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Come combattere la povertà, resa ancora più drammatica dalla pandemia

Il sociologo Cristiano Gori guida il lettore lungo il percorso riformatore di anni, insieme tormentati e fondativi, volto a fronteggiare una grave emergenza


16/11/2020

di Giambattista Pepi


A partire dalla crisi economica cominciata nel 2008, la povertà è cresciuta enormemente in Italia ed è arrivata a toccare anche parti della società mai a rischio in precedenza. Un quadro che le pesanti conseguenze del Covid-19 rendono ancor più drammatico e preoccupante. Di fatto, per lunghi decenni, la politica italiana si era ostinatamente disinteressata dei più deboli. Mai si era andati oltre soluzioni residuali, come la Social card introdotta all’inizio della crisi. Poi lo scenario è cambiato: sono arrivati attenzione, fondi, rilievo politico e relative tensioni. 
Gli esiti sono stati l’introduzione nel 2017 del Reddito d’inclusione (Rei) da parte del Governo di Centro-sinistra presieduto da Matteo Renzi, la prima misura nazionale contro la povertà, poi confermata dal successivo Esecutivo guidato da Paolo Gentiloni. A questo intervento è subentrato il Reddito di cittadinanza (Rdc), provvedimento varato nel 2019 fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle che lo ha inserito tra i punti irrinunciabili del suo programma e confermato anche dal secondo Gabinetto Conte. 
A sua volta l’irruzione della pandemia da Covid-19 ha reso necessario predisporre ulteriori risposte per arginare l’espansione del fenomeno. 
Cristiano Gori, nel saggio Combattere la povertà. L’Italia dalla social card al Covid-19 (Laterza, pagg. 240, euro 20,00), conduce un’esplorazione accurata delle vicende politiche che hanno portato con notevole ritardo, non poche incongruenze e qualche eccesso, a dotarsi di una linea di politica sociale mediante nuovi interventi di contrasto alla povertà. Il libro inoltre rende una singolare e, per certi versi, straordinaria testimonianza dell’esperienza dell’Alleanza contro la povertà in Italia di cui l’autore è stato ideatore e coordinatore scientifico fino al 2019 e si rivela, infine, una fonte preziosa per chi voglia studiare più a fondo gli anni del dibattito e del confronto su metodi e iniziative sulla riforma del welfare. 
Nel congedarsi dai lettori, l’autore (professore ordinario di Politica sociale all’Università di Trento, già senior visiting fellow alla London School of Economics di Londra dove ha co-fondato il Long-Term Care Policy Network) considerato il “lobbysta dei poveri”, non trae volutamente conclusioni sulle politiche avviate dallo Stato per contrastare la povertà, pur riconoscendo che il Reddito di emergenza ha avuto una certa utilità. 
Di una cosa, però, è sicuro lo studioso: che ci sia bisogno dell’iniziativa e del supporto attivo di cittadini e di gruppi a sostegno delle politiche pubbliche per fornire risposte adeguate e condivise allo scopo di fronteggiare una grande emergenza che riguarda un sempre maggior numero di nostri connazionali.

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