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Cosa serve alla nuova anima della Sinistra italiana?

Gianni Cuperlo ripercorre la nascita della maggioranza giallo-rossa che ha dato vita al secondo Governo Conte per poi chiedersi…


04/05/2020

di Tancredi Re


“C’è da ricostruire un assetto delle istituzioni, un intero sistema politico. Ma senza indicare le forze vive, i soggetti chiamati a sorreggere quella strategia, il rischio è cadere in una democrazia depassionata, orfana dei conflitti fondamentali ad indirizzarne lo sviluppo e, al fondo, l’esistenza stessa. Cosa serve? Un congresso vero, una costituente. Dopo dodici anni di gazebo, primarie, mozioni, abbiamo bisogno di fare un congresso come buon senso comanda per una volta mettendo al centro la cultura. Si può farlo in tanti modi. Ma il processo ha senso solo se aperto a chi è fuori e da fuori attende un cenno, una spinta ad allargare il campo”.  
E adesso? Quale sarà il destino dell’alleanza imbastita dopo l’annunciata e imprevista crisi di Ferragosto 2019 tra le forze più ostinatamente rivali degli ultimi anni? I nemici per eccellenza si sono incrociati a mezza via come anime dannate dalle urne incombenti o l’estate folle del 2019 è destinata ad inaugurare davvero una “Terza Repubblica”? 
A questi interrogativi risponde Gianni Cuperlo nel libro Un’anima. Cosa serve alla sinistra per non perdersi (Donzelli, pagg. 176, euro 15,00). 
In questo lavoro, diviso in tre parti, l’autore (è membro della Direzione nazionale del Pd. Per i tipi della Donzelli ha anche pubblicato: Par condicio? Storia e futuro della politica in televisione nel 2004; Sinistra, e poi. Come uscire dal nostro scontento; In viaggio. La sinistra verso nuove terre) scava nella cronaca e traccia l’ipotesi del dopo. 
Le prime due parti affrontano le conseguenze del “connubio” per il Partito democratico: natura, identità, prospettive, idee per far ritrovare ad un popolo, che si riconosce come tale, la sua anima. La terza parte raccoglie una sintesi del “Diario di mezza estate” scritto nei giorni caldi della vicenda. Capitoli giornalieri che registrano il corso degli eventi, dalla certezza di elezioni all’avvio del dialogo sino alla sconfitta leghista, la mediazione sul programma ed il giuramento del nuovo Governo. 
Un itinerario complicato raccontato da un insider con il tono informale e discorsivo del cronista. A uscirne è l’affresco in presa diretta di una politica meno epidermica dell’immagine spesso riflessa. Una testimonianza vissuta con quel tanto di passione consapevole che senza un popolo motivato alle spalle anche il sentiero delle pie intenzioni è lastricato di trappole.

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