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Come stuzzicare il palato dei lettori con l’intrigante storia dello straordinario cuoco rinascimentale Bartolomeo Scappi

Ad addentrarsi fra le maglie di vita dello “chef segreto dei papi”, organizzatore di memorabili banchetti e prima guida della cucina italiana moderna, è l’americana Crystal King. Capace di intrufolarsi con garbata leggerezza fra le mura vaticane, dove gli intrighi e i complotti erano all’ordine del giorno


06/04/2020

di Valentina Zirpoli


Chi è Crystal King? Un’autrice americana, amante della cucina, esperta di marketing, insegnante di scrittura creativa in diverse università, che aveva debuttato nei romanzi storici con Feast of Sorrow, libri (“Il mio lavoro di scrittrice - tiene a precisare - rappresenta il filo conduttore che unisce le mie tante esperienze”) in cui infonde il suo amore per il cibo e per la storia italiana. Inoltre, per le sue poesie, è stata candidata al Pushcart Prize. 
Lei che è da poco sbarcata sui nostri scaffali, per i tipi della Piemme, con il suo secondo romanzo - uscito negli States nel febbraio dello scorso anno - intitolato Lo Chef Segreto (pagg. 374, euro 18,90, traduzione di Cristina Ingiardi), una storia capace di stimolare e persino stuzzicare il nostro palato. Una storia frutto di un robusto lavoro di ricerca - fermi restando che i fatti storici narrati sono stati liberamente interpretati dall’autrice - che si rifà a un personaggio realmente esistito. 
Ovvero Bartolomeo Scappi, della cui vita si sa poco, a parte che era nato a Dumenza, una località a poco più di un chilometro dall’attuale confine con la Svizzera, nei primi anni del 1500. Uno chef ante litteram - come spiega l’autrice in una lunga nota - che “aveva dapprima lavorato per diversi sacerdoti e una manciata di cardinali” per poi proporsi come “cuoco segreto dei papi Pio IV e Pio V, per i quali aveva organizzato banchetti ufficiali rimasti nella storia”. Proponendo piatti saporiti, anticipando l’utilizzo di burro e formaggi, dandosi da fare con la pasta, cucinando per la prima volta il tacchino, realizzando lo zabaione come lo conosciamo noi. Anticipazioni che stupiscono alla stregua delle sue descrizioni del conclave, che “hanno un valore immenso per gli storici, in quanto sono le prime cronache di quel sacro - e per lo più segreto - congresso”. 
Insomma, un cuoco da copertina, autore di un grande trattato di cucina, ritenuto il più famoso e comprensivo d’Italia. Nel quale, oltre a dare voce a un migliaio di ricette, proponeva per la prima volta alcuni strumenti - come la forchetta - in abbinata a innovativi metodi di conservazione del cibo. Ponendo, in questo modo, la basi per la cucina italiana moderna. 
Che altro? Scappi, che lasciò questo mondo il 13 aprile 1577, venne sepolto a Roma, sulle rive del Tevere, “nella chiesa dei santi Vincenzo a Anastasio alla Regola, vale a dire la chiesa della Confraternita dei cuochi e dei pasticcieri dell’Annunziata. Un luogo di culto che in seguito sarebbe stato demolito e trasferito vicino a Campo de’ Fiori. E oggi, se si percorre il passaggio coperto nei pressi dell’ex edificio sacro, si può notare una targa in sua memoria”.    
Sappiamo inoltre - ricorda la King - che Scappi aveva dedicato il suo famoso ricettario, intitolato L’Opera di Bartolomeo Scappi e composto da sei “parti” ricche di incisioni, al nipote e apprendista Giovanni Brioschi, mentre alla sorella Caterina aveva lasciato alcuni gioielli in eredità. “Parimenti non c’è alcun indizio che si sia mai sposato o abbia intessuto una relazione: quindi la Stella di cui parlo nel libro risulta frutto della mia fantasia. E anche lo zio Romeo è una mia invenzione, così come lo sono Rolando Palone, Cesare, Dea e il giovane Salvi, anche se il gioco di carte che gli insegna Isabetta era effettivamente un passatempo assai diffuso all’epoca, nonché uno dei precursori di quello che oggi conosciamo come poker”.    
Inutile sottolineare che, quando si è trattato di colmare le lacune nelle vicende personali del maestro, l’autrice si è “presa qualche libertà”. Ferma restando la veridicità sulla casata Chigi (il loro immenso Palazzo è l’attuale sede del Governo italiano) e anche sulla tenuta di Serafina nel cuore di Trastevere che, acquistata nel 1577 dal cardinale Alessandro Farnese, da allora è nota come villa Farnesina. E per capire la disposizione interna del Vaticano, al di là delle visite personali, l’autrice si è affidata alle “bellissime mappe” di Paul-Marie Letarouilly, “pubblicate per la prima volta postume nel 1882 e ristampate recentemente”. 
Ma veniamo alla sinossi. Siamo nell’aprile del 1577 quando Giovanni Brioschi viene avvisato della morte dell’ineguagliato chef Bartolomeo Scappi, cuoco segreto del papa. Giovanni che come accennato è suo nipote, nonché da molti anni suo braccio destro, alla lettura del testamento scoprirà di essere stato generosamente ricordato dallo zio. Non bastasse viene incaricato ufficialmente di bruciare i suoi diari. Ma la sua curiosità però ha la meglio: nonostante i diari siano infatti scritti in codice, riuscirà ben presto a decifrarli... 
E quelle che scoprirà sono le mille ombre della vita di suo zio, le lotte e i compromessi con i nemici decisi a rubare le sue idee e le sue ricette, e soprattutto la grande storia d’amore segreta che ebbe con una donna misteriosa. Ovvero Stella, il cui ruolo si rivelerà molto più importante di quanto Giovanni potesse immaginare... 
Insomma, una piacevolezza narrativa dal taglio rinascimentale imbastita sul primo celebrity chef della storia, vicenda allargata a una descrizione del Vaticano che cattura all’insegna dei suoi intrighi e dei suoi complotti. In altre parole un canovaccio nel quale vengono sapientemente amalgamati segreti e passioni, invidie e rancori, amici e nemici, nonché fantastici sentimenti. Vale a dire gli ingredienti giusti per una invogliante lettura. 
Un’ultima curiosa annotazione: Crystal King, felicemente sposata con Joe (“La mia stella, ma anche un fantastico chef e artista visivo”), va dannatamente orgogliosa dei suoi due gattini, Black e Merlin, “capaci di perdere tanto di quel pelo - ironizza - che ci si potrebbe fare un cappotto invernale ogni anno”. 

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