e istituito dieci anni fa da alcune importanti realtà pubbliche e private di Milano per ricreare l'ambiente di un campus internazionale di eccellenza in città.
Da allora, nella sede di Via S. Vigilio 10, zona sud di Milano, progettata ai primi anni '70 dall'architetto Marco Zanuso per i programmi di cooperazione della Cariplo (che ospitava qui i futuri quadri delle banche africane), studiano annualmente 120 studenti delle sette università milanesi, atenei che fanno parte della Fondazione Collegio Università Milanesi, gestore della struttura.
Per accedere ai 30 posti (di cui alcuni coperti da borsa di studio parziale) che si rendono disponibili, oltre ad avere superate la maturità o conseguito la laurea triennale con il massimo dei voti, bisogna sostenere un test di inglese e un colloquio motivazionale. Per mantenere la permanenza al collegio, fino al completamento degli studi, occorrerà poi essere in regola con gli esami e con media del 27.
Il Collegio di Milano funziona sul modello della Scuola Normale di Pisa, tanto per citare il collegio più antico e più rinomato di Italia: gli allievi, cioè, studiano negli atenei milanesi e, a sera, quando rientrano, partecipano al Programma Culturale obbligatorio che, appunto, verte su temi diversi, svolti da altri docenti universitari, e che punta a una formazione trasversale, in modo da integrare le competenze acquisite in facoltà.
Novità del 2013: a partire dal prossimo semestre, alcuni corsi del programma produrranno crediti formativi (CFU) utili alla carriera universitaria di ogni studente. Si tratta di corsi strutturati, spesso in inglese, ma anche di quella formazione necessaria ad acquisire le cosiddette soft-skills, quelle "abilità leggere" che sono comunque importanti nella crescita personale, che si tratti appunto di coltivare l'orto bio, di seguire un corso da sommelier o di autocostruirsi, con il sistema open source Arduino, un meccanismo per regolare l'illuminazione nella stanza in cui si studia.
Del programma svolto fanno parte incontri-testimonianza con personaggi della cultura, dell'arte, dell'economia e della politica. Nell'ultimo anno sono stati ospiti al collegio, il consigliere delegato di banca Intesa, Enrico Cucchiani, l'imprenditore dell'e-commerce, Paolo Ainio, il manager di Google, Carlo D'Asaro-Biondo, l'economista Luigi Zingales, il critico d'arte Tomaso Montanari, la giornalista Maria Latella, il musicista blues Fabio Treves.

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