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Con "Fili di parole" Persiceto si è tinto di noir

Il centro storico del paese bolognese ha ospitato un doppio appuntamento per gli amanti del giallo nell’ambito della rassegna itinerante “Fili di parole - Viaggio nella lettura e tra i lettori”


07/09/2018

Giunta alla 13a edizione, la rassegna “Fili di parole” ha consentito di scoprire e riscoprire il piacere della lettura attraverso incontri con gli autori che si sono tenuti fra Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno, Crevalcore, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto e Sant’Agata Bolognese. Più in particolare Persiceto ha ospitato la tappa conclusiva della rassegna di quest’anno con “Festa Cantiere - PersicetoNoir”, due incontri a tema organizzati in collaborazione con l’Associazione Giardino Filosofico e Inventificio Poetico
In tale ambito, nel cortile del Palazzo comunale, la scrittrice Marilù Oliva ha dialogato con la giornalista Camilla Ghedini sul tema del “Femminicidio tra cronaca e letteratura”. Autrice del thriller Le spose sepolte, connesso appunto al tema del femminicidio, Marilù Oliva si occupa da sempre di questioni di genere e di attualità. Che altro? Le due ospiti della manifestazione hanno raccontato come attraverso l’invenzione romanzesca il noir offra chiavi di lettura sugli eventi del nostro mondo, permettendo in tal modo di individuare strade per uscire dai labirinti della violenza di genere. 
“Il femminicidio - ha inoltra precisato Marilù Oliva - non è una semplice azione, un gesto, una parola da censurarsi o avvalorare anche a livello giuridico: è in primis una cultura, una forma di pensiero e interpretazione della realtà che si estende a diversi livelli. È tutto legato: i codici pubblicitari, la mentalità diffusa, gli atteggiamenti degli adulti, perfino i giochi dei bambini”. In altre parole la narrativa noir costituisce un potente mezzo per contrastare questa ideologia e contribuire a creare una cultura differente. 
A seguire ha tenuto banco - a furor di popolo - l’incontro sul tema “Appennini Noir tra Emilia e Toscana” con Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini. Autore di diversi romanzi polizieschi, nel 2017 Macchiavelli ha scritto, appunto insieme al cantante modenese, Tempo da elfi. Romanzo di boschi, lupi e altri misteri, un lavoro ambientato proprio sull’Appennino tosco-emiliano. E, oltre a parlare di questo lavoro, i due autori hanno raccontato della loro collaborazione letteraria, iniziata nel 1997 con il romanzo Macaronì, che proprio l’anno scorso ha compiuto vent’anni. 
Guccini e Macchiavelli si sono poi intrattenuti sull’origine del cosiddetto noir appennico, come hanno voluto chiamarlo alcuni storici della narrativa di settore, del quale si sono dichiarati, senza falsa modestia, gli iniziatori. Non a caso oggi sono molti gli scrittori che ambientano i loro romanzi su queste montagne: luoghi pronti a offrire spunti che nulla hanno da invidiare all’ambientazione cittadina classica del noir.

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