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Da Simone Weil a Martin Buber, Marietti riparte con i grandi autori

L’Ad Michele De Lillo: “Un’offerta frizzante e di tendenza rivolta ai lettori della fascia di mezzo per nutrire l’anima e il cuore”


08/10/2018

di Giambattista Pepi


Piccola e grande. Fragile e forte. Più volte caduta nella polvere e altrettante volte risorta a nuova vita. Stiamo parlando della casa editrice Marietti. Fu fondata nel 1820 a Torino da Giacinto Marietti come stamperia con il privilegio di Re Vittorio Emaneule I, quarantuno anni prima della proclamazione del Regno d’Italia (1861). Allora la sua produzione era costituita pressoché esclusivamente da messali e Bibbie. E, tra un libro sacro e l’altro, tirò avanti per quasi 125 anni. Come molti altri stabilimenti, fabbriche, case e infrastrutture, venne distrutta dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. 
Cessate le ostilità, Marietti riprese a produrre libri religiosi, ma stavolta a Casale Monferrato. Con l’apertura del Concilio Ecumenico Secondo sotto il Papa Giovanni XXIII e la fine della celebrazione della S. Messa in latino, la Marietti che pubblicava libri nell’antica lingua dei Romani e li distribuiva in tutto il mondo, ne subì il contraccolpo.  Negli anni Ottanta, la famiglia Marietti sarebbe uscita di scena: al suo posto un gruppo di imprenditori liguri interviene per evitare la chiusura della società affidando la responsabilità editoriale ad un sacerdote genovese, don Antonio Balletto. 
Nel 1986 la sede viene trasferita a Casale Monferrato. Il nome non cambia, ma il catalogo delle pubblicazioni viene coraggiosamente ampliato, ponendo accanto alle opere di teologia, religione, anche grandi libri di filosofia e letterature straniere, ebraica ed islamica. Nell’orbita della Marietti 1820 entrano autori prestigiosi come Hannah Arendt, Ingeborg Bachmann, Enzo Bianchi, Vittorino Andreoli, Martin Buber, Jacques Derrida, Régis Debray, Georges Didi-Hubermann, Simone Weil, Michel Foucault, Gershom Sholem, Mari Zambrano, Giorgio Pressburger, Agnes Haller e via dicendo. 
L’overdose di pubblicazioni genera una nuova crisi. L’azienda accusa il colpo ed è costretta ad avviare un’azione di risanamento del bilancio appesantito dalle passività. Solo nel 1995, dopo una ricapitalizzazione di sei miliardi di lire, il bilancio della casa editrice torna ad essere positivo. Il cavaliere Flavio Repetto, imprenditore ligure diventato presidente e azionista di maggioranza della casa editrice, affida nel 1996 a Giovanni Ungarelli, ex dirigente della Mondadori e della Rizzoli, il compito di rilanciare l’azienda. Venne così ampliata la rete distributiva, il catalogo sfoltito, lanciata una nuova collana economica, la grafica rinnovata e sulle copertine dei libri sarebbe comparso a fianco del nome Marietti anche la data di nascita: 1820. 
Nel 1999 Repetto resta presidente, ma passa di mano la proprietà e la sede operativa viene trasferita a Milano, mentre a Genova resta solo quella legale. Ma non è finita qui. Nel novembre 2017 il Centro Editoriale Dehoniano di Bologna, proprietario delle Edizioni Dehoniane Bologna (Edb), acquisisce catalogo e marchio. Roberto Alessandrini è il nuovo direttore editoriale, mentre a guidare la società è Michele De Lillo, bolognese, 58 anni, amministratore delegato del Centro Editoriale Dehoniano, che ha rilasciato ad Economia Italiana.it l’intervista che vi proponiamo.    

Questo mese la casa editrice Marietti ritorna in libreria. Qual è il significato di questa rinnovata presenza? 
Intendiamo dare seguito ad una casa editrice che nel passato ha dato moltissimo alla cultura italiana e che, per una serie di vicissitudini, era poi finita ai margini dell’editoria domestica. L’idea che è stata alla base della trattativa conclusa brillantemente con il cavaliere Repetto, è stata di passare da una casa editrice dal grande passato ma dal presente incerto, ad una casa editrice che può avere un futuro attraverso il suo rilancio con grandi contenuti e grandi autori, che erano stati alla base del suo sviluppo e del suo successo.  

Quali sono i vostri obiettivi? 
Puntiamo ad elevare il livello del lettore. Se andiamo a vedere che cosa accade oggi nel panorama dei lettori italiani, abbiamo lettori “forti” e lettori “deboli”. In mezzo, c’è una fascia intermedia di lettori ai quali intendiamo rivolgerci con le nostre pubblicazioni. Sono lettori indecisi e disorientati che, per difficoltà, pigrizia, o per l’overdose di novità librarie, non acquistano libri. Ecco noi desideriamo proporre non più di 20, massimo 30 nuovi titoli l’anno. Libri che non devono essere di altissimo livello, ma di un livello in grado di attirare quello che è mancato in questi anni: il lettore. Purtroppo i lettori “forti” cominciano ad avere un’età anagrafica importante, ma manca il turnover con i lettori più giovani. C’è pertanto un deficit di lettori. Questo è un aspetto fondamentale. Noi non pretendiamo di fare cultura, altrimenti diventeremmo una sorta di circolo culturale riservato esclusivamente a persone colte, ma intendiamo rivolgerci a persone certamente istruite e che abbiano il desiderio di “nutrire” l’anima ed il cuore. 

I titoli di Edb sono focalizzati sugli studi biblici, teologici e pastorali, che sono da sempre i punti di forza del suo catalogo. Marietti 1820, invece, su quali materie e con quali autori sarà presente sul mercato? 
Sicuramente la narrativa, la saggistica e la filosofia. Edb aveva negli ultimi anni avviato un processo di diversificazione per materia delle sue pubblicazioni, assieme ad alcune collane, come ad esempio Lapislazzuli e Lampi d’Autore. Marietti 1820 intende posizionarsi su un livello medio – alto per creare una cerniera tra i lettori “forti” che stanno attendendo il ritorno nelle librerie dei titoli della Marietti 1820 e quelli medi attuali che possono essere incuriositi, sollecitati, solleticati da un’offerta interessante ed intrigante per titoli ed autori, che vada a coprire un vuoto attualmente presente sul mercato.

Marietti 1820 per il Centro Editoriale Dehoniano è un tentativo di diversificazione nell’ambito della politica editoriale? Può accompagnare ed offrire un approccio o una visione laica del mondo, della società e dell’uomo contemporanei? 
Sì. Lo scopo è avere delle crescite per linee esterne. Quando parlo di crescita non mi riferisco solamente agli aspetti economici della vendita, dei ricavi e dei margini, ma ad una crescita volta ad ampliare il ventaglio dell’offerta. Così come ci sono molti editori laici che si stanno avvicinando al mondo religioso, anche EDB conta di fare il percorso inverso verso il mondo laico, attraverso un marchio storico, quello di Marietti 1820: un brand antico, forte, riconoscibile, che attende solo di essere rinfrescato con un’offerta frizzante e un po’ più di tendenza. 

È in grado di anticipare ai nostri lettori quali saranno i primi titoli che pubblicherete?  Su quali autori punterete? 
Con piacere segnalo in uscita opere di autori come Simone Veil (Pagine scelte), Martin Buber (Il Problema dell’uomo) che si affiancano a quelle di Paolo Poli (Il teatro della leggerezza) e Paolo Grossi (Una costituzione da vivere) per un’offerta che si propone di stimolare una riflessione individuale inserita in un contesto globale di grande incertezza.

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