Share |

Covid-19: perché in Cina, dove venne registrato il primo focolaio, tutto va a gonfie vele? Si attendono risposte


07/12/2020

di GIUSEPPE MARASTI


La virologa cinese Li-Meng Yan

Alcune considerazioni sulla Cina. Verso la fine del 2019 a Wuhan si registrano i primi casi di Covid-19. Tralasciamo la storia e veniamo ai giorni nostri. Da diversi mesi Pechino non ha morti e quelli ufficiali fino a una certa data sono 4.634 e oggi sono ancora 4.634 su una popolazione di quasi un miliardo e quattrocentomila persone. Qualcuno può pensare che i dati non siano quelli, anche perché in un Paese totalitario i numeri li detta chi dirige. 
In Cina, tuttavia, è da mesi che la gente è libera e le fabbriche funzionano. Nel terzo trimestre 2020 il loro Prodotto interno lordo è cresciuto su base annua del 4,9% e per il 2021 potrà attestarsi attorno all’8 per cento. In tutto il mondo industrializzato la situazione è invece catastrofica: -10% in Italia, -6% in Germania, -9,8% in Francia e Gran Bretagna, -4,3 negli Stati Uniti, - 7,1% in Canada e -5,3% in Giappone. 
Nessuna “istituzione”, nessun politico, nessun giornalista ha provato a scendere più in profondità con una semplice riflessione: la Cina ha messo in essere una specie di terza guerra mondiale, stavolta batteriologica; ha prodotto in laboratorio - secondo alcune voci - il virus che poi s’è diffuso in tutto il mondo. Che è dilagato, guarda un po’, soprattutto nelle aree dei Paesi più industrializzati. Non però in Africa, ormai quasi una colonia cinese. 
E ancora: è possibile ipotizzare che Pechino avesse già il vaccino. Questa mia tesi, che mi porto dietro da marzo, è peraltro suffragata dalla virologa cinese, fuggita negli States, Li-Meng Yan. Non a caso lì le fabbriche funzionano e producono per tutto il mondo, mentre da noi sono chiusi persino i bar. Qualcuno dice che loro sono stati bravi perché Wuhan è stata sigillata mentre noi siamo stati meno bravi. No: il virus non si estingue solo restando agli “arresti domiciliari”. 
Secondo i dati citati, che sono dati e non ipotesi, la storia è chiarissima. Come fare 2+2. Attendonsi quindi risposte, ma astenersi dalle bufale.

(riproduzione riservata)