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Con Rosatellum e Ius Soli il PD si uccide. E noi con lui

Fra favorevoli e contrari, la nuova legge elettorale si propone confusa, contradditoria e con "un delitto perfetto" al seguito


30/10/2017

di Sandro Vacchi


La nuova legge elettorale, per favore, spiegatemela voi. Io non ci capisco più niente, fra sistema misto maggioritario-proporzionale, preferenze, collegi uninominali, soglie di voto e insalata mista. Di certo ci sono alcune cose. L'Italia, il Paese più casinista del mondo, si è data la bellezza di quattro leggi elettorali in meno di venticinque anni, mentre giganti della democrazia come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno da secoli il medesimo sistema di voto.
Il fatto che Giorgio Napolitano e Mario Monti critichino il Rosatellum dovrebbe indurre le persone di buon senso a ritenere che si tratti invece di un buon sistema elettorale. I nomi dei candidati, peraltro, saranno selezionati dalle segreterie dei partiti (e ti pareva!), e allora mi viene da dare ragione ai Cinque Stelle, che parlano di legge truffaldina e annunciano pressioni sul Quirinale perché la legge non sia promulgata. «Le Camere saranno occupate da nominati fedelissimi delle varie segreterie», aggiunge Sinistra Italiana, altro partito contrario al provvedimento. 
Vogliamo infine ricordare che più dell'80 per cento degli italiani, nella primavera del 1993, aveva votato per passare al sistema maggioritario, mentre da oggi i due terzi dei seggi saranno assegnati col proporzionale? Alla faccia del popolo sovrano! D'altronde, sono passati quasi venticinque anni da allora e il PD, massimo sostenitore del Rosatellum, ha evidentemente puntato sulla memoria corta degli italiani: pensate che a quell'epoca erano per il proporzionale Bettino Craxi, Rifondazione Comunista, la Rete e i missini. Un'altra galassia.
Eccoci al nuovo giro di giostra, allora, con il Rosatellum che fa rima con Bordellum (copyright del Fatto Quotidiano), che rafforza il potere delle segreterie dei partiti, quindi ne toglie a noi comuni cittadini, che consente a Berlusconi di rientrare in gioco nella sua partita contro Salvini, che consente a Denis Verdini di trasformarsi da impresentabile ad ago della bilancia dei giochi parlamentari. «Questa legge sembra scritta apposta perché ogni capo porti in Parlamento i propri uomini, per poi giocarsi in proprio la partita», ha scritto Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera.
E' proprio così. I cittadini, ormai non più elettori in quanto schifati dalla politica e tenuti lontani dalle urne, sempre più disdegneranno “questa” politica fatta nelle segreterie dei partiti sulla loro pelle. Altroché partecipazione! Le lezioncine di educazione civica, i nostri soloni, farebbero bene a risparmiarsele, perché il vero, anzi l'unico scopo, del Rosatellum è di mettere un bastone fra le ruote ai grillini, penalizzandoli alle prossime elezioni. Infatti, nella quota maggioritaria dell'ibrido elettorale, l'unico posto in palio va al candidato più votato, collegato a un arco di liste che lo appoggiano. I Cinque Stelle, però, non si coalizzano con nessuno e possono contare solamente sui propri voti.
«Da qui il delitto perfetto: con la scusa di introdurre correttivi maggioritari sull'impianto proporzionale del Rosatellum, con il pretesto della governabilità, la loro rappresentanza parlamentare viene affettata come un bel salame», scrive il politologo Michele Ainis sull'Espresso, settimanale debenedettiano non certo sospettabile di simpatie grilline. E continua: «Il voto alla coalizione diventa schizofrenico, non serve a governare, serve a impedire il governo dei grillini». Anche se poi l'istituto di ricerca Ipsos prevede che il Rosatellum possa trasformarsi in un suicidio per Renzi & C., destinati a perdere una quindicina di seggi. «Il vero crimine dei politici italiani è che non sono capaci nemmeno di realizzare i propri crimini», conclude cinicamente Ainis.
Che il PD sia alla canna del gas è sotto gli occhi di tutti. L'ultimo autogol di Matteo Renzi è stata l'opposizione alla conferma di Ignazio Visco alla Banca d'Italia e il prossimo 4 marzo, data presumibile delle elezioni politiche, potrebbe facilmente significare un nuovo 4 in pagella per Renzi e i suoi, dopo la debacle del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.
I Dem sono in difficoltà in tutti i grandi centri urbani, il Nord sembra ormai tutto del centro-destra, a eccezione della roccaforte Emilia-Romagna, e il Sud sta passando ai Cinque Stelle, semmai in attesa di migrare in massa fra le braccia di un Matteo Salvini che furbescamente ha tolto la dizione Nord dal nome della Lega, facendo infuriare Umberto Bossi, rimasto tre passi indietro rispetto ai tempi.
Se il PD, come ha promesso di fare, prima della fine della legislatura varerà la legge sullo Ius Soli, detestata dalla gran maggioranza degli italiani spaventati, impoveriti, derubati, stuprati, potrà essere certo che il suo suicidio sarà andato a buon fine. Si sentono numerosi compagni criticare aspramente chi vorrebbe rendere italiani i figli di stranieri qui da noi da almeno cinque anni: lo erano anche i delinquenti che due mesi fa hanno stuprato in spiaggia una giovane polacca a Rimini. Saranno loro i nuovi elettori in sostituzione di chi fugge dal PD, ovvero Partito Demente, che ormai non voterebbe più nemmeno Berlinguer, per non dire Togliatti, Longo, Gramsci?
Maurizio Gasparri, di Forza Italia, parla apertamente di suicidio del PD, anche perché Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, una volta al governo, cancelleranno immediatamente la legge sostenuta perfino da Marco Minniti, il ministro dell'Interno che per un breve periodo era sembrato immune dalla “tafazzite” del suo partito, i cui effetti ricadono sugli italiani. Soltanto che 800 mila certificati e passaporti saranno intanto stati consegnati ai nuovi italiani, quasi sempre non integrati, spesso invece disintegrati, come gli italiani-italiani, da un partito che sta mettendo in ginocchio tutti e ha la faccia tosta di dipingersi migliore di tutti.
Se, come sembra probabile, vincerà il centro-destra, che cosa farà il PD con tutto quello che gli ruota attorno? Vale a dire i centri sociali, i rom, i migranti, i richiedenti asilo e compagnia varia? Siamo sicuri che i contrasti sociali saranno appianati, di fronte ai “nuovi” italiani in lotta fra loro e a parlamentari visti sempre più come affamatori inchiodati alla poltrona, qualsiasi essa sia? I numeri parlano chiaro: in 530 su 950 hanno cambiato casacca nell'ultima legislatura. Il fossato fra loro e il mondo reale è sempre più profondo, con la nuova legge elettorale sarà incolmabile.

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