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Con due secoli di anticipo Leopardi aveva... inquadrato la vicenda di Silvia Romano

Il riscatto? Certamente consistente, ovviamente pagato dagli italiani. E che dire della onlus con sede nel cortile di casa?


18/05/2020

di SANDRO VACCHI


«Silvia rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi. E tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi? Sedevi, assai contenta di quel vago avvenir che in mente avevi. Era il maggio odoroso: e tu solevi così menare il giorno». 
Chi, meglio di Leopardi, ha saputo inquadrare la vicenda di Silvia (Romano), e con due secoli di anticipo? La beltà risplendeva nei suoi occhi ridenti... Guardatela come si è presentata in aeroporto, nel “maggio odoroso”, dopo un anno e mezzo di prigionia. “Assai contenta di quel vago avvenir che in mente avevi”, poi, è il culmine della preveggenza. Queste giovani cooperanti – Silvia non è la prima né sarà l'ultima – che in nome di un ingenuo amore per l'umanità si infilano nei posti meno sicuri del mondo, a cercar rogne per sé ma anche per noi che siamo costretti ad andare a riprendercele, sono la fotografia della gioventù italiana, del “vago avvenir” che le si prospetta. Per non dire della superficialità, della faciloneria, dell'ignoranza, dell'ipocrisia, della doppiezza che caratterizzano – sempre! - queste vicende. 
Onlus con sede nel cortile di casa; titolare della Onlus stessa non si sa bene in quali rapporti con un masai che avrebbe fatto da tramite per la liberazione della ragazza; lei che torna in piena “sindrome di Stoccolma”, ringraziando i carcerieri, ma non lo Stato che l'ha liberata; riscatto pagato come al solito, ma non dalla Onlus in questione, bensì dall'Italia, cioè con le tasse che i cittadini versano a Roma; uomini dei Servizi impiegati per mesi nella ricerca e nelle trattative, vale a dire che i loro stipendi e i soldi per sostenerne le spese (indennità di missione, eccetera), devono essere calcolati nel costo dell'operazione-Silvia. E siamo al grande punto interrogativo: quanto abbiamo pagato? 
La cifra più accreditata è di quattro milioni di euro, un bilancio che la onlus “Africa Milele” nemmeno si sogna di concepire. A “maggiorissima” ragione se la cifra fosse dieci volte più alta, come avrebbe lasciato intendere non il barista all'angolo, ma un uomo dell'AISE (Agenzia informazioni e sicurezza esterne). 
Poffarbacco, Silvia! Con quello che ci sei costata si sarebbero potuti pagare un'enormità di redditi di cittadinanza, stupefacente e utilissima invenzione della fallimentare ditta Luigi Di Maio & C. Sai quel ragazzotto tutto a modino che è venuto ad accoglierti all'aeroporto? Non era l'autista di Huber, ma il ministro degli Esteri italiano, quello che una volta erano Moro o Andreotti. 
E' arrivato in grande spolvero all'aeroporto ed è sbiancato. Ad attenderlo, a sua insaputa, c'era Pochette, alias Giuseppe Conte, suo principale nel governo. Si trovavano lì da te, cara Silvia, non perché tu gli importassi qualcosa dal punto di vista umano, ma per appuntarsi sul petto una medaglia che credevano d'oro, ma che invece non è neppure di latta, non è nemmeno una medaglia, tanto è tragicomica questa storiaccia all'italiana. 
Ho finora trascurato la dibattutissima questione della conversione di Silvia- Aisha all'Islam. Per la semplice ragione che, in un Paese che per Costituzione (la più bella del mondo, parole e musica di Napolitano e Benigni), salvaguarda la libertà di culto, se la signorina Romano era cattolica e poi è diventata musulmana, buddista, confuciana o atea, non deve interessare nessuno: fatti suoi. Poi circola la pruriginosa storiella del matrimonio, più o meno forzato, o di qualcosa di peggio: lei si è affrettata a dire – anche se nessuno glielo aveva domandato, almeno fuori dai colloqui di polizia – che non è stata stuprata né forzata a matrimonio alcuno. Anche questa parte della faccenda sono fatti suoi: alle persone serie non deve importare nulla né del credo religioso di Silvia Romano né delle sue mutande. Il gossip lo lasciamo per i fenomeni che corrono ad accogliere la nuova icona della ridicola sinistra che piange, dopo Carola e Greta, e si ritrovano sputtanati davanti al mondo. 
Alla signorina Aisha ci permettiamo, però, di insegnare un filino di educazione. 
Primo. Non si sa quante decine di uomini siano stati per mesi mobilitati per lei, a spese di tutti, ma sarebbe stato opportuno, cara la mia cooperante, ringraziarli con un paio di paroline, anziché sottolineare quanto ti hanno trattata bene in prigionia. Altrimenti, sai, in questo Paese di buoni e buonisti ci sono anche i cattivi, noi non siamo il paradiso dell'Africa orientale a cui ti sei abituata. E i cattivi come minimo si domandano: se stava tanto bene laggiù, come mai siamo andati a liberarla? Probabilmente le abbiamo fatto un dispetto. 
Secondo: Gli stessi cattivi possono poi arrivare agli insulti sessisti e alle illazioni pecorecce che da sempre accompagnano vicende come questa. 
