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Com’è cambiato l’artigianato negli ultimi cinque anni secondo Unioncamere

Exploit di addetti alle pulizie e tatuatori, in calo muratori e “padroncini”


31/08/2020

di Tancredi Re


Aumentano nel Paese le imprese di pulizia e quelle che si occupano di tatuaggi e piercing. Crescono inoltre giardinieri, parrucchieri ed estetiste. Si riducono, invece, le imprese di costruzioni e quelle che si occupano di ristrutturazione, i “padroncini” addetti ai trasporti su strada, gli elettricisti, i falegnami e i meccanici. Ecco i trend dell’impresa artigiana in Italia nell’ultimo quinquennio secondo una recente indagine di Unioncamere e InfoCamere. 
Il settore dell’artigianato conta complessivamente poco meno di 1,3 milioni di imprese, ne ha perse quasi 80mila tra il 2015 e il 2020. Ma alcuni “mestieri” - più vicini allo stile di vita a cui piace la cura di sé, degli spazi in cui si vive e del verde comune - crescono, raggiungendo anche numeri consistenti.  
Spiccano le imprese che rientrano nella categoria “Altri servizi alla persona”, la cui crescita esponenziale (+88,4% pari a 5.382 imprese in più) si deve in gran parte ai tatuatori e agli addetti al piercing: sono passati da 2.150 di giugno 2015 a oltre 5mila di giugno 2020), ma anche agli incrementi notevoli delle attività di robivecchi (da 151 a 754), degli organizzatori di feste e cerimonie (da poco più di mille a 1.700) e di quanti si occupano di cura degli animali (toelettatori, addestratori, dog sitting e così via che erano meno di 2mila nel 2015, mentre oggi sono quasi 2.700). Lievitano anche gli addetti alle pulizie, aumentati di 5.600 unità in cinque anni, i giardinieri (+3.200) e i parrucchieri ed estetisti: 2.344 le imprese in più nel periodo preso in considerazione. 
Alcune difficoltà emergono al contrario nel mondo artigiano legato al settore dell’edilizia e delle costruzioni. In cinque anni si sono perse oltre 18.500 imprese del settore delle costruzioni di edifici residenziali e non residenziali, circa 3.600 attività di piastrellisti ed imbianchini, 3.300 muratori specializzati nella finitura degli edifici. Sono inoltre 12mila in meno le attività dei “padroncini” legate al trasporto su strada, quasi 5.500 gli elettricisti in meno e circa 4.500 i meccanici per autoveicoli oggi non più attivi. 
Un apporto notevole alla crescita della categoria degli Altri servizi alla persona è venuto in questi anni dai giovani: oltre 1.800 delle nuove imprese artigiane attive in questo settore si devono agli under 35. Le donne, invece, sembrano puntare su ambiti tradizionalmente più vicini al mondo femminile, come, ad esempio, quello delle imprese di parrucchieri ed estetisti. Gli stranieri, infine, hanno puntato in questi anni su alcuni specifici lavori legati al mondo dell’edilizia.

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