Share |

Corte Costituzionale: è legittimo il taglio dei vitalizi dei parlamentari deciso dal Governo Letta per 3 anni dal 2014 al 2016


13/10/2017

Il contributo di solidarietà sui trattamenti pensionistici superiori complessivamente a quattordici volte il trattamento minimo Inps non vìola gli articoli 3, 53 e 136 della Costituzione. La Consulta, con la sentenza n. 213 redatta dal giudice Mario Rosario Morelli, ha così respinto le eccezioni sollevate circa tre anni fa con due ordinanze dalla Commissione giurisdizionale per il personale della Camera dei deputati che riteneva incostituzionale l'art. 1, commi 486 e 487, della legge n. 147 del 27 dicembre 2013 che prevedevano l'obbligo di versamento dei risparmi stessi all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinati al Fondo di cui al comma 48 della stessa legge.
Motivo: “Il comma 487 non prescrive, di per sé, alcuna trattenuta pensionistica, come invece dispone il comma 486, bensì demanda all’autonomia degli organi costituzionali di provvedere ad un risparmio di spesa, anche tramite interventi sui trattamenti di quiescenza del proprio personale. Ciò deve avvenire in base ai «principi di cui al comma 486” e, dunque, non in base alle regole dettate da tale disposizione: il che deve tradursi - come evidenziato dalla sentenza n. 173 del 2016 (che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale del comma 486 in riferimento al contributo interessante i pensionati delle forme di previdenza obbligatorie) - in una operazione, limitata nel tempo ed eccezionale, incidente, secondo un criterio di progressività ed in base ad aliquote ragionevoli, sugli importi pensionistici più elevati.
Princìpi ai quali si è attenuta la delibera impugnata, adottata dall’organo costituzionale - pur sempre “nell’esercizio della propria autonomia” - in una logica di partecipazione dei propri pensionati al sacrificio imposto (ex art. 1, comma 486, legge n. 147 del 2013) ai pensionati delle gestioni previdenziali obbligatorie."Principi" ai quali si è attenuta la delibera impugnata, adottata dall’organo costituzionale - pur sempre “nell’esercizio della propria autonomia” - in una logica di partecipazione dei propri pensionati al sacrificio imposto (ex art. 1, comma 486, legge n. 147 del 2013) ai pensionati delle gestioni previdenziali obbligatorie”. (Pierluigi Franz)

(riproduzione riservata)