Se la serietà facesse parte del costume italico, a cominciare da quello del governo, i soldi per Silvia-Aisha li avrebbe dovuti tirar fuori l'azienda per la quale lavorava. Oppure la sua famiglia, o una compagnia assicurativa con la quale si dovrebbe stipulare una polizza prima di andare a salvare il mondo. Sarebbe opportuno che il governo comunicasse agli italiani, a tutti noi, quanto è costata l'operazione, visto che quotidianamente ci assilla con trionfanti annunci su conferimenti di denaro contro il Coronavirus, per il rilancio dell'economia, la Fase 2, il turismo a rotoli, il Meccanismo europeo di salvaguardia... Alla voce “uscite” vogliamo inserire la voce “Silvia” oppure no? Poi, semmai, indicate una cifra a caso, inventata, visto che ci credete tanto imbecilli da berci la favoletta del rilascio gratuito. Almeno diteci se sono attendibili i quattro milioni di euro, oppure i quaranta, perché – forse non lo immaginate – ma queste spese si pagano. E non vorremmo che l'Europa nostra Matrigna le vedesse come spese futili, i soliti sperperi degli italiani, da farci pagare in qualche maniera, come sua abitudine. 
Prima che qualche benpensante da salotto si scandalizzi, non sto dicendo che il riscatto della signorina Romano assesterà un duro colpo al Pil, ma almeno ci dicano quanto è costato. Se ce lo nascondono, nascondono anche qualcosa d'altro: i cattivi di cui sopra hanno il diritto di sospettarlo. In tutti i casi l'operazione ha comportato dei costi, i costi sono uscite dello Stato, che dovrebbe rendicontarli. Il resto sono storie e storiacce. 
E, sommessamente, ricordiamo i casi delle due Simone, di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, Ne dimentichiamo forse qualcuna, ma non sorvoliamo sui riscatti pagati per loro. Quando l'Anonima sequestri rapiva gente in Italia, pagava lo Stato oppure le famiglie? Steno Marcegaglia, addirittura, si liberò da solo. E lo Stato, che tanto si spalma di melassa buonista e di eroismo garibaldino, quanti soldi NON pagò per Enzo Baldoni e Fabrizio Quattrocchi? Quest'ultimo fu ucciso con una rivoltellata in testa dicendo al killer – musulmano come Silvia-Aisha - “Guardate come muore un italiano”: Per questa frase fu accusato di che cosa? Ma di fascismo, ovvio! L'unica accusa che alberga nella testa dei sinistri quando non sanno cosa dire. Per lui niente, salvo una medaglia alla memoria, e per la Salvatrice dell'Africa quattro milioni di euro? O quaranta? O quattrocento? Sono soldi nostri !!! Esigiamo di sapere se sono stati spesi, quanti ne abbiamo spesi e perché non ce li facciamo restituire. 
Sì, perché questo non è il canone Rai. Molti non pagavano, così ce l'hanno ficcato nella bolletta della luce e il carrozzone può tirare avanti in nome del “servizio pubblico”. Il servizio lo stanno facendo a noi. Con questi criteri ci sono entrati nei conti correnti, minacciano i nostri risparmi, le nostre pensioni. Chi ci dice che non paghino anche tangenti agli amici degli amici? O addirittura ai Mammasantissima? Reclamiamo trasparenza! E regole ferree sulle Onlus, le ONG e compagnia cantante, perché se dura così, Silvia e compagnia i miserabili della terra li troveranno a chilometro zero. 
Spiegateci se turchi e somali hanno incassato denari italiani, chi ha fatto da mediatore per il rilascio, quale ruolo ha rivestito il masai cooperante ma anche no, allora vi crederemo, noi italiani che in patria non valiamo niente, mentre se andiamo a “salvare il mondo” dove vigono le leggi del kalashnikov e del Corano, qualche marine “de noantri” viene mobilitato, e i soldi si trovano. A meno che non ci si chiami Quattrocchi, Baldoni o che non si sia dei marò, come i due disgraziati rispediti in India da quell'eroe di Mario Monti. Il principio è semplice, e l' ”avvocato degli italiani” dovrebbe renderne conto agli italiani: è lo Stato al nostro servizio, non il contrario, quindi deve “relazionarci” puntualmente su come spende i nostri soldi: per scuole, strade, difesa... ed eventuali riscatti. 
Altrimenti il risultato sono figure di cacca spacciate come trionfi, e liberare le Alici nel paese delle meraviglie si trasforma in costosissime e ridicole operazioni di facciata, per amore della passerella e nella convinzione che portino consensi. Mentre la ministra Terranova lacrima come la Fornero, mentre si scopre che in Veneto la capa di un clan rom incassava il reddito di cittadinanza ma aveva da parte mezzo milione di euro, mentre lo Stato combatte i governatori del Nord sulla tragedia del Virus, perché appartengono all'opposizione, mentre regala 50 milioni alla Tunisia, mentre manda mascherine alla Cina ma non in Italia, dove scoppia l'ennesimo scandalo sulle forniture, coinvolta addirittura una ex presidente della Camera dei deputati. 
E' lo stesso Stato che impedisce per legge le trattative con la mafia e che blocca i conti dei parenti dei rapiti, ma che a sua volta scende a patti con terroristi islamici, jiadisti e bombaroli vari. Sono meno pericolosi dei camorristi? In vent'anni questi macellai hanno ammazzato 45 italiani. Poi salta su una ragazzetta rapita e liberata e addirittura li ringrazia... 
Costoro l'hanno rapita, l'hanno trattenuta per un anno e mezzo, hanno preteso e ottenuto un riscatto dall'Italia. Lei ha rinnegato patria, nome e fede. I rapitori hanno diffuso il video del suo rientro sottolineando con giubilo questi punti. Hanno fatto sapere che useranno i soldi non per costruire asili e ambulatori (vero, Silvia-Aisha?) ma per acquistare armi. Per sparare addosso agli occidentali. E' stato un grande successo la liberazione di Silvia Romano? 
Allora l'Italia ha vinto la seconda guerra mondiale, facendo a pezzi prima gli inglesi e poi i tedeschi. “Semo ganzi, ragà!”

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