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Con la "finanza i-tech" il trading diventa online: ma la passione può costare cara

Sta diventando quasi una consuetudine investire in strumenti quotati attraverso l’utilizzo di piattaforme e tecnologie avanzatissime. Tuttavia, come spiega Anna Rita Birtolo a Economia Italiana.it, le operazioni non sono prive di rischi. Anche per questo sono in arrivo nuove tutele


23/10/2017

di Giambattista Pepi


Anna Rita Birtolo, responsabile sviluppo prodotto IDEM di Borsa Italiana

Come da consuetudine consolidata, Borsa Italiana ha organizzato una nuova edizione del Trading online Expo, chiamando in causa - nella sede milanese di Palazzo Mezzanotte - broker, emittenti, trader professionisti e docenti universitari con lo scopo di mettere a confronto investitori ed espositori nell’analisi del fenomeno del trading online. Un appuntamento teso quindi a fare chiarezza su un settore non privo di ombre, anche se in continuo sviluppo. Al riguardo Economia Italiana.it ha intervistato Anna Rita Birtolo, responsabile sviluppo prodotto del mercato Idem di Borsa Italiana.

Quali sono le novità di questa nuova edizione? 
«In primis a tenere banco è il tema dell’educazione finanziaria. Un tema che cade a fagiolo sia in generale, considerato il deficit culturale in materia finanziaria degli italiani rispetto ad altri Paesi Ocse, sia in particolare, con riferimento all’evoluzione del trading online che va usato con consapevolezza e responsabilità perché non è esente da rischi, come peraltro nessun investimento di natura finanziaria lo è.  La prima novità è il Tol contest. Si svolge prima dell’evento, in moduli dove gli sponsor della manifestazione metteranno a disposizione dei partecipanti video online di education anche centrati su particolari prodotti negoziabili in Borsa. Quindi verranno pubblicati gli e-book in modo che gli utenti possano consultarli, verificando il livello di apprendimento realizzato con i video tutorial. Infine si svolgeranno gare di trading simulato. L’altra novità è un percorso formativo di Borsa Italiana su diversi asset class, tenuti da colleghi di Borsa ed esperti del settore. Tra i temi oggetto di approfondimento, le obbligazioni in valuta, i derivati e Idem, il mercato finanziario ormai leader in Europa, in cui sono negoziati contratti che per loro natura “derivano” il proprio valore da attività o strumenti sottostanti come futures e opzioni».

Il trading online è arrivato in Italia nel 1999, quando il “Nuovo Regolamento Consob di attivazione del Testo Unico dei mercati finanziari” ne ha regolamentato gli aspetti. Da allora il suo sviluppo è stato prorompente. 
 «È vero. La presenza del retail nei nostri mercati è molto forte. Anzi, è un fenomeno tipicamente italiano. Tanto è vero che sono molto elevati i volumi generati dal trading online. Noi constatiamo e comprendiamo questo fenomeno perché è il risultato degli investimenti in tecnologie e in educational dell’industria finanziaria nel suo complesso, e in particolare dei broker online, per far crescere il settore. Anche Borsa Italiana ha investito in questo mercato strategico».

Quali sono i dati più recenti? 
«I dati contenuti in Tolis (un database che permette di mappare mensilmente l’andamento dell’industry italiana del trading online, dove confluiscono i dati forniti da cinque leading online broker che lo condividono e ne fanno parte - ndr) sono in questo senso eloquenti e danno l’idea delle dimensioni raggiunte dal trading online. Sul Mercato Telematico Azionario (Mta), il principale listino della Borsa Italiana, il 12% dei contratti sono eseguiti da intermediari partecipanti al Tolis; il 37% su Aim Italia, il 55% sul Trading After Hours (Tah), il 9% sul Bit Global Equity Market (azioni estere europee); il 23% nei Mini-futures su indice Ftse Mib e il 16% su opzioni settimanali su indice Ftse Mib».

Il trading consente l’acquisto e la vendita online di strumenti finanziari come azioni, obbligazioni e futures, titoli di Stato e così via. Come si concilia questo strumento che ha costi di commissione bassi con il rischio che è elevato? 
«Sono strumenti negoziati su mercati regolamentati. Quindi siamo comunque soggetti al controllo delle autorità. Inoltre con l’entrata in vigore di Mifid 2, prevista dal 1° gennaio 2018, aumenteranno le tutele per gli investitori e questo contribuirà ad accrescere le conoscenze dei risparmiatori sugli strumenti e sui prodotti finanziari che possono essere loro proposti per l’investimento, e, quindi la consapevolezza sui rischi connessi a qualsiasi tipo di investimento di natura finanziaria. Borsa Italiana dovrà pubblicare sul sito Internet il cosiddetto Kit, che è un documento informativo che illustra le caratteristiche del trading online. Al di là di ciò che costituisce un obbligo di legge, siamo i primi a volere un mercato di investitori consapevoli e in questo senso lavoriamo molto con i broker online».

Quali sono le prospettive del trading online? 
«Il settore è consolidato, ha percentuali e controvalori sempre più elevati.  Ci sarà un mercato variegato con nuovi investitori che si avvicinano ad esso e anche a livello di preparazione eterogenee con trader più giovani, ma anche trader professionisti molto preparati».

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