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Contrordine: il burro? Un inibitore dell'ictus, malattia da 15 miliardi di euro

Latteria Soresina lancia una campagna pubblicitaria per far riscoprire agli italiani le potenzialità terapeutiche di questo alimento


03/04/2018

Il burro per anni è stato bandito dalle tavole perché erroneamente considerato nemico della dieta. Niente di più sbagliato. Il burro è uno dei pilastri di una alimentazione sana ed equilibrata e soprattutto contribuisce a migliorare la nostra salute. 
I dietologi hanno smontato alcune campagne alimentari basate su pregiudizi e hanno restituito al burro il ruolo importante che merita nella nostra dieta. E per dieta si intende un modo di mangiare sano e con un giusto equilibrio di tutti i principi nutritivi. Da un recente congresso dei cardiologi europei, uno studio Canadese ribalta infatti quanto sostenuto finora dalle linee guida per l’alimentazione in tutto il mondo. Secondo l’analisi presentata dai ricercatori dello studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology) – condotto per 12 anni su oltre 154 mila persone tra i 35 e i 70 anni, in 18 Paesi ad alto, medio e basso reddito dei cinque continenti –, i grassi, sia saturi che insaturi, sarebbero associati a un più basso rischio di mortalità. In tale ricerca è emerso come gli individui nella fascia alta del consumo di grassi mostravano una riduzione del 23% del rischio di mortalità totale, ma anche una riduzione del 18% del rischio di ictus e del 30% del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari. Nello specifico, una maggior assunzione di grassi saturi (la tipologia prevalente nel burro) era associata a una riduzione del 21% del rischio di ictus. «E’ stato accertato scientificamente che il burro ha delle proprietà miracolose. Per chi lo consuma regolarmente ad esempio, diventa un inibitore dell’ictus», afferma il presidente di Latteria Soresina, Tiziano Fusar Poli. Va ricordato che l’ictus rappresenta la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie (il 10-12% di tutti i decessi annui si verificano dopo un ictus), ed è causa di gravi forme di invalidità. 
Latteria Soresina ha fatto proprie le più recenti teorie nutrizioniste e ha puntato molto sul burro per contribuire a dare un vero valore sociale. Nel 2017 il Gruppo ha registrato un fatturato di oltre 365 milioni di euro (+9% rispetto al 2016), di cui oltre 75 milioni realizzati all’estero (+22% rispetto al 2016). 
I grassi nobili del burro contribuiscono a ridurre sensibilmente i costi derivanti dall’ictus, che ammontano annualmente a circa 15 miliardi di euro. 
Secondo i dati della SIIA (Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa - Lega Italiana Contro l'Ipertensione Arteriosa) e del Ministero della Salute, in Italia si contano circa 240.000 casi di ictus l’anno, di cui l’80% sono nuovi episodi e il 20% recidive che riguardano soggetti precedentemente colpiti. Nel nostro Paese i soggetti sopravvissuti ad un ictus, con esiti più o meno invalidanti, raggiungono le 913.000 unità. Tutto questo ha un’incidenza sulla spesa sanitaria di circa 3,7 miliardi di euro annui, quasi il 4% dell’intera spesa sanitaria del nostro Paese. Il costo delle cure per ogni paziente si posiziona a circa 3.848 euro annui. 
Latteria Soresina si è impegnata a far scoprire le proprietà di questo prodotto che, se consumato in maniera corretta, può ridurre sensibilmente i costi sanitari per lo Stato, attraverso una importante campagna pubblicitaria, che partirà il 15 aprile p.v. su tutte le principali reti nazionali e canali WEB. Inoltre da sabato 31 marzo, per ben 15 settimane, andranno in onda su Rete 4 durante il programma “Parola di Pollice Verde” di Luca Sardella, una serie di ricette e spiegazioni informative sul burro dedicate proprio a presentare non solo la versatilità e la bontà in cucina di questo prodotto, ma darne informazioni utili per una sua approfondita conoscenza ed utilizzo. Queste puntate sono state realizzate lunedì 26 marzo ultimo scorso presso il Ristorante da Celeste di Venegazzù di Treviso, noto per la sua qualità e frequentazione di molti Vip. Il totale investimenti in comunicazione su burro e formaggi previsti per il 2018 dall’azienda Soresinese è pari a 2,5 milioni di euro. 
La prevenzione è l’inibitore principe. L’umanità vive una vita stressante con scarsa attività fisica e l’unica possibilità che possiede è quella di controbilanciare queste “negatività” con una corretta alimentazione: sulla tavola non può mancare il burro, che possiede i grassi nobili ed è uno degli ingredienti della dieta mediterranea, riconosciuta ormai a livello mondiale come l’unica in grado di contribuire ad una vita più sana e più lunga. 
Un paio di anni fa Time Magazine dedicò la copertina proprio al burro con il titolo Eat Butter. E spiegava che si devono preferire prodotti naturali rispetto a quelli fabbricati artificialmente e che obesità e diabete si devono attribuire soprattutto ai carboidrati, allo zucchero e agli edulcoranti più che ai grassi. 
Il burro ha delle specifiche proprietà che lo rendono un alimento prezioso come l’oro. Anzitutto è un potente antiossidante per la presenza di carotene e la ricchezza in vitamina A, con riflessi positivi su aspetti quali il rinnovo cellulare di pelle ed altri organi e sul sistema immunitario. Un suo regolare consumo quotidiano risulta poi favorevole per diverse funzionalità corporee, quali quella visiva, ossea, tiroidea, cardiaca e sessuale. In particolare, il burro contiene il colesterolo “buono” HDL (lipoproteine ad alta densità) e gli acidi grassi omega 3, tutti elementi che salvaguardano il cuore. 
Latteria Soresina, cooperativa che ogni giorno ritira dai suoi soci 1200 tonnellate di latte e movimenta circa 140 milioni di pezzi all’anno, è tra i principali produttori di burro ed è il riferimento nazionale del prezzo del latte, che nel 2017, come confermato dalla recente assemblea del 30 marzo u.s. per l’approvazione del bilancio della Cooperativa è stato pari a € 0,466 litro con IVA. Il Gruppo, con le sue oltre 200 stalle, copre l’11% del fabbisogno di latte in Lombardia (quasi il 5% del latte nazionale), e si colloca tra le prime tre aziende italiane del settore. Latteria Soresina produce oltre 540 mila forme annue di Grana Padano con un caveau del valore di oltre 130 milioni di euro.

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