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Dal silenzio assordante delle aule vuote un messaggio di speranza per tutte le scuole

La macchina della conoscenza non si è infatti fermata ed è scesa in campo con tutti i mezzi che aveva a disposizione


23/03/2020

di Damiano Pignalosa


“Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte, c’è un’alba che ci aspetta…”, Khalil Gibran. 
Sono tanti gli argomenti che si potrebbero trattare in questo momento, forse troppi, ma questa volta vogliamo mettere da parte i numeri, i bollettini, le previsioni economiche per soffermarci sulla parte più umana ed emozionale che riguarda i nostri figli. Avranno l’arduo compito di essere i protagonisti di quel futuro, un po’ malandato, che gli stiamo lasciando e di questo almeno un po’ ci vergogniamo.
Come sempre la loro formazione didattica e civica passa attraverso le scuole, veri motori del sapere che, come tutti gli altri settori, hanno dovuto riorganizzarsi, pensare a come essere vicini ai loro ragazzi, continuando a portarli per mano nel percorso di crescita che mai come in questo momento risulta essere così difficile da gestire. Video tutorial, messaggi vocali, lezioni on line, moduli didattici in formato digitale, la macchina della conoscenza non si ferma ed è scesa in campo con tutti i mezzi che aveva a disposizione, accelerando quel processo di digitalizzazione che mantiene il collegamento tra alunni e insegnanti, dirigenti scolastici e personale, con la speranza, senza ombra di dubbio, di tornare a riempire le aule rompendo quel silenzio assordante che oggi fa da sottofondo alle vite di tutti noi.
Ci sarebbero tante storie da raccontare ma quest’oggi voglio lasciarvi con una lettera diretta a tutti i genitori, i docenti e il personale scritta dalla dirigente scolastica Marianna Galli dell’istituto comprensivo G. Calò di Ginosa in provincia di Taranto. In questi giorni siamo riusciti ad abbattere barriere culturali e geografiche riscoprendoci tutti italiani, ecco perché dietro alle parole che a breve leggerete c’è un messaggio di speranza e dedizione che senza dubbio consegna ai vostri figli la penna per poter scrivere tutti insieme un futuro migliore. 

“Cari docenti, alunni e genitori, 
ho pensato a lungo se scrivere questo messaggio. Il rischio è quello della banalità, delle frasi di circostanza, della retorica. 
Le aule vuote e l’assordante silenzio rendono tutto surreale, quasi un dormiveglia delle prime ore dell’alba da cui si fa fatica a riprendersi. Quanti giorni, quante ore, quanti attimi sono trascorsi da quando un dannato, microscopico virus ci sta impedendo di abitare la Scuola, di vivere a Casa Nostra? Tanti, troppi, per quanto mi riguarda. 
Rivivo, nella mia strana solitudine, le voci, i sorrisi, i rimproveri ... i gesti quotidiani. Ecco allora che la campanella, l’andirivieni della ricreazione, i libri dimenticati sotto il banco, la collaboratrice che si lamenta dei bagni in subbuglio, la LIM che non funziona, le comunicazioni dei docenti, la pausa caffè condivisa con il collega, le “irruzioni” in ufficio del piccoletto, simpaticone di turno, per abbracciare la preside e riscuotere la caramella agognata, sono privilegi dei quali oggi sono privata come preside e, più semplicemente, come donna. 
Ma è la Storia a presentarsi così, senza chiedere permesso, imprevista, anche per gli strateghi più raffinati. Ti apre gli occhi, ti fa tremare, ti mette sotto esame. Un esame, quello che stiamo affrontando, che si supera con gesti e con rinunce importanti, dove non ci sono voti e giudizi, che si concluderà per tutti con la “riammissione” alla nostra straordinaria quotidianità. E allora potremo abbracciarci, stringere le mani incontrarci di nuovo con un sentire diverso. Noi “grandi” impareremo da voi, bambini e ragazzi, che ci insegnate da sempre, con i vostri occhi, le mani paffute, l’andatura fiera e i pantaloni alla caviglia, l’inutilità dei confini, dei pregiudizi, del pensiero unico e quanto sia semplice e bello crescere nella diversità che ci contraddistingue come esseri umani. 
È vero siamo distanti, solo fisicamente (e non è poco direte voi) ma, come Beatrice per il Sommo Poeta, siete affidati a guide eccellenti che non vi abbandonano in questo tratto di viaggio, ricorrendo al progresso tecnologico, alla voglia di continuare a fare scuola e non mollare la presa. Impegnandosi davvero tanto, ancora di più del dovuto, i docenti “entrano” nella vostra cameretta per recuperare la prossimità persa troppo in fretta, per interagire attraverso ogni forma di cultura possibile e immaginabile, conducendovi a spasso nei “Cieli” della conoscenza. Sono uno schermo, una videochiamata, un messaggio vocale a restituire i rapporti di sempre: le voci, le domande e le risposte, appartenenti a quella relazione educativa che da tempi remoti ci fa uomini e donne, ci fa nascere e rinascere ogni giorno. Avanti così! Non durerà per molto! Al rientro sarà festa, insieme alle famiglie, che ci accolgono virtualmente con la voglia di collaborare, la stessa che abbiamo sperimentato più volte, nel corso delle tante e belle iniziative realizzate. 
Canteremo e danzeremo, con gli immancabili scuolabus comunali riempiremo le piazze, le strade, la pineta e le spiagge dorate della bella Ginosa. E io comprerò tante caramelle! È una promessa! 
Al più presto possibile! 
P.S. Al rientro, sarebbe per me un onore timbrare e autografare un vostro lavoro prodotto in questi giorni particolari (disegni, poesie, canzoni, diari, articoli, relazioni...). Lo custodirete come documento tangibile di una sfida vissuta insieme che i posteri studieranno dai libri di storia. “

Il Dirigente Scolastico 
Prof.ssa Marianna Galli

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